La “primavera della democrazia”. Venerdì parte la campagna referendaria per bocciare la “deforma” costituzionale e bloccare l’Italicum. Già raccolte 125 mila firme

La “primavera della democrazia”. Venerdì  parte la campagna referendaria per bocciare la “deforma” costituzionale  e bloccare l’Italicum.  Già raccolte 125 mila firme

In quattro giorni giorni l’appello promosso da intellettuali e artisti per bocciare la controriforma costituzionale e per bloccare l’Italicum ha raggiunto quasi  125 mila  firme e la raccolta procede su change.org in modo  spedito. Un segnale molto positivo che mostra l’interesse di tanti cittadini per le iniziative promosse dal Comitato per il no nel referendum costituzionale e dal Comitato per i due referendum abrogativi contro l’Italicum, malgrado le scarse notizie fornite dai media, a partire dal servizio pubblico radiotelevisivo. La campagna entra ora nella fase più difficile. C’è bisogno, intanto, di dare spiegazioni chiare e semplici sul contenuto dei  referendum, da subito, perché la raccolta delle firme da apporre in calce ai quesiti proceda speditamente. I due Comitati hanno sintetizzato così: “Un no e un sì per riportare il paese a una democrazia moderna e partecipata” che significa, appunto, bloccare l’Italicum e bocciare la riforma costituzionale, meglio nota come la “deforma”, un vero e proprio sfregio alla Costituzione.

Incontro pubblico promosso dai Comitati nell’Auletta dei Gruppi parlamentari

La “primavera della democrazia”, non a caso è stata così definita, un felice slogan, questa prima fase della battaglia referendaria, prende avvio ufficialmente con una iniziativa pubblica promossa dai due Comitati che si svolgerà venerdì 18 marzo a  partire dalle ore 14,30 presso l’Auletta dei Gruppi parlamentari, alla Camera dei Deputati via di Campo Marzio 78. E alla “primavera per la democrazia”,  si richiama  Massimo Villone: “Le cattive leggi – afferma il  presidente del Comitato referendario per  l’abrogazione  di alcune norme dell’Italicum –  cui oggi si indirizzano i quesiti referendari vengono da una cattiva politica e da cattive istituzioni. La politica e le istituzioni che si prefigurano per domani sarebbero peggiori. E sarebbero fatalmente peggiori anche le leggi”. Ad aprile parte la raccolta delle firme per i referendum istituzionali, una lunga stagione di iniziative che vedrà la sua tappa fondamentale in ottobre con il voto sulla “deforma” Renzi-Boschi.

Villone.  Ai  cittadini  chiediamo di tornare a partecipare e dire la proprio su leggi volute dal governo

Una vera e propria “Primavera per la democrazia”,  appunto, nella quale ai cittadini “sarà chiesto di tornare a partecipare e dire la propria su leggi fortemente volute dalla maggioranza di governo: oltre quelli istituzionali, i referendum cosiddetti sociali (scuola, acqua, trivellazioni, ambiente)”. Nel momento in cui “le scelte di governo, le prassi e le innovazioni legislative degli ultimi anni hanno reso la politica e le istituzioni sorde e indisponibili all’ascolto” e “la domanda sociale non giunge a Palazzo Chigi”, il referendum abrogativo rimane, dice Villone, “l’unico strumento di correzione e di ripristino di una partecipazione democratica effettiva”. Ma tutto parte dal referendum sulla riforma costituzionale perché “bisogna avere l’ambizione di riportare il paese a una democrazia moderna e partecipata. Per questo, e per risultati non effimeri o di mera testimonianza, non basta lottare contro singole leggi”. Questo il programma dell’incontro pubblico :

14,30 – Presentazione: Domenico Gallo; 14.40 – Introduzioni: Alessandro Pace (Presidente comitato per il No), Massimo Villone  (Presidente Comitato anti-Italicum); 15,10 – Intervento di Carlo Smuraglia, presidente dell’Anpi nazionale; 15,20 dibattito – interverranno tra gli altri alcuni firmatari dell’appello per la raccolta delle firme, altre personalità e rappresentanti dei comitati: Alberto Asor Rosa,  Ginevra Bompiani,  Francesca Chiavacci,  Maurizio Landini,  Moni Ovadia,  Roberta Radich, Raniero La Valle, Alex Zanotelli

18.20 – Chiusura dei lavori: Alfiero Grandi

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