Airbus egiziano caduto. Ritrovati resti ma non le scatole nere. Sempre più probabile bomba a bordo

Airbus egiziano caduto. Ritrovati resti ma non le scatole nere. Sempre più probabile bomba a bordo

Ancora nessuna certezza sulle cause che hanno portato alla perdita dell’A320 della Egyptair, precipitato con 66 persone a bordo al largo dell’isola greca di Karpathos: nonostante l’avvistamento di alcune parti dell’aereo, le scatole nere non sono infatti ancora state localizzate. Secondo gli analisti tuttavia un guasto tecnico grave, come l’esplosione di un motore o un’esplosione a bordo, appare poco probabile: l’A320 è un velivolo moderno e affidabile, e l’esemplare in servizio presso l’Egyptair – compagnia che è autorizzata a operare in Europa e dunque rispetta gli standard di qualità tecnica – era relativamente recente, essendo stato consegnato al vettore egiziano nel 2003; inoltre, l’evento si è verificato in condizioni di volo stabile a quota e velocità di crociera. Improbabile anche l’ipotesi di un abbattimento mediante un missile terra-aria: alla quota di crociera e lontano dalla costa l’apparecchio era fuori dalla portata di qualsiasi missile portatile antiaereo in dotazione ai gruppi armati mediorentali; anche un attacco per errore da parte di un aereo da combattimento sembrerebbe da escludere dato che la zona in questione è fra le più sorvegliate dai satelliti e una simile eventualità sarebbe già venuta alla luce. L’ipotesi di una bomba a bordo sembra quindi rimanere la più probabile, dal momento che l’equipaggio non ha inviato alcun segnale di allarme né ha reagito in alcun modo a un “evento brutale”, mentre nel caso di un guasto tecnico vi sarebbe stato tempo sufficiente per una reazione.

Quanto alla presenza a bordo di esplosivo, va notato che dalle prime risultanze nel corso della giornata l’apparecchio aveva effettuato diverse tratte, da Asmara al Cairo, a Tunisi e poi di nuovo nella capitale egiziana, e dunque non è certo che un eventuale ordigno sia stato collocato a bordo necessariamente nell’aeroporto di Parigi. Quanto alla dinamica dell’evento, i controllori di volo di Atene avevano contattato l’apparecchio a 37mila piedi (circa 11mila metri) di quota, circa 25 minuti prima della scomparsa dai radar, e il pilota non aveva menzionato l’esistenza di alcun problema. Per tutta la durata del transito attraverso lo spazio aereo greco l’apparecchio non ha effettuato alcuna deviazione dalla rotta stabilita dai controllori di volo: la scomparsa è infatti avvenuta dopo l’ingresso nello spazio aereo egiziano.

“Le immagini di cui disponiamo mostrano che l’apparecchio, che si trovava circa una decina di miglia all’interno dello spazio aereo egiziano, ha effettuato una virata di 90 gradi a sinistra e un giro completo a destra, scendendo da 37mila a 15mila piedi (circa 5mila metri), il segnale è stato perduto a circa 10mila piedi”, aveva spiegato il ministro della Difesa greco, Panos Kammenos in conferenza stampa. Fonti di stampa greca, non confermate ufficialmente, parlano di una “palla di fuoco” osservata nel cielo da una nave che incrociava nella zona; l’esercito egiziano ha ritrovato alcune parti del’aereo ed effetti personali dei passeggeri a circa 290 chilometri a nord di Alessandria. Al Cairo sono giunti intanto alcuni tecnici della Bea e dell’Airbus, per contribuire alle indagini in corso e all’analisi dei dati delle scatole nere, se e quando saranno recuperate; al momento – 36 ore dopo la perdita dell’apparecchio – nessun gruppo terroristico ha rivendicato l’abbattimento dell’aereo.

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