Festival di Cannes, giornata deludente: fischiati “The Last Face” e “The Neon Demon”

Festival di Cannes, giornata deludente: fischiati “The Last Face” e “The Neon Demon”

Al Festival, tornata deludente questa che ha visto la presentazione dei due film in concorso “The Last Face” di Sean Penn e “The Neon Demon” di Nicolas Winding Refn accolti dalla platea con fischi e “buuu”. Fanno compagnia a “The Personal Shopper” di Olivier Assayas, anch’esso non apprezzato qualche giorno fa.

Sean Penn dopo quasi dieci anni dal suo ultimo film “Into the Wild”, torna al cinema da regista con una storia d’amore dal profilo umanitario, ambientata nel mondo delle ONG operative in Africa, con un cast stellare, nel quale, a detta della critica, sembrerebbe attrarre l’attenzione di tutti soltanto lei: Charlize Theron. Tra gli altri attori del film, lo spagnolo Javier Bardem, Jean Reno e Adele Exarchopoulos.

Amore e guerra si intrecciano creando un’atmosfera altalenante tra idillio e conflitto nella quale i due medici protagonisti operano, si amano e tentano di sopravvivere. Tra i più attesi alla vigilia del Festival, il film ha parecchio deluso le aspettative, piazzato dalla critica tra i più brutti di questa competizione, oltre che della filmografia stessa del regista/attore americano. Le carenze imputate risiederebbero principalmente nella coerenza interna narrativa e registica, quasi fosse una pellicola più volte interrotta e poi ripresa in fase di lavorazione.

Sean Penn, informato delle critiche ricevute, si è mostrato rabbuiato e ha affermato: “Era una storia che mi ha toccato e ho deciso di trasformarla in film quando mi è stata proposta dai produttori. Mi interessava l’intersezione di una storia d’amore in un contesto di guerra ‘di campo’ come quello; l’idea del soggetto mi suggeriva tante domande e io credo siano sempre più importanti le domande che non le risposte quando ci si imbarca in un progetto creativo. Ovviamente poi spero che quanto verrà mostrato nel mondo aiuti asensibilizzare l’opinione pubblica su queste situazioni emergenziali, che ormai appartengono al nostro immaginario collettivo grazie ai media”.

Sean Penn, impegnato umanitariamente anche nella vita, ha visto in Javier Bardem e l’ex fidanzata Charlize Theron i personaggi perfetti delle sua storia: “Quando ho riletto la sceneggiatura, che era pronta da tempo, ho visto Charlize nel personaggio di Wren. E insieme a lei, immediatamente dopo, ho visto Javier Bardem. Ha dato una grande performance io amo le grandi interpretazioni”.

Da parte degli attori, c’è la convinzione che i loro personaggi non siano i veri nuovi eroi del nostro tempo. Secondo Bardem “i veri eroi oggi sonoquelli che sopravvivono con salari fatiscenti e devono nutrirvi i propri figli”, anche indubbiamente hanno accettato ruolo perché affascinati.

Fischi anche per “The Neon Demon” del regista cult danese Nicolas Winding Refn, osannato nel 2011 a Cannes del Premio alla Regia per “Drive”. Il film è stato giudicato dalla critica macabro, crudo e persino spinto per molti versi. È incentrato su una modella che si trasferisce a Los Angeles in cerca di fortuna. Lì dovrà difendersi da un gruppo di donne più mature che cercherà in tutti i modi di rubarle freschezza e bellezza. Ambientato dunque in una Hollywood implacabile sul mondo delle aspiranti e giovanissime modelle, dall’altra faccia horror e splatter. Si presenta come una forte metafora di una bellezza che può divenire eroticamente pericolosa: “Io non sono bello fisicamente, e volevo fantasticare su come ci si sente ad essere belli. Per questo ho voluto avvicinare il concetto di Bellezza pura. Hollywood è appunto eroticamente bellissima” ha dichiarato l’autore danese accompagnato a Cannes dalla protagonista 18enne Elle Fanning.  Nel cast anche Christina Hendricks e Keanu Reeves. Approderà in Italia, dove vi è molta attesa, a partire dall’8 giugno, distribuito da Koch Media.

Nella sezione Un Certain Regard, “La larga noche de Francisco De Sanctis” di Francisco Marquez e Andrea Testa, un dramma argentino, ambientato nella Buonos Aires del finire degli anni ’70, tratto dall’omonimo romanzo di Humberto Costantini.

Siamo in piena dittatura di Videla, un uomo riceve delle informazioni riservate sul luogo dove si nascondono due preziosi ricercati dai militari, presentandosi così l’occasione di salvarli.

Nella Quinzaine des réalisateurs, arriva “Dog Eat Dog” di Paul Schrader, nelle vesti di regista e di attore nel ruolo di Geco The Greek, basato sul romanzo di Edward Bunker. Tre uomini escono di prigione e affrontano le molte difficoltà di adattarsi a uno stile di vita civile. Un film che evidenzia sia l’aspetto più drammatico di un’esistenza vissuta lontano dal resto del mondo, con la difficoltà di reintegrarvisi, e sia quello più dinamico, che mostra come i tre si diano da fare, protagonisti di varie vicissitudini. Nel cast Willem Dafoe, alla sua settima collaborazione con il regista e l’attore Nicholas Cage.

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