Edilizia. Infortuni mortali: quattro vittime negli ultimi tre giorni. Fillea Cgil: governo agisca!

Edilizia. Infortuni mortali: quattro vittime negli ultimi tre giorni. Fillea Cgil: governo agisca!

“Non abbiamo più parole per esprimere la rabbia ed il dolore per la strage infinita che si consuma quotidianamente nei cantieri italiani. Negli ultimi tre giorni dobbiamo registrare quattro vittime e numerosi feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni.” È quanto affermano Ermira Behri e Dario Boni, segretari nazionali delle Fillea Cgil.

“Pochi giorni fa l’Inail ha confermato quanto denunciamo da anni, e cioè l’incremento degli infortuni mortali. Si tratta di una tendenza che per il settore dell’edilizia è in atto dal 2009” proseguono “anno in cui la crisi ha cominciato a generare, da una parte una forte riduzione degli addetti,  dall’altra un generale abbassamento delle condizioni di lavoro ed un depotenziamento del sistema dei controlli. E mentre con euforia si affermava che il numero di morti sul lavoro andava scendendo, i nostri numeri dimostravano che, al contrario, la frequenza oraria di infortuni mortali in edilizia cresceva vertiginosamente. Nessuno ci ha dato ascolto, nessuno ha agito per arginare le cause di questa strage, che risiedono nella palude prodotta dalla crisi nel settore, una palude fatta di appalti con ribassi del 60%, di irregolarità, di risparmi dei costi sulla sicurezza, di utilizzo di lavoro nero e grigio, voucher, false partita Iva, di turni di lavoro massacranti” condizioni che “alla già  gravosa e pericolosa condizione di lavoro degli edili hanno aggiunto ulteriori elementi di rischio.”

“Il governo agisca velocemente e con più determinazione – proseguono i segretari –  proclami e parole di cordoglio non servono a eludere le responsabilità. Ora basta, si metta mano alle risorse per rafforzare il sistema ispettivo e le sanzioni, si introduca il reato di omicidio sul lavoro, si realizzi un sistema premiale – a partire dalla patente a punti – che estrometta dal mercato e da ogni vantaggio le imprese che non rispettano le regole e il lavoro” concludono.

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