Egitto. Airbus caduto: smentito il ritrovamento delle scatole nere. Per la verità ci vorrà molto tempo

Egitto. Airbus caduto: smentito il ritrovamento delle scatole nere. Per la verità ci vorrà molto tempo

L’aereo Egyptair precipitava tre giorni fa nel mar Mediterraneo con 66 persone a bordo e, mentre le ricerche del relitto proseguono, sinora l’elemento più concreto per capire la causa del disastro è il fumo rilevato in cabina poco prima dello schianto. Nella mattinata di sabato sembrava fosse arrivata la notizia decisiva per comprendere che cosa sia accaduto sul volo MS804 partito da Parigi e diretto al Cairo: l’emittente americana Cbs News ha annunciato il ritrovamento delle scatole nere. Ore dopo, però, il Cairo ha smentito. Non appena l’Airbus 320 era scomparso dai radar si era parlato di un possibile attentato terroristico, come quello che ha ucciso le 224 persone a bordo dell’aereo russo caduto nel Sinai nell’ottobre scorso. Ma non ci sono state rivendicazioni.

Il ministro francese degli Esteri, Jean-Marc Ayrault, ha incontrato a Parigi i familiari di alcune vittime e ha detto: “Esaminiamo tutte le ipotesi e non si propende per alcuna”. L’aereo, prima di inabissarsi nel mar Mediterraneo a circa 290 chilometri dalla costa a nord di Allesandria dEgitto, ha inviato segnali di presenza di fumo a bordo. A confermarlo è stata la Bea, l’Ufficio di inchiesta francese per la sicurezza dell’aviazione civile, che sta seguendo le indagini perché l’aereo è stato assemblato in Francia ed è partito dall’aeroporto di Roissy-Charles de Gaulle. Inoltre, 15 dei 66 passeggeri erano di nazionalità francese. “Possiamo confermare che ci sono stati messaggi inviati dall’aereo che indicavano la presenza di fumo nella cabina poco prima delle perdita di contatti”, ha spiegato un portavoce precisando che questo non può “portare a nessuna ipotesi”. Il sito web specializzato in sicurezza del settore aereo The Aviation Herald ha sottolineato che il sistema automatico Acars ha segnalato fumo in un bagno e un minuto dopo dai sistemi elettrici. In seguito, Cbs News ha riferito che fumo proveniva da un motore dell’aereo, citando fonti egiziane non precisate. Non è tuttavia arrivata nessuna conferma o smentita ufficiale della notizia.

Secondo alcuni piloti, contattati dall’agenzia spagnola Efe, potrebbero essersi incendiati i sistemi elettrici, situazione pericolosa ma che non implica necessariamente la caduta del velivolo. L’Airbus 320 è scomparso dai radar mentre era tra le 10 e le 15 miglia nello spazio aereo egiziano, ha perso altitudine velocemente facendo due brusche virate. E l’arresto della comunicazione, per i piloti, potrebbe essere stata dovuta al fatto che il fuoco abbia danneggiato il ‘transponder’. Cnn ha diffuso un primo audio di un dialogo tra il pilota e un controllore di volo, che sembra una comunicazione di routine e si svolge in tranquillità. Intanto, però, i soli segnali del fumo a bordo non permettono di chiarire che cosa sia accaduto. “È troppo presto per interpretare e capire la causa dell’incidente senza aver trovato il relitto e le scatole nere”, ha sottolineato la portavoce della Bea. Del primo, l’esercito ha pubblicato le prime immagini di rottami su Facebook: parti di sedili, giubbotti di salvataggio e pezzi dell’aereo. Mentre la ricerca dei corpi prosegue, dopo che i primi resti sono stati trovati a nord di Alessandria. Sulle scatole nere non c’è chiarezza. La loro localizzazione è stata comunicata da Cbs News, che ha citato fonti governative egiziane. In seguito, però, il ministro dell’Aviazione civile del Cairo, Sherif Fathi, ha smentito: “Nessun importante dispositivo sinora è stato ritrovato”, la ricerca delle scatole nere prosegue e “per quanto ho capito si parla di 3mila metri” di profondità. Cifra che equivale al limite perché i dispositivi siano individuabili dalla superficie, grazie agli appositi segnalatori che funzionano per 30 giorni prima di scaricarsi e disattivarsi. Le operazioni di ricerca e recupero si svolgono in una zona di 65 chilometri di raggio che, secondo il presidente di Egyptair, Safwat Moslem, potrebbe essere ampliata se necessario.

Le famiglie delle vittime sono in attesa. Hanno incontrato i rappresentanti della compagnia aerea e un esperto, il quale ha spiegato loro che per il recupero ci vorrà tempo e che per l’identificazione con test del Dna saranno necessarie settimane, ha annunciato il vettore. Emergono però le storie personali delle vittime. Tra esse, quella di un padre e un figlio francesi che andavano in vacanza dopo la morte della moglie e madre. E quella di un uomo che era in Francia perché la moglie potesse sottoporsi a cure per il cancro, il quale aveva lasciato tre figli in custodia a un parente egiziano.

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