Terrorismo. Salerno. Sotto torchio l’algerino accusato di aver procurato documenti falsi ai terroristi

Terrorismo. Salerno. Sotto torchio l’algerino accusato di aver procurato documenti falsi ai terroristi

È in corso l’interrogatorio nel carcere di Salerno di Djamal Eddine Ouali, il 40enne algerino arrestato ieri sera a Bellizzi, nel Salernitano, in esecuzione di un mandato di arresto europeo: l’uomo è accusato di far parte di una rete criminale che produceva documenti falsi utilizzati anche da alcuni terroristi implicati nelle stragi di Parigi e Bruxelles. Le indagini erano partite pochi giorni fa dopo che l’algerino aveva presentato la richiesta del permesso di soggiorno alla questura di Salerno.

Il nome di Ouali sarebbe comparso durante le perquisizioni effettuate nell’ottobre del 2015 a Saint-Gilles, una banlieue di Bruxelles. In quella perquisizione furono ritrovate centinaia di foto digitalizzate, utilizzate proprio per la falsificazione dei documenti d’identità. Tra le foto, quelle dei tre terroristi appartenenti alla cellula che aveva pianificato gli attentati del 13 novembre a Parigi e del 22 marzo a Bruxelles. Gli investigatori stanno cercando di capire in queste ore per quale ragione Ouali si trovasse a Bellizzi, e quale fosse la sua rete di protezione.

“Riscontriamo collegamenti inquietanti con la organizzazione di terroristi”, lo dice il questore di Salerno, Alfredo Anzalone, riferendosi ai primi riscontri nelle indagini su Djamal Eddine Ouali, “Stiamo indagando anche su una seconda persona che era con l’arrestato di recente”, conferma il questore di Salerno.

“In tutti questi anni non abbiamo mai avuto sentore che nei nostri territori potesse trovare rifugio gente vicina al terrorismo islamico”: lo afferma Anselmo Botte, segretario della Cgil di Salerno, da sempre vicino al mondo dell’immigrazione nel territorio salernitano, commentando l’arresto dell’algerino Djamal Eddin Ouali, ieri sera Bellizzi, popolosa cittadina della Piana del Sele a pochi chilometri a sud di Salerno. “La sede della Cgil di Battipaglia – dice – è un punto di riferimento per nordafricani, europei e indiani impegnati nei lavori dei campi” nella Piana del Sele. Proprio secondo una stima della Cgil, sono circa diecimila i braccianti di nazionalità nordafricana, romena, indiana e ucraina impegnati nei campi nel territorio a sud di Salerno, dove si trova Bellizzi. “La piana del Sele – dice Anselmo Botte – si regge sulle braccia di questi operai”. Botte frequenta spesso anche le moschee di Bellizzi, Battipaglia e Santa Cecilia di Eboli. “Non ho mai riscontrato anomalie – dice – altrimenti avremmo immediatamente informato le autorità. Continueremo a vigilare affinché possano essere smascherati eventuali soggetti vicini al terrorismo islamico. Quello che è importante in queste ore – conclude Botte – è non penalizzare un’intera e laboriosa comunità nordafricana che vive nella nostra area”.

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