Nibali torna alla grande sulla Cima Coppi e mette tutti in riga. Solo 44 secondi lo dividono da Chaves in rosa. Cade e crolla Kruijswijk

Nibali torna alla grande sulla Cima Coppi  e mette tutti in riga. Solo 44 secondi lo dividono da Chaves in rosa. Cade e crolla Kruijswijk

Una grande vittoria quella di Vincenzo Nibali che stacca tutti e torna al secondo posto in classifica generale e può di nuovo puntare alla vittoria finale. Ci ricorda i tempi che furono, il ciclismo che è sofferenza, un uomo che è solo con se stesso, che valica montagne piene di neve, uno spettacolo indescrivibile, due ali di folla che quasi lo toccano, il campione. Le montagne sono quelle storiche che ricordano i grandi campioni del passato. Per tutti due, Fausto Coppi e Marco Pantani. Storie parallele di trionfi sulle grande montagne. Vincenzo Nibali vince proprio come loro. Cima Coppi segnerà il ritorno di Nibali dopo due giorni di sofferenza, di minuti perduti arrancando su salite che avrebbero dovuto essere il trampolino verso la vittoria del Giro. Addirittura si era parlato perfino di un possibile ritiro. Ma un campione si rivela proprio nei momenti di difficoltà. Si dirà che  se l’olandese Steven Kruijswijk non fosse caduto forse non avrebbe perso la maglia rosa lasciata nelle mani di Chaves, un colombiano con la faccia da bambino. Può essere, ma difficilmente  con quel Nibali che abbiamo visto sarebbe arrivato al traguardo in sua compagnia.

Valverde ha dovuto alzare bandiera bianca. Grande corsa di Scarponi

Non ce l’hanno fatta Valverde e neppure Chaves che alla fine ha dovuto alzare bandiera bianca. Sarà la tappa odierna a dirci la verità su questo Giro. Ma l’impresa di Nibali è senza dubbio già ora la più bella della sua storia di grande campione. Che sa anche piangere lacrime di gioia nel ricordo anche del suo giovane allievo morto in un tragico incidente proprio mentre Nibali affrontava il giro. Ma la tappa parla non solo di lui. Di rado si assiste al fatto che il direttore di una squadra fermi un suo uomo in fuga, uno come Scarponi che in montagna non è secondo a nessuno. Lo ha fatto il direttore della Astana. Lo ha fermato quando si è accorto che Nibali aveva ritrovato la forma delle giornate migliori. Ha atteso il capitano e si è messo a tirare come un forsennato. Ha lanciato Nibali dopo aver stremato, uno dopo l’altro, i corridori che facevano parte del gruppetto dei fuggitivi. A quel punto non c’è stato niente da fare,  Nibali se ne è andato con una pedalata elegante, rotonda, agile. Non sembrava fare alcuno sforzo. Aveva vinto il freddo, la neve, la nebbia, l’asfalto reso viscido.

L’ex maglia rosa. “Ho fatto uno stupido errore, una mossa sbagliata”

La maglia rosa arrivava stanco, avvilito al traguardo. “Ho fatto uno stupido errore, una mossa sbagliata – diceva l’olandese – e mi sono schiantato su quel muro di neve. La mia bici è stata colpita, e non sono stato in grado di continuare immediatamente. Quando ho ripreso, ho sentito dolore alla schiena e alle costole. Il mio morale era basso. Sapevo di aver perso tempo e ho cercato di andare avanti, ma ormai era finita. Oggi ho perso il mio Giro”. Il popolo del ciclismo lo accoglie come un eroe sfortunato e gli tributa un grande applauso. La maglia rosa la indossa Chaves. “Ora – dice – siamo vicini a Torino. La vittoria, e perché no… Domani proveremo a fare il massimo, sicuro lasceremo la pelle”. E Nibali? Ha ancora gli occhi rossi, dalla fatica, dal freddo, dal gelido vento della grande montagna, dall’emozione che  lo avvince,  dice solo “si vedrà, domani è una tappa molto difficile. Oggi abbiamo fatto una gran fatica”. Ma lui pensa al rosa. E chi non lo farebbe. 44 secondi sono un attimo, ma possono essere anche un’eternità. Un grande campione non lascia niente a nessuno.

ORDINE D’ARRIVO
1.  Vincenzo Nibali (Astana) in 4h 19’54” alla media di 37.398 kmh
2.  Mikel Nieve a 51″
3.  Esteban Chaves a 53″
4.  Diego Ulissi a 1’02”
5.  Rafal Majka a 2’14”
6.  Alejandro Valverde st
7.  Rigoberto Uran Uran st
8.  Georg Preidler a 2’43”
9.  Nicholas Roche a 2’51”
10. Hubert Dupont st
14. Bob Jungels a 3’45”
15. Andrey Amador a 4’30”
16. Steven Kruijswiijk a 4’54”
CLASSIFICA GENERALE
1.  Esteban Chaves

(Orica Greenedge) in 78h 14’20”
2.  Vincenzo Nibali a 44″
3.  Steven Kruijswijk a 1’05”
4.  Alejandro Valverde a a 1’48”
5.  Rafal Majka a 3’59”
6.  Bob Jungels a a 7’53”
7.  Andrey Amador a 9’34”
8.  Rigoberto Uran Uran a 12’18”
9.  Kostantsin Siutsuo a 13’19”
10. Domenico Pozzovivo a 14’11”

Share

Leave a Reply