Trivelle. Istigare all’astensione è un reato. 160 mila firme per il No nei referendum costituzionali

Trivelle. Istigare all’astensione è un reato. 160 mila firme per il No nei referendum costituzionali

Siamo certi che il Presidente della Repubblica è ben consapevole di due articoli, il 98 deI Testo unico che riguarda le elezioni delle Camere e il 51 che disciplina i referendum. Ricorda questi due articoli un editoriale del Corriere della Sera a firma di Michele Ainis dal titolo “ Ideologia, potere, trivelle. Un referendum e il suo valore segreto”. Intanto, con questo articolo vengono posti in evidenza il significato e l’importanza del referendum. Non si tratta di questioni “marginali” come dice  il Pd, a partire dal suo segretario, che è anche presidente del Consiglio, che ha invitato i cittadini ad astenersi, a disertare le urne. Tesi accettata dalla gran parte dei media che si sono ben guardati dal dare notizie su un fatto molto importante che riguarda alcuni passaggi molto importanti. Anche le tribune che hanno preso il via con grande ritardo, televisione e radio, vengono “sopportate” da chi avrebbe l’obbligo e il dovere di dare una informazione completa sulla quale si confrontano le diverse posizioni. Quindi niente “marginalità” ma un problema che riguarda la “politica ambientale, le energie rinnovabili”. C’è di più. Dal momento che il Pd, partito di governo, Renzi Matteo in testa, ha invitato, si fa per dire, i cittadini, in primo luogo, gli iscritti al Partito democratico a disertare le urne, questo invito è diventato una sorta di diritto. L’astensione, insomma, diventa un diritto non essendo obbligatorio il voto. Di conseguenza sarebbe legittimo fare appello alla astensione. Lasciamo perdere le prese di posizione delle minoranze del Pd che si limitano a criticare l’appello astensionistico definendolo “incredibile” nei casi migliori. Renzi, bontà sua, come gli scriba, quasi in coro hanno plaudito, ha concesso ai militanti la “libertà di coscienza”.

Ainis (Corsera). Non legittimo l’appello all’astensione di chiunque gestisca un pubblico potere

Una sciocchezza che solo i servi sciocchi, scusate il bisticcio di parole, possono prendere per gesto libertario, non c’è ancora una legge che impedisce ai cittadini di presentarsi alle urne, il voto è segreto. Un partito non può impedire l’esercizio di un diritto costituzionale. Ma c’è di più, ce lo ricorda Ainis. È vero che l’astensione nei referendum è un diritto, ma ciò non significa che sia legittimo l’appello alla astensione. Ci sono due norme in vigore, articolo 98 e articolo 51 che abbiamo richiamato all’inizio che, ricorda l’editoriale di uno dei più autorevoli costituzionalisti, “castigano l’astensionismo organizzato da chiunque sia investito di un pubblico potere”, con pene detentive (da sei mesi a tre anni). Si tratta di norme, scrive Ainis, varate quando alle urne si presentava il 90% degli elettori e quando l’astensionista doveva addirittura giustificarsi di fronte al sindaco. “Sta di fatto – conclude l’articolo – che a nessun governo è venuto in mente di abrogarlo”.

Anche la conclamata “marginalità” cui hanno fatto riferimento Renzi, esponenti del governo, i cloni che si stanno esibendo in tv e in radio, che occupano spazi sui media, e proprio il richiamo al “dovere” della astensione, sono il segno che il referendum sulle trivelle fa paura. Perché mette in discussione proprio le politiche renziane che puntano a smantellare la Costituzione. Altro che revisione, manutenzione della Carta che assicura la vita democratica del nostro paese. Allo stato, la politica energetica è di competenza dello Stato e delle Regioni, tutela del territorio, beni ambientali, che hanno un ruolo fondamentale. Non a caso il referendum è stato promosso da nove consigli regionali, che vedono in molti casi la gestione da parte del centrosinistra, con presidenti Pd.

“Secondo la Costituzione prossima ventura deciderà solo lo Stato”

“Secondo la Costituzione prossima ventura – scrive Ainis – deciderà solo lo Stato”. Altro problema: Renzi, attraverso il referendum, cerca una sua legittimazione, non lo può perdere. Far mancare il quorum è indispensabile per lui anche alla luce dei referendum per il No alle modifiche costituzionali e per l’abrogazione dell’Italicum. Da notare infatti che Renzi non deve vedersela solo con la minoranza o le minoranze Democrat. Nella prossima riunione di direzione darà la “linea”. Di fatto sul referendum “trivelle” si sta costruendo  uno schieramento per il sì  che vede insieme le forze di opposizione. Niente patti segreti, accordi sottobanco. Forze che per autonoma scelta, forse, si troveranno su medesime posizioni sui referendum costituzionali.

Grandi. Per il No nei referendum costituzionali mobilitazione per evitare una deriva istituzionale

Il comitato di Coordinamento per il No sta già operando da tempo con iniziative a tutto campo, è in atto una raccolta di firme  in calce ad un appello promosso da intellettuali, giuristi, costituzionalisti, personalità della cultura, dello spettacolo, del giornalismo, del mondo del lavoro, dei sindacati, di esponenti di associazioni  e forze sociali. La raccolta delle firme, in un breve arco di tempo, si avvia a raggiungere quota 160 mila,  “un dato ben augurante – afferma Alfiero Grandi del Coordinamento per il No nei referendum – per  tutta la campagna di raccolta delle firme per chiedere i referendum che inizierà il 9 aprile con i banchetti, nelle forme previste dalla legge, per realizzare l’obiettivo di almeno 500.000 firme valide per ciascuno dei referendum promossi”. Per i Comitati promotori dei tre referendum si tratta, prosegue Grandi, di “un impegno enorme. Il governo si muoverà a favore delle sue scelte, mobilitando le grandi risorse che ha a  disposizione, noi possiamo farcela solo se avremo l’appoggio dei cittadini che vanno coinvolti e mobilitati per evitare una deriva istituzionale che tende a sostituire il ruolo del Parlamento con quello del governo e in particolare delinea una svolta preoccupante verso l’uomo solo al comando che la Costituzione nata dalla Resistenza ha esplicitamente escluso e che solo queste modifiche rendono possibile”.

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