Austria. A sorpresa un testa a testa alle elezioni presidenziali tra il candidato dei Verdi e quello di estrema destra. Proclamazione solo lunedì pomeriggio

Austria. A sorpresa un testa a testa alle elezioni presidenziali tra il candidato dei Verdi e quello di estrema destra. Proclamazione solo lunedì pomeriggio

In Austria, la suspence per sapere chi sarà il prossimo presidente della Repubblica durerà ancora per qualche ora. I risultati definitivi sono previsti solo per lunedì 23 maggio. Lo scarto tra i due candidati giunti al secondo turno di ballottaggio, il leader della FPO, Partito liberale austriaco, di estrema destra, Norbert Hofer, e l’ecologista dei Grunen Alexander Van der Bellen, è talmente ridotto a pochi voti che il nome del presidente si conoscerà solo quando saranno scrutinati i 900mila voti espressi per corrispondenza. Sostanzialmente, i due candidati sono alla pari, 50% cadauno, quando lo scrutinio è pressoché terminato, mentre la partecipazione al voto ha oltrepassato il 70%.

Il Ministero dell’Interno austriaco ha perciò annunciato che i risultati definitivi saranno resi noti nel pomeriggio di lunedì. E tutto si baserà su quei voti per corrispondenza, che, secondo i media austriaci, non premiano certo l’estrema destra. Perciò, auspicabilmente, con quei voti sarà rovesciata l’attuale situazione di leggero vantaggio per il neofascista Hofer. Quest’ultimo aveva vinto il primo turno delle elezioni col 35,1% dei voti, mentre il verde Van der Bellen si era fermato al 21,3%. Il primo turno segnò anche la disfatta dei socialdemocratici austriaci e dei cattolici democratici, che insieme hanno dominato il Paese dal 1945. Prima ancora dei ballottaggi il cancelliere austriaco, socialdemocratico, si è dimesso.

“Non sappiamo ancora chi sarà presidente, dovremo attendere domani”, ha detto Hofer, che già si sentiva capo dello stato, soprattutto stando ai sondaggi delle settimane scorse che lo davano in vantaggio di almeno venti punti. “Chiunque vinca”, ha proseguito il leader della estrema destra austriaca, “dovrà assumersi la responsabilità per tutto il paese”, ed ha rifiutato l’etichetta di uomo di estrema destra. “Sono di centrodestra”, ha gridato ai reporter Hofer, mentre il suo avversario ha ribadito: “sono europeista, ed è questo che ci separa davvero”. Il candidato dei Verdi austriaci ha poi spiegato che all’origine della vittoria di Hofer vi sono gli errori di politica generale del partito socialdemocratico al potere, che ha agevolato la campagna populista. Colui che sarà eletto “dovrà ricostruire i ponti nella società”, ha detto Van der Bellen.

I socialdemocratici, da parte loro, ritengono che proprio le dimissioni del cancelliere Werner Faymann hanno in qualche modo aiutato il candidato dei Verdi e limitato la vittoria di Hofer. Dal punto di vista dei risultati nelle maggiori città, al netto dei voti per corrispondenza, si registra la vittoria dei Verdi a Vienna col 61,1% dei voti, mentre a Salisburgo ha ottenuto il 56,5% e a Graz il 62%, a testimonianza che il voto di estrema destra è un voto prevalentemente rurale, non solo in Austria. Infatti, Hofer si afferma con risultati superiori al 60% nelle campagne, a Solk, ad esempio dove ha superato il 70%. E infine, secondo le stime dell’istituto SORA, la maggioranza dei maschi ha votato per il candidato di estrema destra, mentre le donne hanno preferito in maggioranza il candidato dei Verdi. Anche da questi dati occorrerà ripartire per capire la fenomenologia dell’affermazione di un movimento di estrema destra che sembra allargarsi a macchia d’olio verso tutti i paesi balcanici e dell’ex Unione Sovietica. Tra poche ore sapremo.

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