Lettera ad una partigiana per il “sì”. L’Anpi nella sua lunga storia ha sempre fatto onore alla democrazia

Lettera ad una partigiana per il “sì”. L’Anpi nella sua lunga storia ha sempre fatto onore alla democrazia

Pubblichiamo di seguito la risposta del responsabile Comunicazione e Stampa ANPI Nazionale ad un articolo pubblicato da L’Unità in cui Teresa Vergalli, partigiana, lanciava pesanti accuse all’Anpi  in merito alla campagna decisa dalla associazione per il “no” nel referendum costituzionale

Lungi da me entrare in polemica con la partigiana Teresa Vergalli (che conosco e stimo) per il suo editoriale di fuoco contro l’ANPI pubblicato su l’Unità. Non lo farò perché non voglio prestarmi al gioco al massacro dei partigiani del SÌ contro i partigiani del NO fomentato da certa stampa e da certi attori referendari poco coscienti e rispettosi. Dispiacciono e inquietano i toni di Teresa e le non verità.

Del tutto privo di fondamento il presunto “neostalinismo” dell’Associazione

Il presunto “neostalinismo” dell’ANPI è del tutto ed evidentemente privo di fondamento. Quest’Associazione, nel corso della sua lunga esistenza, ha sempre naturalmente fatto onore alla democrazia in tutte le sue scelte e decisioni, così è stato rispetto al No alla Riforma Costituzionale assunto il 21 gennaio scorso, praticamente all’unanimità (con solo 3 astensioni), dal suo massimo organo dirigente, il Comitato nazionale. Deliberazione, tra l’altro, confermata di fatto dalla stragrande maggioranza dei Congressi di Sezione, Provinciali e dal Congresso Nazionale scorsi. Spiace leggere della “pretesa” dell’ANPI di volantinare il suo NO alle Feste dell’Unità.

Siamo stati invitati alle Feste dell’Unità ma le condizioni erano irricevibili

Non abbiamo chiesto noi di partecipare alle suddette, ma siamo stati invitati, a condizioni francamente irricevibili per chiunque: avremmo dovuto, usando un’immagine esemplificativa, tagliarci una gamba ed andare zoppi come se nulla fosse. La nostra battaglia referendaria è parte integrante del complesso degli impegni dell’Associazione, al pari della missione della memoria. Ricordo che la Costituzione, la sua piena attuazione, è nel nostro Statuto. Quindi, ancora, questa storia, davvero ormai stucchevole, dell’ANPI apparentata con CasaPound… Non conosco le ragioni del NO di Casapound (e posso assicurare che la nostra Associazione non si è trovata a cena con questi signori per accordarsi), conosco quelle dell’ANPI, in linea con la sua antica cura dei fondamenti democratici del Paese.

Spiace Teresa.
Spiace questa tua posizione urlata.
E, ripeto, va ripetuto, è davvero molto poco civile questa operazione di far scendere nell’agone brigate partigiane del SÌ contro quelle del NO.

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