Cgil, Cisl, Uil. Al governo chiediamo di cambiare rotta. Così l’Italia non riparte. Si crea occupazione con il rilancio degli investimenti pubblici

Cgil, Cisl, Uil. Al governo chiediamo di cambiare rotta. Così l’Italia non riparte. Si crea occupazione con il rilancio degli investimenti pubblici

Cgil, Cisl, Uil esprimono valutazioni unanimi sul fatto che una vera ripresa non è mai partita e che le politiche del governo non  rispondono ai problemi del paese, l’occupazione in primo luogo. Il rilancio degli investimenti nei  settori pubblici e strategici cui ha fatto riferimento anche il governatore di Bankitalia, Visco, nella relazione annuale viene indicato come indispensabile per una crescita che significhi aumento reale della occupazione e dei salari.

Barbi (Cgil). Per una vera ripresa la strada è ancora lunga

“L’andamento dell’economia descritto dall’Istat – afferma Danilo Barbi, segretario confederale della Cgil – dimostra che l’Italia non è ripartita: il ritmo positivo registrato nel primo trimestre 2016 si è già interrotto e per arrivare ad una vera ripresa la strada è ancora lunga. Le rilevazioni dell’Istituto nazionale di statistica confermano quanto  sostenuto dalla Cgil in sede di audizione sul Def, ossia che ‘non si può, purtroppo, ancora parlare di ripresa intesa come aumento di occupazione e salari’, e che ‘la crescita del Pil registrata nel primo trimestre dell’anno avrebbe subito una frenata nei mesi successivi’. È vero che c’è un aumento degli investimenti – prosegue Barbi – ma è ancora troppo marginale, mentre la crescita dei consumi è poco generalizzata e molto selettiva, deriva più dalla deflazione che da una vera e propria ripresa del potere d’acquisto”. Per la Cgil “la strada che porta alla ripresa è quella del rilancio degli investimenti pubblici come volano per gli investimenti privati e per la creazione diretta di lavoro. È sempre più evidente – conclude Barbi – la necessità di un piano straordinario per l’occupazione giovanile e femminile, così come indicato nel Piano del Lavoro. Insomma, è indispensabile un netto cambiamento delle politiche economiche”.

Furlan (Cisl). Ripresa debole, investire su economia reale

“La ripresa è troppo, troppo debole e non decolla perché non si affrontano i nodi strutturali veri”. Così il segretario generale della Cisl Annamaria Furlan, intervenendo a Torino per il consiglio generale della Cisl Piemonte, commenta i dati Istat diffusi oggi. “Questo Paese, per riprendersi, essere competitivo e quindi creare vera occupazione –  afferma – deve scommettere fino in fondo sull’economia reale che significa fare gli investimenti pubblici e privati come da tempo affermiamo e chiediamo, innanzitutto nelle infrastrutture ma anche sul tema della conoscenza e della ricerca”. “l’Italia esce dalla crisi – sostiene – se ci esce tutta e se la ripresa è all’insegna dell’innovazione e della qualità. Per questo – prosegue – abbiamo visto con favore il fatto che il ministro Poletti nel primo incontro che abbiamo avuto qualche giorno fa abbia affermato che ci vuole un confronto sui temi della crescita e della ripresa. È quello che come Cisl chiediamo da tempo – conclude – perché nessun soggetto può farcela da solo ma tutti insieme se scommettiamo sul Paese e mettiamo al centro il lavoro potremo creare le condizioni perché l’Italia abbia un futuro”.

Loy (Uil). Urgente individuare le priorità su cui indirizzare le risorse
“La nota mensile ISTAT sull’economia fotografa con chiarezza come sia ancora, drammaticamente, lenta la crescita da tutti auspicata – afferma il segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy – è evidente l’urgenza di cambiare rotta a partire da un diverso rapporto con l’Europa e dalla individuazione delle priorità cui indirizzare le risorse. Per la UIL ridurre le tasse sul lavoro, rimettere in moto i consumi e riavviare gli investimenti pubblici e privati sono strade percorribili anche gradualmente, ma  è vitale partire subito”.

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