Rapporto Istat: con questo trend, nel 2025 tasso occupazione analogo a quello del 2010. Duro commento di Arturo Scotto, Sinistra Italiana

Rapporto Istat: con questo trend, nel 2025 tasso occupazione analogo a quello del 2010. Duro commento di Arturo Scotto, Sinistra Italiana

Due milioni e duecentomila famiglie italiane vivono senza redditi da lavoro e la disuguaglianza in base al livello di vita è in continuo aumento. Un minore su 5 è in condizione di povertà, sei giovani su 10 vivono ancora a casa con i genitori e il 25% non studia e non lavora. È questo il quadro della società italiana che emerge dall’ultimo rapporto annuale dell’Istat, relativo al 2015. “Dati – dice il capogruppo alla Camera di Sinistra italiana, Arturo Scotto – che fotografano una situazione disastrosa: crescita bassa e aumento delle disuguaglianze.  Una cosa impressionante  che impone Una cosa impressionante che impone immediatamente un’inversione di rotta e una discussione in Parlamento”.

Le famiglie senza un’entrata lavorativa aumentano, ma la spesa sociale rimane inefficiente e largamente al di sotto di quanto sarebbe necessario per dare una copertura alla crescente domanda di servizi e di tutele, Il tutto in un contesto economico depresso e che non vede segni robusti di una ripresa, con un’inflazione molto debole e un mercato del lavoro disorientato dominato dalla rincorsa all’azzeramento del costo del lavoro come principale ricetta anti-crisi. Nel 2025, secondo l’Istituto nazionale di statistica, il tasso di occupazione potrebbe così restare “prossimo a quello del 2010”. Le famiglie senza lavoro sono passate dal 9,4% del 2004 al 14,2% dell’anno scorso e nel Mezzogiorno raggiungono il 24,5%, quasi un nucleo su quattro. Tra le famiglie più giovani l’incremento è raddoppiato dal 6,7% al 13%.

L’incidenza di povertà relativa per i minori, che tra il 1997 e il 2011 aveva oscillato intorno all’11-12%, ha raggiunto il 19% nel 2014. Al contrario, tra gli anziani si è osservato un progressivo miglioramento che è proseguito fino al 2014. La percentuale degli anziani che vivono in povertà è di 10 punti percentuali inferiore a quella dei più giovani.

Il sistema di protezione sociale italiano è tra quelli europei “uno dei meno efficaci“ rileva il Rapporto annuale dell’Istat. Nel 2014 il tasso delle persone a rischio si è ridotto di 5 punti, dal 24,7% al 19,4%, ma a fronte di una riduzione media nell’Ue di 8,9 punti. Solo in Grecia il sistema di aiuti è meno efficiente che in Italia. In Italia, sottolinea l’Istat, la disuguaglianza nella distribuzione del reddito (misurata attraverso l’indice di Gini sui redditi individuali lordi da lavoro) è aumentata da 0,40 a 0,51 tra il 1990 e il 2010; si tratta dell’incremento più alto tra i paesi per i quali sono disponibili i dati.

Sono più di 2,3 milioni nel 2015 i giovani di 15-29 anni non occupati e non in formazione (Neet), di cui tre su quattro vorrebbero lavorare. I Neet sono aumentati di oltre mezzo milione sul 2008 ma diminuiscono di 64mila unità nell’ultimo anno (-2,7%). L’incidenza dei Neet sui giovani di 15-29 anni è al 25,7%(+6,4 punti percentuali su 2008 e -0,6 punti su 2014).

L’Istat ritiene “plausibile”, per il primo semestre del 2016 il succedersi di periodi di debole crescita tendenziale dei prezzi e di episodi deflazionistici. La ripresa dei consumi risulta infatti insufficiente a bilanciare il calo dei prezzi energetici. Allo stesso tempo, il mercato del lavoro nei primi tre mesi 2016 mostra una sostanziale stabilità degli occupati. L’Istat prevede inoltre, in un esercizio statistico, “un miglioramento piuttosto modesto del grado di utilizzo dell’offerta di lavoro” nei prossimi anni. Nel 2025 il tasso di occupazione potrebbe così restare “prossimo a quello del 2010, a meno che non intervengano politiche di sostegno alla domanda di beni e servizi e un ampliamento della base produttiva”.

Il commento di Arturo Scotto, capogruppo alla Camera di Sinistra Italiana

“I dati del rapporto annuale dell’Istat fotografano una situazione disastrosa: crescita bassa e aumento delle disuguaglianze. Se da un lato i dati vedono che c’è una leggera crescita del Pil dall’altro ci dicono che in questi anni è cresciuta la disuguaglianza nella distribuzione del reddito. Disuguaglianza derivata dalle condizioni materiali di partenza: se sei nato in una famiglia benestante manterrai più o meno o stesso lo livello di reddito, se invece sei nato in una famiglia povera il tuo reddito sarà basso come quello di partenza. Quindi quello che davvero fa la differenza è nascere nella famiglia giusta. Una cosa impressionante che impone immediatamente un’inversione di rotta e una discussione in Parlamento”, afferma il capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana a Montecitorio Arturo Scotto commentando i dati del rapporto annuale Istat presentato oggi. “Tutti i problemi del Paese rimangono sul tappeto: giovani, donne, lavoro, reddito, mezzogiorno – prosegue il capogruppo di SI a Montecitorio -. Tutte cose su cui il governo Renzi ha sbagliato. E le priorità, ci dice l’Istat, sono il lavoro e la redistribuzione del reddito. Così non va. Per invertire la tendenza servono politiche economiche alternative alla riduzione dei salari e alla svalutazione del lavoro. Serve un intervento pubblico per un piano per il lavoro, un vero e proprio Green New Deal Italiano che superi il Jobs Act: visto che è servito soltanto a rendere tutti precari togliendo i diritti alle lavoratrici e ai lavoratori e non ha prodotto un solo posto di lavoro stabile in più. Consiglio al governo e alla maggioranza prudenza nel commentare questi dati anche perché questa è la realtà che vivono i cittadini italiani quotidianamente”, conclude Scotto.

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