Cerimonia di Premiazione VI Edizione Premio “La Pellicola d’Oro”. A Terence Hill il Premio alla carriera, Marco Giallini e Maria Pia Calzone eletti i “più simpatici”

Cerimonia di Premiazione VI Edizione Premio “La Pellicola d’Oro”. A Terence Hill il Premio alla carriera, Marco Giallini e Maria Pia Calzone eletti i “più simpatici”

La Cerimonia di Premiazione della VI Edizione del Premio “La Pellicola d’Oro” ha avuto luogo nella serata del 25 aprile presso il teatro Ghione di Roma, promosso ed organizzato dall’Associazione Culturale “Articolo 9 Cultura e Spettacolo” e dalla “SAS Cinema”. Il Premio è stato ideato dallo scenografo e regista Enzo De Camillis come un riconoscimento professionale e artistico verso le maestranze e gli artigiani: figure che, nella grande macchina del cinema italiano, svolgono mansioni decisive per la realizzazione delle opere filmiche, ma che normalmente godono di minore visibilità, restando al di fuori dei riflettori. Tra i primi ad arrivare in teatro Terence Hill, Leo Gullotta e Ilenia Pastorelli. Seduti in platea anche Marco Giallini, Greta Scarano, Maria Pia Calzone, tutti in nomination quale miglior attore o migliore attrice. Inoltre Maurizio Amati, produttore della “Filmauro”, e tanti altri nomi del mondo del cinema, della cultura, della comunicazione e dell’imprenditoria.

La serata ha avuto inizio con un’introduzione musicale a cura della Banda di Stato Maggiore della Marina Militare. Nel corso della premiazione hanno allietato il pubblico con brani tratti da un repertorio che spazia dal periodo rinascimentale sino ai giorni nostri, con l’esecuzione di colonne sonore celebri, tra cui “Nuovo cinema paradiso” di Giuseppe Tornatore con le musiche di Ennio Morricone e “Otto e mezzo” di Fellini con le musiche di Nino Rota. A dare un caloroso benvenuto a tutti i due conduttori d’eccezione: l’attore Nicola Pistoia e l’attrice Edy Angelillo, che in apertura hanno sottolineato l’importanza del Premio nel panorama cineteatrale italiano, soprattutto per le opportunità che offre e per l’unicità che lo distingue.

I vincitori 2016 delle cinquine: emozione, commozione e ricordi

Il Premio prevede dieci categorie con 5 nomination ciascuna. Da quest’anno è stata introdotta una categoria in più, rispetto alle scorse edizioni, rappresentata dal ruolo dello Story Board Artist. Dal prossimo anno, inoltre, è stato annunciato che ne verrà introdotta un’undicesima che chiama in causa la figura dello “Stuntman”. Presente in sala a rappresentare la categoria Gianluca Petrazzi, che per primo ha fatto richiesta di questa inclusione. La Giuria è costituita da 120 addetti ai lavori di alta caratura, che esprimono il loro voto in due fasi: nella prima per individuare le dieci cinquine, nella seconda per decretare un vincitore per ogni categoria.

Si parte dal Miglior Direttore di Produzione: il premio, consegnato dal produttore cinematografico Maurizio Amati, va a Francesco Morbilli per “Suburra”. A seguire, per la sezione speciale giovani, il premio di Miglior Direttore di Produzione va a Gianni Meglio in “Rosso mille miglia”, della Lucere Film, chiamando tutta la produzione ad alzarsi in piedi per raccogliere gli applausi del pubblico, particolarmente entusiasta per la vittoria di questo giovane promettente. “Sono molto felice non soltanto del riconoscimento ma per l’opportunità che avete offerto a me e a tutte le società con le quali ho lavorato. Condivido il premio con tutti i collaboratori dunque e lo dedico a mio padre”, afferma emozionato Gianni Meglio nel ricevere la statuetta dorata da Maurizio Amati.

È chiamata a salire sul palco Cinzia Th Torrini per la consegna del premio di Miglior Operatore di Macchina a Matteo Carlesimo per “Lo chiamavano J. R.”. “Volevo ringraziare il regista del film e il direttore della fotografia per avermi concesso l’opportunità di fare il film e grazie alla giuria per avermi votato”, afferma Matteo Carlesimo con semplicità e soddisfazione. Spazio per qualche domanda a Cinzia Th Torrini, che si concede ai microfoni per qualche minuto rispondendo ai due conduttori sui progetti di lavoro a cui sta già lavorando e su quelli futuri. “Sono alla 17esima settimana di una fiction di 6 puntate dal titolo ‘Sorelle’, con Anna Valle”, risponde la Torrini soddisfacendo la curiosità divenuta generale.

Daniele Nannuzzi, presidente dell’Associazione Italiana Autori della Fotografia Cinematografica, consegna il premio per il Miglior Capo Elettricista a Virginio Palone per “Suburra”. “Ringrazio tutti, soprattutto coloro che mi hanno votato. Il premio lo dedico a mia moglie e ai miei figli”, afferma emozionato Virginio Palone.

A premiare il vincitore per il Miglior Capo Macchinista è Paola Mammini, reduce dal recente successo ai David di Donatello, premiata per la Miglior Sceneggiatura in “Perfetti sconosciuti”, di Paolo Genovesi. “Sono la quota rosa, si può dire tra tanti uomini. È vero che senza di me non esisterebbero i film ma anche senza di voi sarebbe lo stesso. È veramente bello ricevere un premio, io ci sono passata, quindi posso immaginare l’emozione di chi lo riceve qui ora sul palco”, afferma Paola Mammini. Miglior Capo Macchinista 2016 è Piero Bosi, per “Io che amo solo te”, che dedica il premio al padre, recentemente scomparso.

È chiamata sul palco l’attrice Greta Scarano, interprete in “Suburra” e in nomination alla Pellicola d’Oro per Miglior Attrice. Consegna il premio per Miglior Attrezzista di Scena a Fabio Marconi per “Assolo”. “Ringrazio tutti quelli che mi hanno votato e tutti coloro che mi hanno dato qualcosa, dai manovali agli scenografi ed inoltre un grazie a Stefano Gervasi che mi ha fatto iniziare e che purtroppo oggi non c’è più”, afferma Fabio Marconi.

Graziella Pera, scenografa e costumista, consegna il premio per Migliore Sarta di Scena a Daniela Lombardo per “Suburra”, visibilmente commossa. Anticipando le dichiarazioni della vincitrice, Graziella Pera afferma dal canto suo: “Il mestiere della sarta è importante perché si collabora e l’appoggio che si offre è anche psicologico”. Daniela Lombardo si trova concorde ed aggiunge: “È proprio così, penso sempre alla troupe che mi dà la forza, senza di loro non valgo. Dedico a loro ogni progetto nuovo, penso sempre a loro prima di tutto il resto. Ogni volta che entro in un camerino mi sembra di entrare nella loro casa, ma non come ospite, come figura che li supporta. È un lavoro bellissimo credetemi”.

Sale sul palco l’attrice Ilenia Pastorelli, neo vincitrice del “David di Donatello 2016” come Attrice Protagonista in “Lo chiamavano J. R.”, in nomination alla Pellicola d’Oro per Miglior Attrice per lo stesso film. Consegna il premio per Miglior Tecnico Effetti Speciali a Maurizio Corridori per “Lo chiamavano J. R.”. “Sono molto contento di averlo vinto con questo film il premio. Un ringraziamento speciale a Giovanni e Agostino Corridori che mi hanno insegnato il mestiere degli effetti speciali. Ringrazio anche la regia per gli strumenti e le ottime materie prime messe a disposizione”, afferma Maurizio Corridori. L’attore Leo Gullotta consegna il premio per Migliore Sartoria Cine-teatrale a Sartoria Tirelli in “Il racconto dei racconti”. “Ringrazio tutti a nome della sartoria. Un grazie particolare a Matteo Garrone che ha dato la fiducia e ci ha permesso di realizzare questi splendidi costumi”.

A premiare il vincitore per il Miglior Capo Costruttore sale sul palco un fuoriclasse, lo scenografo Osvaldo Desideri, Premio Oscar 1988 per “L’ultimo imperatore”, che consegna il premio a Massimo Sergianni per “Suburra”. “Ringrazio la giuria, mio padre che è lì, è grazie a lui se sono qui, e mia moglie”, afferma Massimo Sergianni. Spazio a domande dei conduttori ad Osvaldo Desideri e tante curiosità da soddisfare sul colossal “L’ultimo imperatore”. “Siamo stati per lungo tempo a Pechino a girare – afferma Desideri – e abbiamo vinto poi per il film più di 20 Oscar. Mi ricordo questa scena, eravamo al ristorante con il tavolo pieno di statuette, è stato curioso. Ho avuto la fortuna – prosegue – di conoscere i migliori: Fellini, Visconti… i grandi del cinema che entreranno nei ricordi”.

In ultimo, il momento atteso della decima categoria inserita in concorso da quest’anno: Migliore Story Board Artist. A vincere il premio Marco Valerio Gallo per “Lo chiamavano J.R.”, consegnatogli dal Presidente della FiTel Giovanni Ciarlone. “È un’emozione grandissima per me rappresentare la categoria che riceve per la prima volta tutta questa visibilità. Ringrazio il regista Mainetti che mi ha dato la possibilità e saluto e ringrazio ancora chi mi ha votato”, afferma emozionato e onorato Marco Valerio Gallo.

Premi alla Carriera a Terence Hill e alla Ditta Leurini, due icone con un passato comune

A fare gli onori di casa per la consegna del premio Laura Delli Colli, Presidente del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI). “Sono veramente molto onorato di questo premio – afferma Terence Hill – In genere non vado a prendere i premi, ma questa volta è diverso. È un premio che tratta di maestranze, gente con cui trascorro più tempo che con la mia famiglia. Faccio i complimenti a chi lo ha inventato”. Conclude poi con una battuta: “Mi fa piacere che il premio si chiami ‘la Pellicola’ e non ‘la scheda’!”. Laura Delli Colli commenta: “In una serata come questa mi sento a casa. Terence è stato da sempre un grande per le troupe, persino quando era molto giovane”. Accenna all’esperienza con Luchino Visconti, parla di come venissero realizzati i costumi, le scenografie, incantando tutto l’auditorio in reverenziale ascolto.

A Terence Hill il compito di premiare l’altro vincitore per il Premio alla Carriera tra le maestranze: i fratelli Amedeo e Umberto Leurini per la Ditta Leurini, Società di Trasporti Cinematografici, attiva sulle scene da ben quattro generazioni, a partire dal 1930.

Miglior attore/ attrice: Marco Giallini e Maria Pia Calzone. “Pensavamo fossimo i più bravi, almeno siamo i più simpatici”

A rompere gli schemi ci pensano Marco Giallini e Maria Pia Calzone, vincitori del premio per Miglior Attore e Miglior Attrice di questa edizione, consegnato da Laura Delli Colli, scavalcando i colleghi in nomination. I due Premi sono stati assegnati in base ai voti espressi direttamente dalle troupe, sulla qualità del rapporto umano ed empatico instaurato con l’artista durante le riprese del film. Con la simpatia che li contraddistingue, i due scherzano sul significato del premio, creando divertenti siparietti che coinvolgono tutti i presenti. “Mi sono detto: ‘Per una volta sarò il più bravo’ – afferma Giallini – invece mi dicono che ho ricevuto un premio perché sono il più simpatico. Saluto tutti quelli con cui sono cresciuto e quelli con cui invecchierò”, conclude. Maria Pia Calzone riprende il discorso e afferma: “Anche io ho pensato la stessa cosa di Marco Giallini. Va bene, ma sono soddisfazioni”. Poi facendosi seria continua: “Cercare l’occhio del macchinista per capire come sono andata in una scena è fondamentale, oppure cerco quello della sarta che mi dà consigli sulla camicia, di tirarla più giù che fa le pieghe. Quindi a prescindere da questo premio che vinco ringrazio tutti loro delle maestranze perché sono il nostro specchio e sono i nostri amici”.

In conclusione di serata, i ringraziamenti finali di Enzo De Camillis, con alle spalle la schiera dei vincitori con tanto di statuette in mano: “Sono emozionato perché avere tutta questa troupe alle spalle è fantastico, ma ringrazio tutti i presenti e coloro che hanno contribuito con il loro aiuto a tutto questo” conclude, con un arrivederci alla prossima Edizione.

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