Spagna, strage degli studenti Erasmus: 7 le vittime italiane accertate. Vite spezzate e vuoto incolmabile

Spagna, strage degli studenti Erasmus: 7 le vittime italiane accertate. Vite spezzate e vuoto incolmabile

Un silenzio assordante è calato in queste ultime ventiquattr’ore. Vigono dolore, struggimento e sconcerto generale attorno alla straziante vicenda che si è consumata in Spagna, sull’autostrada a Tarragona, dove hanno perso la vita 13 giovani in Erasmus, nello schianto del bus, sul quale viaggiavano 61 persone (di 22 nazionalità diverse), che li stava riportando indietro dalla Fiesta de las Fallas, la notte dei fuochi di Valencia. Nell’elenco ufficializzato dalle autorità, 7 delle vittime sono ragazze italiane, ci sono anche due tedesche, una romena, una uzbeka, una francese e una austriaca. Sin da ieri le autorità spagnole e la Farnesina sono al lavoro per vederci chiaro sulle identità dei coinvolti e divulgare nomi e informazioni precise al riguardo, dato che molti di loro non avevano con sé alcun documento. Il primo nome accertato fra le vittime italiane è stato quello della studentessa toscana Valentina Gallo. Iscritta alla facoltà di Economia, era in Spagna dalla fine di gennaio per uno scambio culturale Erasmus, come tutti gli altri coinvolti nell’incidente. Per secondi quello di Elena Maestrini, 21 anni, iscritta all’università di Firenze, ma originaria di Bagno di Gavorrano (Grosseto) e ancora, quello di Serena Saracino, di Torino, che avrebbe compiuto 23 anni lunedì prossimo, entrambe decedute in ospedale. Ma non è finita. Francesca Bonello, genovese di 24 anni, e in un secondo momento sono stati diffusi anche altri nomi: Elisa Valent, Lucrezia Borghi ed Elisa Scarascia Mugnozza. Delle giovani donne con dei sogni, delle speranze, inconsapevoli della sorte alla quale sarebbero andate incontro. Trasferitesi a vivere per un po’ in un Paese straniero per inseguire le proprie ambizioni: fare un’esperienza formativa, studiare e avere le possibilità di ritagliarsi un futuro roseo e ricco di soddisfazioni. Un futuro che non esisterà mai. Una terribile tragedia che ha ferito il cuore di tutti, provocando un vuoto incolmabile. Chiunque di noi ha rivisto in quelle piccole donne una persona cara, che sia una sorella, un’amica, soffermandosi a pensare a quelle vite spezzate, all’ingiustizia e al dolore, a causa di quello che sembrerebbe essere stato un errore umano. L’uomo 63enne, alla guida del pullman, rimasto sotto osservazione in ospedale,  è risultato negativo ai controlli sul tasso alcolemico e di droga. È però indagato con l’accusa di omicidio colposo plurimo, poiché, secondo le prime ipotesi, si sarebbe trattata di un’imprudenza o di un colpo di sonno. Quest’ultima ipotesi è stata da lui stesso confermata, avendo ammesso di essersi addormentato alla guida: “Lo siento, me he dormido”, “Mi dispiace, mi sono addormentato”, avrebbe detto ai servizi di emergenza arrivati subito dopo l’incidente. Istanti di distrazione che che gli avrebbero fatto perdere il controllo del mezzo portando all’irreparabile. Più di 30 i feriti fra i ragazzi, tutti di età compresa fra i 19 e 25 anni, dei quali tre molto gravi, nove gravi e 22 non in serio pericolo.

“Dai riscontri incrociati sono 7 le vittime italiane, verosimilmente” ha affermato il capo dell’unità di crisi della Farnesina, Claudio Taffuri. “Bisogna attendere l’identificazione per avere la certezza piena. I feriti sono 6 di cui due seri e due già dimessi”.

Ulteriori chiarimenti sullo stato dei feriti sono state fornite dall’ambasciatore italiano in Spagna Stefano Sannino: “Quattro ragazzi italiani, tre ragazze e un ragazzo, sono ancora ricoverati in Catalogna, negli ospedali di Tortosa, Reus, Tarragona e Barcellona. Uno dei quali in condizioni più complesse, ma i medici escludono rischi per la loro vita. Sono in condizioni stabili e nessuno è in stato critico”. Le famiglie sono state avvisate e molte di loro sono giunte a Barcellona per la straziante identificazione delle vittime e per stare vicino ai feriti.

La mamma della studentessa torinese ferita Annalisa Riba, volata in Spagna per stare accanto alla figlia in ospedale, afferma: “È sedata, perché ha delle piccole ferite in viso e la vertebra della cervicale fortemente lesionata, per cui dovrà subire un intervento”. Poi riferendosi alle ragazze scomparse afferma: “Erano tutte amiche sue non ce n’è più una. Mia figlia non sa nulla delle sue amiche e non le diremo niente fino a dopo l’intervento. Non sappiamo quando verrà operata, stiamo programmando di portarla in Italia, se ce lo permette il suo stato. Per il momento è immobile. I medici ci hanno detto che ci sono dei miglioramenti, ma che per il momento non può assolutamente muoversi”.
Gli Atenei spagnoli, le istituzioni e l’intera Spagna hanno indetto un momento di silenzio per commemorare le vittime, mentre la città di Barcellona ha proclamato due giorni di lutto.

Cordoglio nella politica e il telegramma di Papa Francesco

Anche il premier Renzi si è recato sul posto per esprimere il proprio cordoglio e rendere omaggio ai familiari delle vittime. Ha affermato: “Ho il cuore spezzato”.

“Sono profondamente addolorato per il gravissimo e assurdo incidente avvenuto in Spagna, che ha provocato la morte di tante giovani universitarie, soprattutto italiane”, ha affermato in una dichiarazione il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “E’ un giorno molto triste per l’Italia e per tutta l’Europa. Sono particolarmente vicino alle famiglie delle vittime, alle quali desidero far giungere il mio cordoglio e la mia solidarietà in un momento di così grande sofferenza” ha aggiunto il presidente.

Il Pd ha deciso di annullare la Direzione nazionale prevista le ore 18 del 21 marzo, riconvocandola per il prossimo 4 aprile.

Anche la Commissione europea ha espresso le sue condoglianze ai familiari delle 13 studentesse e il suo “pieno appoggio” agli altri 44 studenti rimasti feriti.

Il Papa, “fortemente addolorato nell’apprendere la notizia del “tragico incidente”, come si legge in un telegramma inviato al vescovo di Tortosa Enricque Benavent Vidal, afferma: “Una perdita irreparabile. Suffragio per le vittime e auguri perché i feriti si riprendano in fretta”.

Il padre di Serena Saracino, Alessandro, parla ai microfoni di Ansa

“Un angelo dai capelli lunghi, molto studiosa e ubbidente come oggi è difficile trovare”. Così la ricorda, Alessandro, il padre di Serena Saracino, contattato telefonicamente dall’ANSA. “Amava molto Barcellona che però le è costata la vita e ha ucciso anche il suo papà e la sua mamma”. Distrutto dal dolore per aver perduto per sempre la sua adorata figlia continua: “Una morte assurda. Era una ragazza bellissima, era la nostra unica figlia, io e mia moglie vivevamo per lei”. Poi offre uno spunto sul quale riflettere per far sì che  episodi di questo tipo non si ripetano mai più in futuro: “Me l’hanno schiacciata, vedesse come è stata ridotta. Quello che ora chiedo è che queste cose non accadano mai più, gli spostamenti di questi giovani, che sono la nostra speranza e il nostro futuro, devono avvenire in sicurezza, con mezzi in buone condizioni e non alle 4 di mattina e con autisti forse stanchi. Non è colpa di nessuno, ma non è possibile che giovani che vengono in un Paese amico come la Spagna per studiare perdano la vita in questo modo così assurdo”, conclude.

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