Primo giorno di scuola per Virginia Raggi. L’insediamento in Campidoglio e l’omaggio ai luoghi simbolo della Capitale

Primo giorno di scuola per Virginia Raggi. L’insediamento in Campidoglio e l’omaggio ai luoghi simbolo della Capitale
Primo ‘giorno di scuola’ per  Virginia Raggi. Il neo Sindaco di Roma si è infatti ufficialmente insediata in Campidoglio. Dopo il gelido debutto di mercoledì al Giubileo delle donne e degli uomini delle Istituzioni, che l’hanno vista vicina ad alcune delle massime cariche dello Stato, l’intera giornata di questo caldissimo giovedì di giugno, il nuovo sindaco l’ha passato in una sorta di tour della memoria. Un omaggio istituzionale ad alcuni luoghi simbolo della città.
 
Il lungo filo della memoria: le Ardeatine, la Resistenza, il terrorismo nero e quello islamico
 
Un lungo filo che lega l’eccidio delle Fosse Ardeatine, l’attacco alla Sinagoga di Roma del 9 ottobre del 1982 con la morte del piccolo Stefano Gaj Taché ed il ferimento di decine di ebrei romani, il ricordo dell’attacco del brigatismo rosso, con l’assassinio del giudice Mario Amato, colpito dai fascisti dei Nar, proprio al culmine delle sue indagini sull’eversione nera nella Capitale e non solo. Nel luogo dove il sostituto procuratore di Roma fu colpito e dove la Raggi ha reso omaggio era presente anche il procuratore capo di Roma, Pignatone ed il presidente dell’Associazione delle vittime della strage di Bologna. “Oggi siamo tutti Mario Amato – ha detto il sindaco – La città si impegna a tenere vivo il ricordo di quanto accaduto ed io mi impegnerò affinché chi combatte per la ricerca della verità non sia mai lasciato solo”. Alla cerimonia ha preso parte anche il presidente del Senato Pietro Grasso. Nel corso della cerimonia, celebrata proprio nel luogo dove il giudice venne ucciso, in viale Jonio, il sindaco ha spiegato che si tratta di “un onore dedicare il mio primo intervento pubblico alla memoria di un illustre magistrato impegnato nella lotta ed al terrorismo che è un caposaldo imprescindibile per il futuro della democrazia. È nostro dovere, di ogni istituzione, delle forze dell’ordine ma anche dei singoli cittadini adoperarsi affinché le ombre siano dissipate definitivamente nell’abito della ricerca della verità che non può mai cessare”. In questo tour della memoria Virginia Raggi ha deposto una corona di alloro all’Altare della Patria, a piazza Venezia e immediatamente dopo in altri luoghi simbolici della città: a Porta San Paolo, al Mausoleo delle Fosse Ardeatine, e al Tempio Maggiore. Breve discorso anche alle Fosse Ardeatine: “È un atto dovuto essere qui alle Fosse Ardeatine nel mio primo giorno da sindaco. Mi impegno a raccogliere questa importante eredità per la nostra amata città e il nostro caro Paese”.
 
Nelle prossime ore la Raggi deve coprire tutte le altre caselle di Governo della città
 
Ma la Raggi, nel giorno del suo insediamento, ha iniziato a fare i conti anche con l’incredibile macchina burocratica che governa la città di Roma. E’ chiaro a tutti che non c’è bacchetta magica che riesca in poche ore, giorni, settimane o mesi, a dare un colpo ai mali della città, ma la Raggi prima o poi dovrà iniziare, ed ecco allora alcune delle priorità in agenda. Al primo posto in queste ore, la squadra di governo. Allo stato dell’arte, solo 4 delle caselle sembrano riempite. I nomi sono quelli di Paolo Berdini, insigne urbanista (Urbanistica); Paola Muraro, laureata in Scienze Agrarie e romana d’adozione, visto che arriva da Adria di Rovigo (Sostenibilità Ambientale); Andrea Lo Cicero, anche lui romano d’adozione e rugbista di fama internazionale (Sport) ed infine, fino ad ora, Luca Bergamo, romano, anche se da tempo risiede a Bruxelles dove ricopre l’incarico di segretario dell’Ong Culture Action Europe. Fino ad ora la Raggi ha, di fatto, scelto questi nomi, visto che molte personalità di grande spessore, soprattutto a sinistra, hanno preferito restare alla finestra piuttosto che gettarsi nella mischia.
 
Quelle cento nomine che ballano e che segnano il confine tra buona e cattiva amministrazione
 
Se la squadra di governo della città resta dunque in alto mare, la Raggi, prima o poi, dovrà anche occuparsi di almeno 100 nomine eccellenti. Sono quelle del cosiddetto ‘nobile’ sottobosco amministrativo della città, incarichi che fruttano a chi li riceve compensi vicini ai 100mila euro l’anno e che nel passato hanno determinato, nel bene e soprattutto nel male, le sorti della città. Accanto a questi colletti bianchi super specializzati, c’è poi l’altro grande problema delle apicalità della macchina amministrativa capitolina: i dirigenti di prima fascia che guidano i Dipartimenti. Si tratta di alti funzionari che dovranno seguire passo passo le indicazioni del sindaco e degli assessori. Si parla già di rotazioni, ma probabilmente, visto quanto accaduto con ‘Mafia Capitale’, la Raggi non si accontenterà e molte di questo posizioni saranno azzerate e riformulate.
 
Quale futuro per le 30 società partecipate? Alcune sono colossi come Acea, Atac, e Ama. Già partito il cambio della guardia nei Cda
 
Infine, ultimo ma non ultimo, il nodo delle municipalizzate, trenta le società che governano alcuni dei comparti critici della città. In queste ore, alcuni dei vertici, nominati dalla precedente amministrazione, hanno già rimesso il mandato, tra questi quelli di Ama e Atac, ma tutto questo mondo andrà rivoluzionato e reinventato, almeno questo era nei programmi del sindaco pentastellato, anche in questo caso si tratta di poltrone che scottano e che determinano le sorti della città. Tutto in poche ore, naturalmente non è possibile, ma la Raggi è chiamata a dare un segnale chiaro alle migliaia di romani che l’hanno letteralmente trascinata sul Colle Capitolino. Nelle prossime ore, probabilmente, arriveranno le prime indicazioni e le prime decisioni nel merito. Roma, va detto, non può più attendere di essere governata. Le scelte e le decisioni, almeno su alcuni nodi critici (mobilità, rifiuti, lavoratori precari, emergenza casa, ne citiamo solo alcuni ndr) devono essere avviate verso soluzioni definitive. Serve immediatezza e concretezza, questo si aspettano dalla Raggi i romani.
Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.