Francia. 1.200.000 lavoratori e studenti manifestano in tutte le città contro la riforma illiberale del lavoro

Francia. 1.200.000 lavoratori e studenti manifestano in tutte le città contro la riforma illiberale del lavoro

Decine, centinaia di migliaia di lavoratori e studenti, forse più di 1milione200mila secondo gli organizzatori, hanno riempito piazze e strade di tante città della Francia, per chiedere con forza il ritiro del disegno di legge di riforma del lavoro, targato Valls-El Khomri, premier e ministra socialisti, scelti direttamente dal presidente Hollande. È la terza grande mobilitazione di massa che organizzazioni sindacali e studentesche hanno lanciato nel mese di marzo. E quella del 31 marzo è stata davvero enorme, per qualità e quantità della partecipazione, nonostante la pioggia battente che ha tormentato i cortei in ogni città. Accanto alle mobilitazioni, i sindacati hanno anche indetto una giornata di sciopero dei trasporti pubblici, dei lavoratori del comparto elettrico, della funzione pubblica, della stampa. Ma ciò che ha davvero colpito i francesi è il numero, davvero notevole, dei licei e delle università rimasti chiusi per effetto delle manifestazioni degli studenti. E in virtù di questa straordinaria giornata di lotta e di mobilitazioni, la CGT, la Confederazione Generale del Lavoro, attraverso il suo segretario nazionale Philippe Martinez, ha già convocato due nuove manifestazioni, il 5 e il 9 aprile, se il governo non dovesse ritirare un progetto di legge sul lavoro, scritto sotto dettatura delle organizzazioni imprenditoriali.

Non sono mancati gli scontri tra manifestanti e la polizia, schierata in assetto antisommossa. A Parigi, Rouen, Rennes e Marsiglia una trentina di manifestanti sono stati trattenuti in stato di fermo di polizia, mentre sembra che tre poliziotti sono stati feriti a Marsiglia. A Nantes e a Rennes, qualche decina di studenti hanno lanciato pietre e bottiglie di vetro contro i poliziotti schierati, i quali hanno risposto con gas lacrimogeni e cannoni ad acqua. La testimonianza è dei giornalisti dell’AFP, l’agenzia France Press. A Tolosa, sempre secondo notizie fornite da Afp, le forze dell’ordine hanno fatto larghissimo uso di lacrimogeni per disperdere i giovani studenti.

Il portavoce del governo Valls, Stphane Le Foll, ha richiamato tutti “alla calma”, sostenendo che “non occorre dare l’occasione a certi di approfittare per compiere atti di violenza”. Intanto, il ministero francese dell’educazione ha comunicato che giovedì mattina erano circa 200 i licei chiusi per la mobilitazione, dei quali 50 nella sola Parigi. Per le organizzazioni studentesche il bilancio dei licei mobilitati supera abbondantemente il numero dei 300.

A Parigi, infine, dopo la manifestazione, e sotto la pioggia, un nuovo appuntamento è stato lanciato per la serata, perché, dicono i giovani studenti, “non abbiamo alcuna intenzione di mollare e tornarcene a casa”. A Place de la Republique, dunque, è stata organizzata una “Nuit debout”, destinata a protrarsi fino a venerdì mattina. Sono previsti interventi di economisti antiliberisti, intellettuali e filosofi, professori universitari e di liceo, studenti, e poi concerti, e infine la proiezione del documentario Merci patron di Francois Ruffin, sul mondo delle imprese francesi. La parola d’ordine di questi studenti è “convergenza delle lotte, assemblee cittadine”. I giovani e i lavoratori francesi non mollano, continueranno le loro mobilitazioni contro una pessima legge con la quale una maggioranza socialista riforma “da destra” il mercato del lavoro, a tutto vantaggio delle imprese e del profitto degli imprenditori, ed eliminando i diritti del lavoro e nei luoghi di lavoro.

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