Il governo va sotto al Senato. Lo sgambetto dei verdiniani che votano con le opposizioni. Un “pizzino”inviato a Renzi Sandro Carli

Il governo va sotto al Senato. Lo sgambetto dei verdiniani che votano con le opposizioni. Un “pizzino”inviato a Renzi   Sandro Carli

Un incidente di percorso, qualche malinteso, solo qualche senatore più sensibile che ha votato per aggravare le pene previste nella legge antiterrorismo. E le assenze di senatori della maggioranza che hanno mandato in tilt il governo? E il voto dei verdiniani che hanno dato la prova plastica che senza di loro il governo va sotto? E la mancanza ripetuta del numero legale? Un fatto tecnico. Solo chi chiude gli occhi per non vedere, orecchie per non sentire, bocca per non parlare può cercare di intorpidire le acque per nascondere il fatto che i verdiniani hanno mandato un messaggio chiaro a  Renzi Matteo: senza di noi vai a casa, un “pizzino” è stato detto, un avvertimento.

Il presidente sei senatori del Pd, Luigi Zanda, aveva  capito bene che la situazione stava diventando imbarazzante per il governo, che quell’emendamento presentato da Forza Italia, avrebbe avuto un seguito preoccupante. Qualcuno a Palazzo Madama sussurra che l’emendamento era, di fatto, concordato con quelli di Ala e anche con qualcuno di Ncd che aspetta solo l’occasione di far fuori Alfano. Zanda ha tentato di porre rimedio, ha addirittura appoggiato la richiesta delle opposizioni di sospendere la seduta, diventata imbarazzante perla maggioranza per valutare la situazione che si stava creando. Il presidente del Senato, Pietro Grasso l’accoglie.

Il suggerimento ai media di non dare troppa importanza al fattaccio

Ma la sospensione non ha portato consiglio e quando riprendono  i lavori manca il numero legale. Nuova sospensione e nuova mancanza del numero legale. Tutto normale, problemi tecnici? Da Palazzo Chigi arriva ai media il suggerimento di non dare troppa importanza all’avvenimento. In gergo si dice basso in cronaca. Il fatto che la maggioranza di governo si sia sciolta come neve al sole non merita grande evidenza. In fondo, sottolineano i soliti “scriba”, anche chi ha votato l’emendamento di Forza Italia pur facendo parte, di fatto, della maggioranza ha detto che si è trattato di problemi personali. Non facile raccontare la seduta che ha mandato in minoranza il governo. Dichiarazioni e controdichiarazioni, giustificazioni che lasciano il tempo che trovano sempre fatte apposta per mettere in imbarazzo Renzi Matteo che si trova alle prese con la minoranza del Pd molto irrequieta, che chiede un cambio di rotta. È vero che più di lì non va. Ma il governo, il suo governo, in minoranza non è proprio un bel vedere per il ragazzo di Rignano. Il voto parla chiaro.

Emendamento di Forza Italia passa con 102 voti favorevoli, 92 contrari. Maggioranza allo sbando

In discussione un emendamento presentato a prima firma Giacomo Caliendo e Francesco Nitto Palma. Nel testo originario del ddl si prevedeva la reclusione ‘da sei a dodici anni’ mentre con la modifica diventa ‘non inferiore ad anni quindici’. In questo modo si equipara la pena a quella prevista per i casi di utilizzo di materia radioattiva o ordigno nucleare oppure di utilizzo improprio o danneggiamento di un impianto nucleare. Misure analoghe si applicano infine nel caso di materiali chimici o batteriologici. I voti a favore dell’emendamento di Forza Italia sono stati 102, i contrari 92, quattro gli astenuti. Insieme alle opposizioni hanno dato parere favorevole i verdiniani e quelli  di Ap. Il  senatore Ciro Falanga si affretta a dire che  l’emendamento è stato approvato grazie ai voti del suo gruppo, cioè Ala, ma questo “non ha significato politico, solo che su quel determinato tema i senatori di Ala non erano d’accordo col il governo e con la maggioranza”. La pensa così anche  il presidente dei senatori di Area popolare Ncd-Udc, Renato Schifani, che esclude messaggi indiretti al governo:  “Nessun fatto politico ma squisitamente tecnico, e quindi nessun messaggio al governo. Il voto di oggi sull’emendamento Caliendo da parte di alcuni senatori del gruppo di Area popolare è motivato dalla maggiore sensibilità di questi che, secondo la propria coscienza, hanno ritenuto di inasprire le sanzioni nei confronti di un grave reato quale quello configurato da atti di terrorismo nucleare”. La pensano diversamente  quelli di Forza Italia. Dice il senatore  Lucio Malan che “il governo è andato sotto al Senato per la sua arroganza e incapacità”. Renato Brunetta, capogruppo Forza Italia alla Camera gongola e dà voce a quello che in tanti pensano: “è un primo pizzino, un avvertimento a Renzi”. Gianluca Vacca, deputato di Cinque stelle parla di  “Maggioranza allo sbando al Senato. Senza neanche il numero legale. Il conto alla rovescia è cominciato”.

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