Messaggero e Repubblica dovrebbero chiedere scusa a Fassina. Fantasiose bugie smentite dai fatti

Messaggero e Repubblica dovrebbero chiedere scusa a Fassina. Fantasiose bugie smentite dai fatti

Dovrebbero chiedere scusa a Stefano Fassina gli scriba di Repubblica e del Messaggero che ogni giorno si sono cimentati in fantasiose cronache sulla candidatura dell’ex Pd a sindaco di Roma. Candidatura non piovuta dal cielo ma costruita insieme a Sel, Rifondazione, Lista Tsipras e l’associazione Futuro a sinistra, cui fa riferimento Fassina da quando, insieme ad altri parlamentari, ha lasciato il partito democratico. Hanno superato perfino i “retroscena”, un modo di fare giornalismo mettendo fra virgolette parole senza dire chi le ha pronunciate. No, loro, le scriba sono andate direttamente a bersaglio. Una è partita lancia in resta ed ha invitato, si fa per dire, Fassina, ad andarsene. Ora – aveva scritto – c’è Bray, definito dalla scriba  adorante “un mondo nuovo” e tu “te ne devi andare”. Ovviamente aveva sottolineato anche che Sel non sosteneva la candidatura dell’ex viceministro. Da quale fonte aveva avuto la notizia? Non si sa. O forse si sa, stante il fatto che l’ex capogruppo di Sel in Campidoglio, Peciola, faceva sapere che era intenzionato a candidarsi.

Lo/a scriba del Messaggero, con indomita penna, scusate computer, faceva sapere che tutto Sel era contro la candidatura dell’ex viceministro dell’Economia e della Finanza, quasi un intruso a Roma come  cercano di far credere talune cronache locali, dimenticando che Fassina risultò il primo nella lista delle primarie Pd nella capitale per le elezioni politiche del 2013.  Racconta, con l’aria di dire io so tutto, del ritorno di Marino a Roma e dà la notizia che “l’ex sindaco è disposto a correre ma senza consultazione a sinistra”. Il chirurgo non sarebbe interessato alla competizione, dalla sua parte ha tutta Sel che dopo l’ipotesi Bray ha ripiegato su quella di “Ignazio” . Dove ha appreso la notizia che “tutta  Sel è dalla parte di Ignazio”? Dove ha appreso la notizia? Non si sa. Non è vera. È una bugia. Qual è il gioco. Non lo sappiamo e non lo vogliamo sapere. Diciamo solo che è sporco e potrebbe colpire chiunque.

Lettera  a Marino da tanti esponenti di Sel, a partire dai territori. Cento:  percorso avviato con Fassina

Non c’è bisogno di commenti. Parla la lettera aperta inviata a Marino, primo firmatario il senatore Massimo Cervellini, da  molti esponenti di Sel, a partire da quelli che operano nei territori, coordinatori di Circolo e di Municipio, parlamentari, amministratori di Sel. La parola più usata è “discontinuità”, una rottura con il passato che riguarda anche le Giunte Veltroni  e Rutelli, quella guidata dallo stesso Marino, ovviamente, per ragioni diverse e senza confusione alcuna, quella di Alemanno. Parlano di proporre alla guida della città “uomini o donne non coinvolti in precedenti esperienze di governo o chiamati in causa in vicende giudiziarie. Non ti proponiamo di fare un passo indietro. Ti proponiamo di sostenere e accompagnare in altre forme questo impegno comune, ti chiediamo di aiutarci a promuovere una nuova squadra e una nuova stagione raccogliendo quella domanda di cambiamento presente nella società romana e che deve venire prima di aspettative personali o di torti subiti”. Paolo Cento, segretario romano di Sel, fa presente che Sel “è al lavoro in queste ore per costruire una proposta ampia, convincente per la città di Roma”. “Con il nostro candidato Fassina – prosegue il segretario di Sel –  abbiamo avviato un percorso programmatico e di aggregazione fondamentale per la costruzione di questa proposta”. “Sel considera la disponibilità di Marino un fatto importante – prosegue – e siamo convinti che questo percorso vada portato avanti a partire da un programma condiviso e da procedure democratiche e inclusive sulla eventuale scelta di candidature”.

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