Strage di Bruxelles. 31 i morti e 300 i feriti. Rivelazioni sulle identità dei terroristi. Ombre sui servizi di intelligence

Strage di Bruxelles. 31 i morti e 300 i feriti. Rivelazioni sulle identità dei terroristi. Ombre sui servizi di intelligence

Gli inquirenti della Procura federale belga hanno ormai la certezza che uno degli uomini ricercato d’Europa non è più in vita. Secondo le informazioni del quotidiano francese Le Monde, Najim Laachraoui è stato identificato attraverso l’analisi del Dna come uno dei kamikaze dell’aeroporto di Bruxelles. Coordinatore e artificiere presunto degli attentati di Parigi del 13 novembre, è l’uomo che viene ritratto alla sinistra nella foto diffusa in queste ore dalla polizia belga, tratta dalle telecamere di sorveglianza dell’aeroporto.

I terroristi identificati

Il primo kamikaze, quello che compare alla destra di Laachraoui era già stato identificato nelle ore precedenti. Si tratta di Ibrahim El Bakraoui, fratelli di Khalid, che si è fatto esplodere nella metropolitana. Resta intatto il mistero sul terzo uomo della foto, fuggito dopo aver deposto una sacca piena di esplosivo. Qualcosa non ha funzionato nel congegno, probabilmente, perché gli artificieri l’hanno praticamente ritrovata intatta.

Najim Laachraoui, belga di 25 anni, che nel febbraio del 2013 era volato in Siria, è sospettato di aver fornito un supporto logistico ai terroristi che lo scorso 13 novembre condussero gli attacchi nel cuore di Parigi. Gli inquirenti sono certi che egli abbia svolto un ruolo chiave negli attentati, forse come artificiere e quasi certamente come coordinatore. Il suo Dna è stato ritrovato su detriti di materiale esplosivo reperiti dinanzi allo Stade de France e all’interno del Bataclan, a Parigi. L’impronta genetica è stata poi nuovamente ritrovata proprio nell’appartamento di Bruxelles dove sono state scoperte le tracce di Dna di Salah Abdeslam e di Bilal Hadfi. È la prova che in quel covo si stesse preparando l’esplosivo per gli attentati del 22 marzo, secondo fonti della Procura federale. Due mesi fa, Laachraoui era stato sottoposto a controllo di polizia alla frontiera tra Austria e Ungheria, in compagnia di Salah Abdeslam e di un certo Mohamed Belkaid, rimasto ucciso lo scorso 15 marzo nell’ambito di un blitz della polizia belga. Ora si scopre, però, che i tre avevano false identità e furono lasciati andare. Ora si sospetta anche che proprio Laachraoui e Belkaid fossero i coordinatori a distanza degli attentati di Parigi del 13 novembre. Sembra che dai loro telefoni cellulari sia partito l’ordine di agire per Abdelhamid Abaaoud e gli altri terroristi. E non solo. Sempre secondo le indagini dei media fancesi, il kamikaze di Bruxelles fosse già noto alla polizia egiziana, ad esempio, come l’autore dell’omicidio di una giovane francese, Cecile Vannier, al Cairo, il 22 febbraio del 2009. Insomma, Laachraoui, coordinatore, artificiere e addetto al supporto logistico dei terroristi di Parigi non era affatto ignoto alle intelligence belghe e francesi. Come abbia fatto in questi anni a sottrarsi ad un più rigoroso controllo, pare davvero un mistero, che i servizi hanno il dovere di rendere noto. Vi è infine una curiosa dichiarazione del presidente turco Erdogan, secondo la quale uno dei kamikaze di Bruxelles, Ibrahim el-Bakraoui sarebbe stato arrestato nel 2015 nella zona meridionale della Turchia, poi espulso in Belgio e rimesso in libertà. Per il momento, questa informazione non è stata confermata dalle autorità belghe.

L’aggiornamento sulle vittime, 31 morti e 300 feriti

Intanto, viene aggiornato dal ministero belga della sanità il bilancio provvisorio delle vittime: 31 deceduti e 300 feriti, dei quali 61 giudicati in condizioni gravissime e in terapia intensiva. Quattro pazienti sono in coma. Secondo il ministero, il numero dei feriti continua ad aumentare perché molte vittime che inizialmente avevano scelto di tornarsene a casa, stanno in queste ore rivolgendosi agli ospedali dopo aver scoperto problemi legati alle esplosioni.

Sul fronte dei governi europei, è stata annunciata per giovedì pomeriggio una riunione straordinaria dei ministri degli Interni e della Giustizia a Bruxelles. Sarà interamente dedicata agli attentati del 22 marzo, secondo fonti del governo olandese, che detiene la presidenza di turno della UE.

Le tre vittime identificate con certezza

I primi nomi delle vittime identificate cominciano intanto ad essere diffusi. Pierre Jadoul, rettore dell’Università di Saint Louis ha confermato la morte dello studente ventenne Leopold Hecht. Era tra i feriti della stazione metro di Maelbeek, ma è morto per le gravi ferite riportate. Venerdì la sua università gli renderà omaggio con una cerimonia funebre. La seconda vittima identificata è Olivier Delespesse, dipendente del Ministero dell’Istruzione della Vallonia-Bruxelles, morto nella metro. È stato lo stesso ministero a confermarlo in una nota. Infine, la terza vittima è Adelma Marina Ruiz, 36 anni, peruviana. Aveva accompagnato il marito e le figlie all’aeroporto di Zavendem, in partenza per New York.

 

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