Omicidio Ciro Esposito. Condanna in primo grado a 26 anni per l’ultrà romanista Daniele De Santis

Omicidio Ciro Esposito. Condanna in primo grado a 26 anni per l’ultrà romanista Daniele De Santis

Ventisei anni di carcere per la morte di Ciro Esposito. La condanna inflitta a Daniele De Santis, l’ultrà della Roma che ferì gravemente il tifoso del Napoli con un colpo di pistola al torace negli scontri avvenuti nel pre-partita della finale di Coppa Italia del 2014, tra gli azzurri e la Fiorentina. Il giovane napoletano venne ferito nel corso di una rissa scoppiata nella zona di viale di Tor di Quinto. Morì al policlinico Gemelli dopo una agonia durata 53 giorni. E a fine giornata è intervenuto da Napoli anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano, per il quale “la condanna a 26 anni è una condanna con una pena molto alta e nessuno – ha ammonito – si sogni di non renderla certa”. Quindi, ha aggiunto il titolare del Viminale, “la condanna è stata severa, la pena deve essere per intero scontata quando sarà il momento”.

Quindi, a due anni esatti da quei drammatici fatti, i giudici della III corte d’assise di Roma hanno posto un primo, importante, tassello in questa brutta storia. Dopo circa tre ore e mezzo di camera di consiglio, i giudici, intorno alle 13.30 hanno letto la sentenza nell’aula bunker del carcere di Rebibbia. De Santis, presente in aula e adagiato su una barella per le ferite riportate durante gli scontri, non ha avuto alcun tipo di reazione. Dalle gradinate dell’aula, dove erano presenti alcuni amici di Esposito, si sono levate grida. “Per quello che hai fatto – hanno urlato – devi marcire in carcere”. Pochi metri più avanti Antonella Leardi, mamma di Ciro e figura-simbolo in questa drammatica vicenda, ha commentato visibilmente emozionata. “La pena inflitta è congrua e giusta – ha detto assediata da cronisti e telecamere -, per De Santis non provo odio perché l’ho perdonato”.

Dal canto suo, l’avvocato Tommaso Politi difensore di ‘Gastone’, non ha nascosto la delusione per la decisione della corte presieduta da Evelina Canale. “Quel giorno De Santis – ha detto – fu vittima di un linciaggio a cui tentò di sottrarsi: oggi mi aspettavo un proscioglimento per legittima difesa. Non mi aspettavo questa decisione – prosegue il penalista – perché le nostre argomentazioni erano solide. Argomentazioni suffragate anche da una serie di testimonianze”. Nella sentenza sono stati condannati ad 8 mesi di reclusione anche Gennaro Fioretti e Alfonso Esposito che erano accusati di rissa. I giudici hanno disposto anche un risarcimento da parte di De Santis in favore del Comune di Roma. Nei confronti dell’ultrà romanista, stabilita anche una provvisionale in favore dei familiari di Esposito di 140 mila euro. Nei confronti di ‘Gastone’ la procura di Roma contestava i reati di omicidio, rissa, lesioni, porto e detenzione di arma da fuoco e possesso di materiale esplodente. De Santis è stato condannato, inoltre, “al pagamento delle spese processuali e di custodia cautelare” e per lui è stata disposta” l’interdizione “in perpetuo dai pubblici uffici e legalmente durante la pena”. I giudici hanno disposto un risarcimento per il Comune di Napoli e “il risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede nei confronti delle parti civili ed inoltre al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva in favore di Antonella Leardi e Giovanni Esposito per una ammontante di 50 mila euro ciascuno e in favore di Michele e Pasquale Esposito, ammontante a 20 mila euro ciascuno”.

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