Bianca Berlinguer: una lezione di dignità ai renziani non in grado di intendere e agli scriba impegnati nel gran prix della cretineria. Vita: nomine illegittime ?

Bianca Berlinguer: una lezione di dignità ai renziani non in grado di intendere e agli scriba impegnati nel gran prix della cretineria. Vita: nomine illegittime ?

Una lezione di dignità. Bianca Berlinguer nell’editoriale di commiato, nelle interviste,quella in particolare a “ In onda”,non forza mai i toni. Ne avrebbe tutto il diritto perché,come scrive un giornalista di lungo corso, Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la Bellezza, “il siluramento del direttore del Tg3 è avvenuto in modo chiaramente brutale privo di motivazioni editoriali. Il giro di poltrone è chiaramente voluto dal Premier Renzi per allineare l’ultimo Tg della Rai autonomo da Palazzo Chigi alla propria linea di governo tanto più in vista del referendum costituzionale e del SI alle sue riforme/deforme perseguito ormai con ogni mezzo.” Scrive ancora Emiliani:”Non era mai accaduto in passato che il presidente del Consiglio e segretario del partito di maggioranza nominasse il presidente della Rai, un consigliere decisivo e un super direttore generale. Non era accaduto in democrazia, perché Benito Mussolini, nell’insediare il CdA dell’appena creato Eiar (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche) aveva nominato direttamente il fratello Arnaldo vice-presidente.”

Si arrampica sugli specchi il grillino Fico che in Vigilanza ha dato il via libera alle nomine

Si è fatto complice di questa manovra il presidente della Commissione di vigilanza, Fico, che ha bloccato un ordine del giorno presentato in Commissione dal Pd, Fornaro, in cui si chiedeva il rinvio delle nomine a dopo gli “indirizzi” che la stessa Commisione doveva indicare alla Rai, senza progetto, senza un piano degno di questo nome. Si arrampica sugli specchi il “grillino” che ha bocciato anche il suo compagno di partito che quell’ordine del giorno condivideva. Lo sbugiarda Vincenzo Vita, già sottosegretario alla comunicazione, esponente di Articolo 21, il quale afferma: “Oltre che da censurare sul piano politico, la nomina dei nuovi direttori dei Tg Rai forse è pure illegittima. Infatti, in base agli indirizzi che la stessa Azienda si è¨ data, le ultime nomine avrebbero dovuto essere sottoposte al cosiddetto job posting, come si è fatto per Rai Ragazzi e per il ruolo di caporedattore del Tg dell’Emilia Romagna. L’azienda, cioè¨, avrebbe dovuto aprire una procedura di selezione trasparente pubblicando sul sito Rai candidature e profili dei diretti interessati. Invece no. Quelle per i Tg e Rai Parlamento sono evidentemente considerate nomine di quella azienda parallela che storicamente ha una “super direzione politica”. Ci auguriamo che le autorità  competenti esprimano molto rapidamente un parere preciso in merito”

E’ sempre più chiaro che l’ex direttore del Tg3è stata vittima di un sopruso

E’ sempre più chiaro che Bianca Berlinguer è stata vittima di un sopruso, ma non ha gridato allo scandalo, ha solo ricordato che “ contro il mio Tg3 ci sono stati attacchi sguaiati”, che in questi ultimi tempi in particolare non sono mancati pressioni da importanti settori della classe politica”. Verità ben note, bastava leggere i giornali renziani per trovare dichiarazioni di fuoco di esponenti del Pd contro il Tg3 in prima fila Michele Anzaldi,membro della Commisione di vigilanza, il braccio armato del premier. Quel giornale doveva essere eliminato. Questo l’imperativo categorico del regime renziano perchè si permetteva di ignorare le veline, in forma moderna, via internet,provenienza Palazzo Chigi, cercando di raccontare le vicende giornaliere dell’Italia, dell’Europa, del mondo. Uno scenario che ha bisogno di una informazione che produce conoscenza, non propaganda. Di parte ? Certo, dalla parte del lettore.

 “E’ un onore per me essere paragonata al Tg 3 di Sandro Curzi”

E non a caso Bianca Berlinguer richiama Sandro Curzi, “ per me è un onore essere paragonata al tg di Curzi” che non si è mai assoggettato, perchèla libertà è nelle nostre mani. Dice la Berlinguer:” Il tg3 di sinistra? Io direi che noi diamo tutte le notizie, ma abbiamo un pubblico di sinistra”. La realtà è che non solo quel tipo di tg andava eliminato ma doveva scomparire quel nome, Berlinguer, faceva venire l’orticaria al segretario del Pd, allergico a tutto ciò che richiama la storia della sinistra italiana con i comunisti che hanno avuto un ruolo fondamentale. L’altro nome che Renzi non può tollerare è quello di Massimo D’Alema. Non è un caso che a contribuire all’epurazione della Berlinguer si stato determinante il voto di una ex dalemiana di ferro come Rita Borioni che ha votato sì alla decisione presa dal Direttore generale e dal presidente Rai. Davvero, come dice D’Alema,i suoi pupilli, con lui hann fatto carriera, li ha cresciuti male. Altro voto determinante quello di Franco Siddi, già presidente e segretario della Federazione della stampa, “ purtroppo non memorabile-scrive Vittorio Emiliani-del sindacato dei giornalisti si è dimenticato tutto”. E come tale, ne siamo testimoni, Siddi lo abbiamo consciuto sempre in prima fila nel difendere l’autonomia della Rai, il pluralismo, nel denunciare la lottizzazione.

Tanti servi sciocchi popolano il mondo dell’informazione, a partire dai grandi media

Anche a costoro Bianca Berlinguer ha dato una lezione di dignità. Forse non sono in grado di capirla, forse la capiscono fin troppo bene. E una lezione l’ ha data anche agli scriba, ai servi sciocchi che popolano il mondo dell’informazione, a partire dai grandi media. Ne abbiamo lette di cotte e di crude. I nomi degli scriba? Non servono, sono noti, basta leggere i giornaloni, guardare i tg targati governo. Ci sono scriba i quali scoprono che l’informazione non ha alcuna influenza sulla formazione dell’opinione pubblica. Per cui Renzi non aveva alcun interesse a intervenire occupando ,manu militari, la Rai. Idiozie che occupano un posto preminente nel gran prix delle cretinerie in cui editorialisti e commentatori renziani sono impegnati. C’è che chiama in causa Sandro Curzi, accusandolo di tutte le nefandezze possibili. Ma come, dicono,difendete Bianca Berlinguer che si autoproclama erede del direttore di quel Tg che venne chiamato TeleKabul. Lui, Curzi scrivono ,faceva vanto di aver dato vita a Telekabul. C’è anche chi, giornalista da rassegne stampa,ne offende anche la memoria. Chi, come me, ha lavorato con Sandro,sia dal punto di vista professionale che sindacale, sa bene che quel Telekabul non gli andava proprio giù. Lo aveva ritorto proprio contro chi considerava la libertà di stampa un optional.

Il gruppo dei giornalisti democratici, la Fnsi, il pluralismo dell’informazione

Faceva parte di quel gruppo di giornalisti che dettero vita al movimento dei giornalisti democratici, che fecero del pluralismo la loro bandiera. Ne ricordiamo alcuni come Barbato, Citterich, Forcella, Morrione, Emiliani, Murialdi,Ceschia, Miriam Mafai, Agostini, Carcano, Fava, Fiengo, Borsi, molti altri mi sfuggono. Un gruppo che conquistò la maggioranza nella Federazione nazionale della stampa, facendone un vero sindacato, unitario che affermava insieme il diritto dei giornalisti ad informare e quello dei cittadini ad essere informati. Il Tg 3 di Sandro Curzi,la Rete3 di Angelo Guglielmi,lasciano questo segno nella storia della Rai e del giornalismo italiano. Così Bianca Berlinguer che ha, fra gli altri un grande merito,quello di non aver mai utilizzato il nome del padre .Poteva farlo anche in questa occasione,la più difficile della sua vita ,non solo professionale. Ricorda Emiliani, già direttore del Messaggero, che l’ha conosciuta alle prime armi, che se c’è un professionista dei media che ha fatto la sua brava gavetta fra carta stampata e televisione senza appoggi di sorta, Bianca incarna perfettamente quel ruolo. Posso testimoniarlo perché ha cominciato la sua scuola dalle pagine di cronaca del “Messaggero”, firmando le prime cose (anche di cronaca mondana) in una rubrica inventata da un grande e severo maestro di giornalismo, Silvano Rizza. Si chiamava “La città” ed era una sorta di palestra dove giovani e giovanissimi cronisti (Bianca era ancora “matricola” all’Università) portavano delle idee e, se erano buone, le realizzavano, sempre in grande sintesi, con linguaggio chiaro e semplice. Un modo per farsi le ossa anche per altri media che richiedono concisione e senso del racconto.”

Si colpisce Bianca per eliminare il nome Berlinguer dalla storia della democrazia italiana

Ma tutto ciò non conta, non vale niente. Bisognava eliminare il nome Berlinguer, relegando Bianca in una “ striscia” che in Rai non si nega a nessuno.I direttori dei giornali che lasciano l’incarico diciamo per “ anzianità di mandato” hanno un trattamento diverso, migliore. Possono diventare editorialisti con uno spazio fisso, nei tg, nei gr, la conduzione di una edizione, il Tg3 ha quella della notte se si tratta di televisione o radio. Oppure diventano inviati, producono le grandi inchieste cosa che non esiste più nei media italiani. No, neppure questo .Primo premio al gran prix della cretineria. Non si elimina ,colpendo la figlia, il nome di Berlinguer, non solo nel “ popolo della sinistra”.

 

 

 

 

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