Vasco Errani, ex presidente Emilia Romagna, assolto in Appello con formula piena per la vicenda Terremerse.

Vasco Errani, ex presidente Emilia Romagna, assolto in Appello con formula piena per la vicenda Terremerse.

Assolto con formula piena, perché il fatto non sussiste. Il collegio della terza sezione penale della Corte d’appello di Bologna, presieduto da Cecilia Calandro, ha prosciolto, nel secondo processo d’appello per la vicenda Terremerse, l’ex presidente della Regione Emilia-Romagna VascoErrani dall’accusa di falso ideologico. Assolti, perché il fatto non costituisce reato, anche i due dirigenti della Regione Filomena Terzini e Valtiero Mazzotti, accusati di falso ideologico e favoreggiamento. All’origine del processo, la lettera e la relazione inviate da Errani alla Procura di Bologna per dimostrare la correttezza dell’operato della Regione nella concessione, avvenuta nel 2006, di un finanziamento di un milione di euro per la costruzione di una cantina a Imola alla cooperativa Terremerse, allora guidata da Giovanni Errani, fratello dell’ex presidente della Regione. Giovanni Errani, per la vicenda, è già stato assolto in appello da una parte delle accuse, incassando il proscioglimento per prescrizione per quanto riguarda le contestazioni di falso e truffa, così come lo scorso 30 marzo i giudici del Tribunale di Bologna hanno assolto la cooperativa dall’accusa di truffa aggravata. L’ex presidente della Regione, che dopo aver presentato la relazione, finì indagato dalla pm Antonella Scandellari, è stato invece assolto con formula piena in primo grado con rito abbreviato, nel 2012, dal gup Bruno Giangiacomo, che aveva scagionato anche Terzini e Mazzotti.

Due anni dopo, però, è arrivata la condanna in appello per tutti e tre: un anno a Errani, che subito dopo si è dimesso da presidente della Regione, e un anno e due mesi per i due dirigenti di viale Aldo Moro. Secondo i giudici, infatti, “la relazione del 21 ottobre 2009 venne redatta con contenuto volutamente omissivo e fuorviante, in modo da fornire una falsa rappresentazione della regolarità della procedura dell’amministrazione nell’erogazione del contributo a Terremerse”. Questo per “tutelare ad ogni costo l’immagine pubblica e politica del presidente della giunta, fine raggiungibile solo nascondendo le evidenti responsabilità di Giovanni Errani e di Terremerse, fruitori della sovvenzione pubblica”. Lo scorso luglio l’ultimo colpo di scena, quando la Cassazione, nonostante il pg Aurelio Galasso avesse chiesto l’assoluzione per tutti gli imputati, ha disposto l’annullamento della sentenza, ordinando un nuovo processo d’appello. Ora si attende il deposito delle motivazioni, previsto tra 40 giorni.

“Finalmente è finita. Con questa sentenza di assoluzione si chiude una lunga vicenda processuale che forse non avrebbe dovuto nemmeno aprirsi. Si afferma così in modo definitivo la verità”. Così Vasco Errani, con una nota su Facebook, commenta la sentenza della Corte di Appello di Bologna. “Ho pagato un prezzo altissimo e ciò per altro ha coinvolto un’importante istituzione come la Regione Emilia-Romagna”, continua l’ex governatore. “Da cittadini fa riflettere che un processo che si poteva concludere e si era concluso con un’assoluzione molto perentoria in primo grado, debba aver attraversato quattro gradi di giudizio”, è la riflessione dell’avvocato Vittorio Manes, difensore della dirigente regionale dell’Emilia-Romagna Filomena Terzini, dopo l’assoluzione della propria assistita nell’appello bis del processo Terremerse. Anche l’altro difensore di Terzini, Nicola Mazzaciuva, ha ricordato che nell’udienza in Cassazione “lo stesso procuratore generale aveva chiesto l’annullamento senza rinvio che avrebbe evitato questo inutile, a questo punto, ulteriore grado processuale”.

“Sono contento per Vasco. Dopo quattro lunghi anni di sofferenza ha visto affermata la verità: per quel che riguarda me, l’avessero condannato anche nella valle di Giosafat, non avrei mai creduto alla sua scorrettezza”, dice Pier Luigi Bersani, commentando con i cronisti alla Camera l’assoluzione di Vasco Errani.

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