Servizi pubblici: continua la mobilitazione indetta da Cgil, Cisl e Uil. Oggi Lazio, Campania e Umbria

Servizi pubblici: continua la mobilitazione indetta da Cgil, Cisl e Uil. Oggi Lazio, Campania e Umbria

Oggi tocca a Lazio, Campania e Umbria: continua così la mobilitazione territoriale dei lavoratori e delle lavoratrici dei servizi pubblici che chiedono il loro #ContrattoSubito, a sette anni dalla scadenza naturale. Una mobilitazione che lega idealmente tutta la penisola. Ieri l’Emilia Romagna, con la grande manifestazione di Bologna, oggi, appunto, la Campania, il Lazio e l’Umbria, con manifestazioni a Roma, Napoli e Perugia, mentre domani toccherà a Liguria e Veneto. Una “tre giorni” di scioperi e iniziative di piazza con un obiettivo preciso: ottenere il “sacrosanto” diritto al rinnovo, negato per legge dal 2010.

Ma il rinnovo, dicono i sindacati, dovrà essere però per tutti. Precisazione d’obbligo, questa, dopo le indiscrezioni, confermate dalla stessa ministra della Pubblica amministrazione Marianna Madia, di ipotesi allo studio da parte del governo di un rinnovo dei contratti solo per alcune categorie di lavoratori – in ragione del reddito – e non per tutti.

Partita ai primi di aprile con lo sciopero della Lombardia, la mobilitazione, cresciuta con centinaia di assemblee in tutti i luoghi di lavoro, ha attraverso tutto il Paese, regione per regione, con scioperi e manifestazioni che hanno portato in piazza migliaia e migliaia di lavoratrici e lavoratori dei servizi di pubblica utilità.

“Anni di blocco, sia per quanto riguarda i rinnovi contrattuali che il turn over, hanno determinato riflessi non solo sui lavoratori stessi, ma anche, e soprattutto, sulla qualità dei servizi erogati ai cittadini”, spiega Rossana Dettori, segretario generale della Funzione pubblica Cgil, che tira così le fila di questa intensa mobilitazione condotta con Cisl Fp, Uil Pa e Uil Fpl. “Pancia a terra, territorio per territorio, sensibilizzando le istituzioni locali – aggiunge Dettori, che oggi sarà alla manifestazione di Perugia – con l’impegno dei lavoratori e il coinvolgimento dei cittadini, stiamo rivendicando un diritto, sancito per altro dalla Cassazione quasi un anno fa, ovvero il rinnovo non più rinviabile dei contratti pubblici. Che è allo stesso tempo un diritto dei cittadini-utenti, perché siano garantiti loro servizi migliori e al passo con i tempi”.

Al momento, con le risorse messe in campo, pari a 300 milioni (comprese le forze dell’ordine), e con le intenzioni del governo di destinarle solo a chi è al di sotto di una certa fascia di reddito, i rinnovi rischiano di toccare solo una piccola percentuale degli oltre tre milioni di lavoratori pubblici. “Lo abbiamo detto: per noi il punto fermo è il rinnovo dei contratti per tutti. Ma è arrivato anche il momento di dire basta a indiscrezioni e a dichiarazioni, ora serve mettersi al tavolo e dare il via alle trattative. Basta rinvii, soprattutto dopo la firma dell’accordo quadro sulla riduzione dei comparti”, ribadisce Dettori. Anche qui, vale la pena ricordare che il governo ha sempre imputato alle organizzazioni dei lavoratori la responsabilità dello stallo nelle trattative sui rinnovi, determinato, a suo dire, da “difficoltà sindacali” nel processo di sintesi dei comparti. Stallo ampiamente superato con l’accordo sottoscritto all’Aran il 5 aprile scorso.

Per dare l’avvio alle trattative, finita la mobilitazione “a scacchiera”, l’impegno dei sindacati non si ferma: “Con maggiore forza continueremo a rivendicare l’avvio del confronto per i rinnovi. Per questo – annuncia la segretaria generale della Fp Cgil – immediatamente dopo la conclusione di questa campagna articolata di proteste, ci incontreremo con Cisl e Uil per valutare le proposte e le azioni da mettere in campo”. Con un solo e unico obiettivo: #ContrattoSubito, #XTUTTI.

“Dalla straordinaria partecipazione dei dipendenti della Pa alla manifestazione di oggi arriva un segnale chiaro: a tutte le amministrazioni, a partire da quelle locali, chiediamo di raccogliere le richieste dei lavoratori per il rinnovo del contratto e di trasferirle al Governo affinchè lo sblocchi. Ciò significa intervenire non solo sulle retribuzioni, ma ragionare anche, attraverso la contrattazione, la sulla riorganizzazione del lavoro e sulla qualità dei servizi resi alla cittadinanza”. Così, in una nota, il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Claudio Di Berardino, il segretario generale della Cisl del Lazio Andrea Cuccello, della Cisl di Roma Paolo Terrinoni e il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio Alberto Civica.

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