Strage Erasmus, rientrate martedì notte le salme di Serena, Francesca e Elisa. Oggi i funerali di Francesca a Genova. Le altre quattro vittime arriveranno giovedì mattina

Strage Erasmus, rientrate martedì notte le salme di Serena, Francesca e Elisa. Oggi i funerali di Francesca a Genova. Le altre quattro vittime arriveranno giovedì mattina

Rientrate in Italia nella tarda serata di martedì le salme di tre delle sette studentesse Erasmus che hanno perso la vita a bordo di un bus nell’incidente del 20 marzo scorso: la torinese Serena Saracino, la genovese Francesca Bonello e la romana Elisa Scarascia Mugnozza. Le salme della altre quattro studentesse: Elena Maestrini, Valentina Gallo, Elisa Valent e Lucrezia Borghi faranno ritorno nel nostro Paese nella mattinata di giovedì 24 marzo. Trasportati dalla Spagna con un aereo militare, i tre feretri sono arrivati all’aeroporto Arturo Dall’Oro di Pisa attorno alle ore 23. Ad attendere alcuni familiari delle ragazze, i quali hanno espressamente richiesto ai giornalisti e ai fotografi di tenersi a distanza, e il ministro dell’Istruzione università e ricerca Stefania Giannini.  I funerali di Francesca Bonello si sono svolti nella mattinata di mercoledì alle ore 11,30 nella chiesa del Gesù a Genova. Sono invece previsti per giovedì mattina a Torino, nella chiesa della Gran Madre di Dio, i funerali di Serena Saracino, con un’atmosfera di raccoglimento generale che vigerà sull’intera città, nella quale sarà proclamato il lutto cittadino.

Martedì l’Università di Torino in lutto per Serena Saracino

Martedì, nelle aule a Torino, le lezioni di Farmacia, la facoltà cui era iscritta Serena Saracino, si sono fermate in segno di lutto. Come ha spiegato il presidente del corso di laurea Emilio Carbone: “Molti ragazzi mi hanno scritto per raccontarmi il loro choc e abbiamo pensato che fosse giusto sospendere i corsi in segno di rispetto di Serena e per permettere ai suoi compagni di affrontare questa tragedia”. Su decisione del rettore Gianmaria Ajani, martedì in segno di cordoglio nelle diverse sedi dell’Università di Torino le bandiere sono state abbassate a mezz’asta, invitando l’intera comunità accademica a stringersi attorno alla famiglia.

La veglia di martedì sera per Francesca Bonello e oggi i funerali a Genova

Nella serata di martedì era stata organizzata dal gruppo scout del centro storico alla Chiesa del Gesù la veglia di preghiera in memoria di Francesca Bonello, per stringersi intorno alla sorella Marta e al fidanzato, Federico.

“Un momento per fermarci a pregare, a pensarla col cuore, a ricordarla, ad abbracciare tutte le persone che come noi le vogliono bene e conservano una parte di lei nel proprio cuore”, avevano scritto sul sito del gruppo. Vicini e uniti per piangere ma anche per farci coraggio a vicenda, come ieri sera – continua la breve nota pubblicata dal gruppo genovese Agesci – Insieme per commuoverci ma anche per ridere dell’allegria che abbiamo condiviso con lei in questi anni; per impegnarci nella società e nella vita con uno slancio ancora maggiore, sapendo che da ora in poi i sogni di pace, di amore e di giustizia per cui lottare non sono più solo i nostri, ma anche i suoi. I sogni di Francesca in parte li abbiamo conosciuti, ma ce ne sono tanti altri di sogni suoi che vogliamo conoscere ancora, mettendoci in ascolto degli amici e delle persone care che custodiscono parti diverse di lei. Poi metteremo tutto nello zaino e ricominceremo a camminare, nei vicoli della nostra Genova e dovunque andremo. Insieme a lei”.

Tutta Genova era presente nella mattinata di oggi in piazza Matteotti in attesa di partecipare alle 11,30 ai funerali di Francesca Bonello nella Chiesa del Gesù. Tra i presenti il sindaco Marco Doria e il presidente della Regione Giovanni Toti. A migliaia sono giunti per dare conforto e per stringersi attorno alla famiglia e al fidanzato, così tanti che non tutti sono riusciti ad entrare all’interno della chiesa, sostando al di fuori in attesa dell’uscita della bara per l’ultimo saluto. Su un maxischermo al di fuori della chiesa appaiono foto di lei sorridente, in ricordo della sua voglia di vivere ed è stato allestito un grande cartellone per dare la possibilità a chi volesse di lasciare dei pensieri scritti e dei messaggi. Nella chiesa, accanto all’altare, sono stati posti degli oggetti cari alla ragazza: un camice, a simboleggiare il suo sogno di voler essere un medico; un souvenir a lei caro riportato da un viaggio in Africa; il fazzoletto degli scout; una cartina dove sono segnati tutti i viaggi fatti anche con il fidanzato, poiché amava viaggiare e scoprire le bellezze del mondo. Francesca era una ragazza piena di energia e di voglia di vivere. “Francesca era un inno alla vita” ha affermato anche padre Francesco Cavallini e come tale è stata ricordata con commozione, energia ed allegria al contempo nella funzione religiosa, tenuta dal vescovo ausiliare Nicolò Anselmi, alternando momenti più gravi ed intensi ad altri più leggeri, accompagnati dai canti e dai cori del gruppo scout del quale la ragazza ha fatto parte. Un pensiero è stato dedicato dalla mamma della ragazza anche alle altre vittime dell’incidente.

Le parole del cardinal Bagnasco durante la funzione

Il cardinale Bagnasco, presente alla celebrazione, rivolgendosi in particolare ai genitori ha pronunciato: “Cari genitori, cari amici. Le parole fanno fatica a salire dal cuore perché in certi momenti sembrano che sono così insufficienti, inadeguate. Così limitate. Ma lasciamo spazio alla parola della fede. La fede che abbiamo ricevuto in dono sappiamo che non è una luce che rischiara tutti i misteri della vita ma una lampada che illumina un passo alla volta nella notte della nostra esistenza, che ci dà la possibilità di andare avanti, momento dopo momento. Che ci assicura che non siamo soli ma che in qualunque circostanza della nostra vita Lui è con noi”.

Prosegue: “Sapendo che i nostri addii umani nella luce della fede sono sempre un arrivederci. Sono sempre un appuntamento a Dio. Noi stiamo camminando come pellegrini dalla terra al cielo… Perché ben sappiamo che giovani o meno giovani siamo impastati di una grande nostalgia. La nostalgia di una bellezza, di una vita, di un amore che non hanno tramonto. È questa la meta a cui Dio ci chiama, a volte inspiegabilmente da un punto di vista umano, affettivo, prima dei tempi secondo i nostri modi di contare. Ti ringraziamo signore per averla avuta. Anzi, per averla ancora. Perché chi ritorna a Dio non esce di casa”.

Padre Cavallini si rivolge ai genitori, alla sorella e al fidanzato

Padre Cavallini si è rivolto soprattutto ai genitori, chiedendo loro di ascoltare la risposta direttamente “da Gesù” e invitandoli a superare il dolore con la speranza e la capacità di amare altre persone che ne hanno bisogno. Alla sorella Marta dice: “Tu sarai sempre la sorella di Francesca” e a Federico, il fidanzato: “Le grandi acque non possono spegnere l’amore. Custodisci questo amore e Francesca ti custodirà dal cielo”.

 L’ultimo saluto dei cari a Francesca

In molti hanno dedicato delle lettere e hanno omaggiato Francesca con parole d’affetto e di tenerezza, facendola rivivere nei loro racconti e ricordi.

Un amico si rivolge a Federico, il fidanzato di Francesca: «Vi abbiamo visto costruire il vostro amore mattone dopo mattone. Questo è il dono più grande che ti ha lasciato la Franci, ti ha insegnato ad amare, ad ascoltare, a rinunciare a una parte di te per donarla ad altri. Metti in circolo questa energia. Con questo amore in circolo potrai fare qualunque cosa».

Un cugino: “Ogni momento è stato impreziosito da una tua iniziativa, dal tuo entusiasmo. Francesca, noi abbiamo avuto il privilegio di averti da sempre”.

Lo zio: “Francesca, io non ho le tue certezze. Io mi inchino davanti al limite tra complessità e mistero. Tu non eri nella stanza accanto, non farò più il conto di quando verrò alla tua laurea. Non sei più, la tua individualità è stata spezzata. Sei nel tutto e sei il tutto”. E ancora tanti altri amici esternano con commozione tutto il loro dolore per la perdita, rivolgendosi anche alla sorella Marta e ai genitori di Francesca: “Vi staremo accanto”. E ancora amici di famiglia, la maestra delle elementari, cugini hanno condiviso con la comunità quei piccoli momenti vissuti insieme a Francesca, la sorridente e allegra ragazza, che tutti hanno nel cuore.

Poi le parole del fidanzato Federico: “Ciao Franci, la prima volta che ti ho scritto una lettera è quando ho elencato le cose che mi piacevano di te.. Mi piaceva tutto… i capelli arruffati, la risata… ad un certo punto mi sono dovuto fermare: non avevo più fogli e, come dicevi tu, sarei stato noioso. Mi hai coccolato, poche volte perché era da femminucce, ma quando succedeva era la cosa più bella del mondo. Se penso ai nostri momenti mi viene solo da ridere: siamo sempre stati bene. Con te mi sentivo vero e autentico, libero. Grazie per tutto … Mi hai preparato tanti piatti da finale di Masterchef in cui puntualmente trovavo un difetto. L’ultima volta che ti ho visto eravamo sul pianerottolo del tuo appartamento a Barcellona. mi abbracciavi, piangevi e dicevi che non ce l’avresti fatta da sola. Ma tu ce l’hai sempre fatta, eri forte. Ora sono io che vorrei dirtelo e abbracciarti. Ringrazio i miei amici e tutte le persone che mi vogliono bene ma soprattutto il signore per avermi fatto incontrare una persona fantastica. Che sia la mia fonte d’ispirazione il mio angelo custode”. Federico ha concluso con le parole di Sant’Agostino: “La morte non è nulla. Quel che eravamo l’uno per l’altro lo siamo ancora. Parlami come hai sempre fatto, non assumere un tono solenne e triste. Prega, sorridi, parlate di me in casa. Il filo non si è spezzato. Pensi che sia uscito dalla tua vita perché non mi vedi più? Sono solo dall’altra parte del cammino”.

 

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