Roma. Marino non si candida, dice che nessun candidato per ora va bene, e continua la sua guerra privata contro Renzi

Roma. Marino non si candida, dice che nessun candidato per ora va bene, e continua la sua guerra privata contro Renzi

Ignazio Marino, sindaco di Roma per 28 mesi, cacciato grazie a una congiura di palazzo, con le dimissioni dei consiglieri del Pd e della lista Marchini firmate presso uno studio notarile, e autore di un libro di memorie, ha rotto gli indugi e, dopo mesi di attesa, ha annunciato che non si ricandiderà per Roma. Lo ha fatto tra la commozione dei suoi supporter riuniti presso una libreria Feltrinelli di Roma per la presentazione del suo libro “Un marziano a Roma”. “Vi chiedo di scegliere insieme un uomo o una donna che non sia io, che possa guidare la città di Roma, vincere le elezioni e continuare il lavoro fatto”, dice ai suoi sostenitori. In sala, tra i cartelli “ricandidati” e i cori “torna”, è calato il gelo, qualcuno addirittura ha pianto. La domanda più ricorrente è stata: “Ora chi votiamo?”. Attorno a Marino dai giorni della caduta si è stretto un nocciolo duro di persone, poi riunite nell’associazione ‘Parte Civile’. Ed è a loro che il ‘marziano’ ha dedicato il tanto atteso annuncio: “Io ho molto riflettuto e penso che il candidato sindaco debba avere delle caratteristiche che in questo momento nessuno dei candidati ufficiali ha. Deve provenire, in una fase in cui i partiti hanno dato il peggio di sé, dalla società civile, non deve essere scelto da qualcuno in qualche stanza ma si deve di mettere a disposizione di Roma per 5-10 anni. Io mi iscriverò a Parte Civile”.

Secondo quanto trapela, tra chi sogna che l’associazione possa diventare un movimento nazionale in chiave anti-renziana e chi ancora deve “elaborare il lutto” del “no” di Marino, iniziano a circolare i primi ‘papabili’ per una candidatura civica. Uno tra tutti quello dell’ormai indipendente Luigi Nieri, ex Sel, ed ex vicesindaco, presente alla iniziativa alla Feltrinelli e citato varie volte dall’ex sindaco in termini lusinghieri. Lui nega con fermezza qualsiasi futuro coinvolgimento elettorale, ma nei capannelli fuori dalla libreria il suo nome era ricorrente. “Sarà lui, Caudo, la Cattoi (questi ultimi assessori fedelissimi della giunta Marino, ndr)?”, si sono chiesti i fan del ‘marziano’. Ma qualcuno ha ipotizzato anche un ritorno in scena di Massimo Bray (ex ministro alla cultura del Governo Letta, che però già due volte ha declinato l’invito) o qualche new entry, per esempio una rappresentante della stessa Parte Civile.

Da parte sua, il candidato Pd Roberto Giachetti prosegue lungo la strada del fair play: “Non ho mai polemizzato con Marino, figuriamoci ora. Bisogna pensare alla città”. Con lui si  schierano Bruno Tabacci (Centro Democratico) e, sembra, pure i Radicali. Marino, invece, lo ha attaccato duramente, sulle dimissioni che Giachetti non ha ancora dato dalla Camera e non solo: “Nel 2008 Rutelli non è andato bene, ora hanno scelto il capo gabinetto di Rutelli. La prossima volta cercheremo il candidato tra gli uscieri della giunta Rutelli degli anni ’90… In questo momento le persone devono venire dalla società civile”. Marino ha parlato di Giachetti ma il suo obiettivo principale resta sempre lo stesso: Matteo Renzi, reo, a suo parere, di aver orchestrato la sua ‘cacciata’ e innescato il gap di democrazia a Roma. Ormai, quella di Marino contro Renzi appare davvero sempre più come una sorta di guerra privata. Alla Feltrinelli di Roma lo incalza sulle trivelle, sulla riforma del Senato definita un imbroglio. Qualcuno pensa che questo passo indietro sul fronte romano possa tradursi in una sorta di trampolino di lancio per una battaglia nazionale.

La replica di Stefano Fassina, candidato sindaco di Sel e di segmenti importanti della sinistra romana, non si è fatta attendere: “Trovo poco comprensibile l’insistenza sul fatto che non abbiamo programmi. Alcuni candidati di prima linea non li hanno, ma non noi”. Lo ha detto intervenendo a Radio Popolare Roma, rispondendo a chi gli chiesto di rispondere alle affermazioni dell’ex sindaco Ignazio Marino. Stefano Fassina, al contrario di quanto ha detto, e forse pensa l’ex sindaco Marino, si prepara ai 100 banchetti organizzati in tutta Roma dallo schieramento che lo sostiene. Per fare cosa? Per illustrare il suo programma, ovviamente. Qualcuno informi Ignazio Marino, magari una passeggiata ad uno dei banchetti di Fassina potrebbe giovargli, soprattutto per evitare di cadere in quella hegeliana notte buia in cui tutte le vacche sono nere.

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