Napoli in festa: la pizza candidata italiana all’Unesco come patrimonio dell’umanità

Napoli in festa: la pizza candidata italiana all’Unesco come patrimonio dell’umanità

Festa sul lungomare di Napoli: la città ha accolto con esultanza la decisione della Commissione nazionale italiana per l’Unesco di indicare l’arte dei pizzaioli partenopei come unica candidata italiana per entrare di diritto nella lista del Patrimonio mondiale dell’Umanità. Sul lungomare, alcuni pizzaioli napoletani, capitanati da Gino Sorbillo e Massimiliano Rosati, hanno preparato sei pizze, una per ogni lettera che compone la parola “Unesco”. Una vittoria per i pizzaioli, da sempre sicuri che il loro non è un mestiere, ma un’arte, tramandata di generazione in generazione e aperta, da sempre, a chiunque, con un po’ di passione, abbia voluto imparare a preparare una delle pietanza più buone della tradizione. “È un’arte nata e cresciuta a Napoli”, dice Paolo Pagnani, proprietario della Pizzeria Brandi, quella stessa dove è nata la prima pizza, la Margherita, dedicata alla regina Margherita di Savoia. Chissà se quel pizzaiolo avrebbe mai immaginato che un giorno la sua arte e la pizza avrebbero ricevuto la nomination per diventare patrimonio dell’umanità.

“Conserviamo il documento che lo attesta – spiega orgoglioso – e a prepararla fu Raffaele Esposito, il marito di Giovanna Brandi proprietaria della pizzeria”. Quel primo pizzaiolo “era un figlio del popolo che volle celebrare la regina con un piatto per tutti: la pizza”. “Quello di oggi, il riconoscimento della candidatura dell’arte dei pizzaioli come bene dell’umanità – sottolinea – è solo un primo passo. Ora dobbiamo raggiungere il traguardo”. Il riconoscimento dell’arte dei pizzaiolo napoletani sgombera il campo anche da un altro rischio. Più volte gli americani hanno provato a sostenere che la nascita della pizza sia avvenuta Oltreoceano. Ma oggi, la decisione della Commissione di valutazione dell’Unesco ha segnato un punto a favore di chi, invece, ne ha sempre rivendicato – e a ragione – le radici a Napoli. “Sì certo, la pizza può esser buona anche altrove – aggiunge Pagnani – ma solo se venite qui, a Napoli, potete assaggiare quella buona davvero”. “Se al Governo ci fosse ancora stata la Lega Nord questo riconoscimento non sarebbe arrivato – commenta Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale del Verdi – Ho già parlato con De Luca per chiedere il massimo impegno della Regione Campania nel sostenere questa candidatura”.

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