Pasqua, aumento del prezzo dei prodotti. I consigli di Federconsumatori all’insegna del risparmio e dell’home made

Pasqua, aumento del prezzo dei prodotti. I consigli di Federconsumatori all’insegna del risparmio e dell’home made

La Pasqua si avvicina ma, come ogni anno, tra delizie per il palato dolci e salate, occorre tenere sott’occhio anche il portafoglio. Ci pensa l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, attraverso dei monitoraggi a fornirci i prezzi relativi ai prodotti tipici delle festività pasquali. Risulta dai dati un aumento moderato dei prezzi, mediamente pari allo +0,6%, soprattutto per prodotti come le colombe (il cui prezzo cresce rispetto al 2015 del +1,8%), la carne (+1,1%) e le uova di cioccolato (+0,6%).

Le tendenze commerciali sono perlopiù orientate all’acquisto dei prodotti più elaborati, come le uova di cioccolato destinate ai bambini, mentre per quanto riguarda i prodotti più caserecci e della tradizione prosegue l’abitudine della realizzazione home made e del confezionamento in casa come per le colombe, le pizze pasquali, le pastiere, i dolci campanari e tutte le altre specialità pasquali che vengono ancora preparate con le ricette della consuetudine, ereditate dalle nonne, con un risparmio totale di circa il 75%. Su internet spopolano le ricette più svariate, per dare sfogo alla propria creatività risparmiando.

Anche alla luce di queste abitudini, parallele al mercato degli acquisti, se da una parte i prezzi aumentano, dall’altra avviene una contrazione dei consumi relativi ai prodotti pasquali di circa il -2% rispetto al 2015.

Criteri e consigli per l’acquisto dei prodotti

Per l’acquisto delle uova di cioccolato, l’importante è tener presente alcuni criteri fondamentali come: la data di scadenza; i valori nutrizionali e gli ingredienti (disposti in ordine di quantità: l’ingrediente con percentuale più elevata si troverà al primo posto della lista); infine, una volta scartato l’uovo, non abbassate la guardia: controllate che le sorprese riportino sempre il marchio CE, che garantisce la sicurezza dei materiali utilizzati e verificate che l’età consigliata per il gioco sia adeguata a quella dei bambini a cui è destinato.

Se si acquista della carne ci si deve sempre rivolgere ai rivenditori di fiducia, facendo attenzione alla provenienza. Nel caso in cui si acquisti della carne già confezionata presso la grande distribuzione è importante fare attenzione all’integrità della confezione, alla data (sia di confezionamento che di scadenza), all’aspetto ed al colore del prodotto.

I consigli sul risparmio di Federconsumatori e Adusbef

Fissare un budget di spesa: nel compilare la lista dei prodotti da acquistare per il menu di Pasqua, predisponete un budget per la spesa, in modo da tenere sotto controllo le proprie finanze in ogni momento.

Qualità, non quantità e apparenza: non bisogna lasciarsi prendere dall’entusiasmo, carte colorate e confezioni accattivanti sono studiate appositamente per attirare l’attenzione, ma non sempre sono all’altezza del prezzo e del contenuto. Scegliere come prima cosa, laddove possibile, la qualità e la genuinità del cibo a prezzi accessibili.

Offerte: approfittate delle offerte applicate nei diversi punti vendita. In questo modo si può risparmiare oltre il 20%.

Promozioni incentivanti alla spesa: molti punti vendita incentivano gli acquisti regalando, ogni tot di Euro spesi, una colomba. Programmate quindi la spesa in modo intelligente, così da poter usufruire di tali promozioni.

Acquisti moderati: non esagerate con gli acquisti. Sistematicamente, dopo ogni festività, molti prodotti finiscono nella spazzatura quasi integri.

Tradizione: Colomba, pizza pasquale, dolci e biscotti tipici della tradizione possono tranquillamente essere cucinati e confezionati in casa, risparmiando così anche oltre il 75%.

Prodotti a “km 0”: prediligete i prodotti a “km 0”. Si tratta di prodotti (frutta, verdura, carne, uova, ecc.) del territorio, che non hanno viaggiato per giorni sui camion o nei frigoriferi. Tali prodotti, infatti, non solo sono più freschi e hanno prezzi molto vantaggiosi (costano circa il 30% in meno), ma contribuiscono positivamente anche alla riduzione delle emissioni inquinanti liberate nell’ambiente dai mezzi pesanti addetti al trasporto di tali prodotti per migliaia di chilometri.

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