Crisi più grave. Deflazione meno 0,2%. Ma il premier si auto elogia. Comunione e Liberazione offre, con gli interessi, il meeting al governo. Orgia di “sì” al referendum

Crisi  più grave. Deflazione meno 0,2%. Ma il premier si auto elogia. Comunione e Liberazione offre, con gli interessi, il meeting al governo. Orgia di “sì” al referendum

Renzi Matteo non ce la fa proprio a tacere più di 24 ore. Da Eurostat arriva un nuovo dato negativo che riguarda la nostra economia, un meno 0,2 registrato a luglio sul tasso annuo, ancora deflazione, che si va ad aggiungere alla crescita zero. E  il premier decanta la bontà della politica del governo. “Da quando siamo al governo – afferma – lavoriamo per ridurre le tasse. Lo abbiamo fatto con gli 80 euro, con il Jobs Act, con l’Irap, con IMU e Irap agricola, con Imu e Tasi sulla prima casa, con il superammortamento. Continueremo con la prossima legge di stabilità”. Non contento insiste: “L’ultima volta che una tassa è stata alzata in Italia è stata l’IVA nell’ottobre 2013 da un governo precedente. Adesso la musica è cambiata e contemporaneamente abbiamo battuto tutti i record di incassi dalla lotta contro l’evasione (quasi 15 miliardi nel 2015)”, ha aggiunto Renzi . “Leggo tante critiche sulle nostre misure di politica economica. Per l’Italia di oggi non conosco una ricetta migliore di abbassare le tasse e continuare con le riforme strutturali. Per rendere questo Paese finalmente più semplice e più giusto. E per dare a chi vuole investire – come ha fatto Ryanair – le condizioni di farlo”. E con queste parole si prepara a registrare  il pieno appoggio al governo da parte di Comunione e Liberazione con il tradizionale meeting che si apre a Rimini venerdì.

Di Maio: “Renzi smetta di provocare gli italiani. Se li ritroverà con i forconi”

È stato facile gioco per il vicepresidente della  Camera, Luigi Di Maio, Cinque Stelle sparare ad  alzo zero. “Renzi – dice – ha appena dichiarato: ‘continueremo ad abbassare le tasse’. Forse mi sono perso qualcosa: quando è che ha iniziato?”. “Oggi il presidente del Consiglio ha anche avuto il coraggio di dichiarare: ‘l’ultima volta che una tassa è stata aumentata era il 2013’ – ha proseguito – ma davvero? Peccato che uno studio della Uil ci dice che in 2 anni dal 2013 al 2015 i contribuenti hanno pagato 7 miliardi in più di tasse, circa il 16,7% in più. E indovinate chi governava in questi due anni? Renzi la smetta – conclude con  la leggerezza, si fa per dire, che distingue i grillini – di provocare i cittadini italiani con queste balle! altrimenti prima o poi se li ritroverà con i forconi sotto palazzo Chigi”. Verrebbe da dire che se l’è cercata.

Ryanair non è un angelo benefattore. Intanto la Fca se ne è andata

Così come sull’investimento di Ryanair, 900 milioni di euro sull’Italia diventato cavallo di battaglia di Renzi e dei suoi ministri, primo fra tutti Delrio, il quale affida agli investimenti privati un ruolo primario per affrontare la crisi. Nei giorni scorsi si era sbilanciato troppo sul piano di investimenti pubblici per affrontare la difficile situazione in cui si trova il nostro paese. Repubblica parla di “non crescita”, indora la pillola. Quando il Pil è fermo in presenza di deflazione c’è una sola parola da usare: crisi.

Ryanair non è un angelo benefattore. Quando il governo annunciava una tassa municipale di 2,5 euro a viaggiatore proprio Ryanair aveva preso la testa della protesta delle compagnie aeree chiudendo alcuni voli in Italia. Ritirato il balzello e avendo Renzi assicurato una maggiore concorrenza negli scali minori gli irlandesi con questo investimento si preparano ad affrontare gli effetti negativi, terrorismo, brexit, puntando sullo sviluppo con 44 nuove rotte. Piuttosto Renzi e Delrio avrebbero potuto dire qualcosa quando Fca, leggi Fiat, famiglia Agnelli se ne sono andati dall’Italia, sede fiscale a Londra, sede legale ad Amsterdam.

Il premier imbroglia le carte. Il Mef: ipotesi e congetture senza fondamento

In realtà l’uscita di Renzi  mirava a  imbrogliare le carte. Non è un caso che  ministri, viceministri, sottosegretari, a briglia sciolta, hanno rilasciato dichiarazioni con le quali, di fatto, si riconosceva che la “non crescita” creava problemi, che gli annunci e le promesse del governo andavano rivisti a partire dalla questione pensioni, i bonus e la flessibilità in uscita, al contratto dei lavoratori pubblici. Fra l’altro si scopriva un buco da cinque miliardi nelle privatizzazioni previste nel 2016. Mentre Renzi rilasciava la dichiarazione ottimistica, dal Mef, il ministero dell’economia e finanza, leggi Padoan, arrivava un comunicato in cui si smentivano voci, dichiarazioni, si parlava di “ipotesi prive di fondamento”, di “congetture assolutamente premature”.

Il documento di economia e finanza previsto per il 20 settembre

Da qui l’annuncio della presentazione della nota di aggiornamento del documento di economia e finanza (Def) il 20 settembre. Dovrà essere approvata dal governo entro il 15 ottobre. Poi la Commissione Ue farà la sua valutazione. Per sapere quali risorse sono disponibili si dovrà attendere l’anno prossimo. Renzi punta tutto sulla flessibilità, l’aumento del  rapporto deficit Pil dall’1,8% perlomeno al 2,4%. Ancora non è noto, neppure al governo, quanti miliardi saranno disponibili. Ne servono 30, forse più? Tutto da verificare. Ma Renzi ha fretta, la campagna referendaria non può attendere, il “sì” che vuole a tutti i costi,  la fiducia  da recuperare a fronte di  un elettorato che alle elezioni amministrative ha dato un colpo al Pd. Insieme ha bisogno di stringere le fila del partito di cui è segretario.

Le Feste dell’Unità proibite a chi dice “no” al referendum. Rottura con l’Anpi

Le feste dell’Unità nel segno di “vade retro” a  chi è per il “no” diventano un cavallo di battaglia. Si devono rompere i ponti con tutti coloro, forze sociali, associazioni, il premier continua a considerare gufi? Porte chiuse perfino all’Anpi cui viene impedito l’accesso alle Feste se non  accettano un codice di comportamento che prevede di non pronunciare mai la parola “no” in relazione al referendum costituzionale. A dare una mano al premier ci pensano i nuovi amici, quelli di Comunione e Liberazione che con il meeting che si apre venerdì a Rimini gli offrono  in regalo, ma con gli interessi, una platea tutta schierata. Ridicola l’affermazione di Emilia Guarnieri, la presidente della manifestazione quando afferma “che il Meeting sarà uno strumento per capire le riforme in attesa dei referendum di novembre. Noi non abbiamo preclusioni né per il sì né per il no. L’importante è comprendere il percorso. Poi ognuno potrà darsi da sé la sua idea”. Bene, brava.

Al meeting di Cl presenti cinque ministri. Boschi la star. Folla di ospiti per il “sì”

La Guarnieri dimentica di dire che tutti, salvo qualche eccezione, gli ospiti che prenderanno parte ai vari dibattiti sono nettamente schierati per il “sì”. Il dibattito che ha come protagonista la star della manifestazione, Maria Elena Boschi,  mercoledì 24, vede la presenza di Sabino Cassese, noto per il suo “sì”, il professor Simoncini, un ciellino amico di Renzi. Per il “no” il presidente emerito della Corte Costituzionale, unico fra le decine di ospiti schierato con la riforma della costituzione targata governo. Fra i tanti ospiti citiamo Giuliano Amato, Luciano Violante, oltre ai ministri Alfano,Gentiloni, Lorenzin e Martina. Ci sarà tutta la Confindustria con alla testa il presidente Boccia, insieme alla segretaria generale della Cisl che ha raccolto le firme per il “sì”, associazioni collaterali di Comunione e Liberazione, il vicepresidente del Csm Legnini, esponenti del mondo della finanza, delle banche, di aziende pubbliche. Non manca la Rai con la presidente Maggioni. Come ex presidente del Consiglio Romano Prodi che si occuperà di  migranti. L’imprimatur al Meeting lo  darà il presidente della  Repubblica che aprirà la manifestazione su “La Repubblica ha 70 anni”.

Il premier ha dato la sua benedizione. Pensa al vertice con Hollande e Merkel

E Renzi? Ha dato la sua benedizione, ringrazia. L’anno passato era stato lui il “number one”. Ora ha lasciato alla Boschi l’onore e l’onere di rappresentarlo. Lui, fra l’altro, sarà impegnato nell’incontro con Merkel e Hollande che si svolgerà il 22 a Ventotene, o  meglio su una nave “parcheggiata” al largo per misure precauzionali.

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