Pedofilia online. Blitz di Polizia Postale ed Europol, arrestate 75 persone in 24 Paesi dell’Unione

Pedofilia online. Blitz di Polizia Postale ed Europol, arrestate 75 persone in 24 Paesi dell’Unione

Una vasta operazione antipedofilia online condotta dalla polizia di Stato in collaborazione con Europol ha portato all’arresto di 75 persone ritenute responsabili di produzione, diffusione e condivisione di materiale pedopornografico attraverso internet. Lo scrive la polizia di Stato in una nota. L’operazione, coordinata da Europol, alla quale hanno preso parte, oltre all’Italia, anche altri 24 paesi dell’Unione europea, ha portato oltre agli arresti anche alla denuncia di oltre un centinaio di altre persone, responsabili di produzione, diffusione e condivisione di materiale pedopornografico, a diverse centinaia di perquisizioni ed al rinvenimento e sequestro di una ingente mole di materiale audio e video.   All’inizio di quest’anno le indagini avevano portato all’individuazione di 611 elementi investigativi che, opportunamente sviluppati dalle forze di polizia facenti parte del progetto, hanno dato inizio a ben 207 attività investigative, che sono andate a completarsi in maniera coordinata nella settimana scorsa, dando vita all’operazione in grande scala denominata “Daylight”.   L’operazione ha messo in risalto un vasto network pedofilo all’interno del quale il materiale veniva scambiato mediante circuiti dedicati, nei quali si poteva entrare a far parte solo attraverso rigide modalità di affiliazione, che solo un’attenta e paziente attività sotto copertura ha potuto eludere. In Italia le indagini sono state coordinate dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online del servizio polizia postale e delle comunicazioni di Roma, ed hanno portato all’arresto di cinque persone, ed alla denuncia di altre sedici.   Gli arrestati, incensurati e mai indagati prima dalle forze dell’ordine, sono stati sorpresi a detenere e condividere ingenti quantità di materiale pedopornografico inerente minori, mentre nei rimanenti casi, pur avendo l’attività sotto copertura comprovato l’avvenuto scaricamento e la condivisione di immagini e filmati, si è optato per la denuncia a piede libero, in attesa che le attività forensi sul copioso materiale sequestrato comprovino l’avvenuta cancellazione del materiale pedopornografico prima delle perquisizioni. Persone insospettabili, quasi tutte ultracinquantenni, che da casa contribuivano ad alimentare la rete di scambio. “Questa operazione – dice Roberto Di Legami, direttore del servizio polizia postale e delle comunicazioni – rappresenta il frutto della perfetta intesa che la Polizia Postale italiana vanta con le altre polizie ed Europol in tutti i campi afferenti il cybercrime, ivi compreso l’odioso fenomeno dell’abuso dei minori in rete. La risposta delle forze dell’ordine è sempre più globale – continua Di Legami – traendo vantaggio dal coordinamento internazionale che vede Europol in prima linea in grado di coalizzare gli sforzi investigativi per smantellare qualsiasi forma di divulgazione di materiale pedopornografico e puntare, successivamente, all’individuazione dei soggetti abusanti e all’identificazione delle piccole vittime. La messa a fattor comune delle tecniche investigative più avanzate sta, infatti, consentendo di ottenere successi notevoli anche nei confronti di quei gruppi ristretti e segreti, di quelle consorterie direttamente responsabili della produzione di materiale pedopornografico raro, ritenuto ‘pregiato’ da quel tipo di utenti”.

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