Sabato, ore 15. Diritti alla meta. Tutte e tutti a piazza del Popolo. Ora basta aspettare. Vado perché non possiamo fermarci

Sabato, ore 15. Diritti alla meta. Tutte e tutti a piazza del Popolo. Ora basta aspettare. Vado perché non possiamo fermarci

Ora. Chi ama i diritti li vuole tutti, Diritti alla meta. Matrimoni ugualitari. Io vado perché non possiamo aspettare. Ci vediamo in piazza. Un crescendo di slogan segnala gli obiettivi della manifestazione  che vedrà nel pomeriggio, ore 15 di sabato, migliaia e migliaia di persone confluire a Piazza del Popolo, una delle  piazze storiche,punto di riferimento dei movimenti di massa, dei sindacati, delle grandi organizzazioni sociali. Arriverà da ogni parte d’Italia questo popolo arcobaleno che ha trascinato l’Italia  a vincere ipocrisie,discriminazioni, ottenendo l’avvio di un processo per i diritti civili appena iniziato fra mille difficoltà, patteggiamenti fra le forze politiche, incontri notturni.  Tutto sulla pelle di persone che  lottano per affermare la loro dignità, per difendere i bambini, i figli , i diritti della persona che riguardano tutti, a prescindere dagli orientamenti sessuali. Ci saranno in tanti, più di trenta organizzazioni, hanno promosso questa manifestazione. Con loro, senza alcuna distinzione,uomini e donne che, tutti insieme, si riconoscono nella battaglia per i diritti civili. Arriveranno con i treni,è stata attivata una promozione con Italo Treno,servizi di autobus sono previsti da molte città,fra cui Napoli, Firenze-Prato, Perugia, Arezzo-Siena, Boario Terme-Brescia-Cremona, Isernia, Pisa, Udine-Trieste-Palmanova, Trento, Livorno, Salerno, Bologna, Torino-Asti-Alessandria, Foggia, Piacenza-Parma-Reggio Emilia-Modena.

Diamo di seguito una nota  che leggiamo sul sito di Arcigay, l’associazione che da trenta anni lotta per i diritti civili e la pari dignità.

Dopo la grande mobilitazione nazionale del 23 gennaio, tante persone hanno riscoperto il senso di diventare protagonisti attivi del cambiamento di questo Paese e hanno compreso che ciò che otteniamo non lo si deve alla benevolenza di chi ci governa, ma alla tenacia con cui un’intera collettività conduce la sua lotta per affermare i propri diritti, non per elemosinare concessioni.

Come movimento ci sentiamo ora in dovere di indicare un orizzonte più ampio, rivolgendoci al Paese e alla politica, per comunicare da subito la nostra visione di un futuro a cui niente e nessuno potrà farci rinunciare. Allo stesso tempo, ribadiamo la nostra piena consapevolezza e il nostro senso di responsabilità rispetto all’incalzante attualità che ci conduce a scendere in piazza, proprio ora che l’attenzione è più alta, fissando per i prossimi mesi alcuni obiettivi immediati:

  • Fare pressione affinché la legge sulle unioni civili venga approvata rapidamente alla Camera dei Deputati, per assicurare quanto meno il riconoscimento sostanziale di quei diritti a lungo attesi da milioni di coppie e di cui esiste un urgentissimo bisogno; prendiamo atto che questa legge, segnata da molti limiti e dalla discriminazione che sancisce soprattutto nei confronti dei nostri figli e delle nostre figlie, è quanto il Parlamento è oggi in grado di produrre.
  • Vigilare sull’effettiva applicazione della legge stessa, a partire dai decreti attuativi la cui competenza attiene proprio al Ministro degli Interni: troppe leggi abbiamo visto svuotarsi di significato nella loro applicazione, come la 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza.
  • Seguire, infine, da vicino l’iter dell’annunciata legge di riforma delle adozioni perché non si scenda a compromessi al ribasso nell’aggiornamento di una normativa da cui dipendono la dignità e i diritti dei minori.
  • La manifestazione del 5 marzo deve essere tuttavia in primo luogo l’occasione per uno sguardo lungimirante e concreto sugli obiettivi di sempre a cui, occorre rimarcarlo, la legge appena approvata non offre risposte che possano soddisfarci a pieno:

    • Vogliamo la piena uguaglianza di tutte e tutti di fronte alla legge, indipendentemente dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, attraverso il matrimonio egualitario che dovrà iscriversi in una riforma complessiva del diritto di famiglia che preveda anche l’adozione piena e legittimante per i bambini e le bambine che già esistono, e il riconoscimento alla nascita dei figli che verranno.
    • Vogliamo che sia finalmente sancito che omofobia e transfobia non sono opinioni, ma reati che devono essere puniti in modo specifico, e che si prendano provvedimenti efficaci contro le discriminazioni comunque motivate nella vita lavorativa e sociale.
    • Vogliamo che sia riconosciuto il diritto all’autodeterminazione delle proprie scelte di vita a ciascuna e ciascuno, rendendolo effettivo senza discriminazioni di carattere culturale, economico e sociale, a partire dalle persone trans.
    • Vogliamo superare la cultura sessuofobica attraverso interventi che garantiscano l’educazione sessuale pubblica, laica e universale.
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