Fiom, Fim, Uilm: dopo otto anni torna l’unità. Sciopero generale per il rinnovo del contratto nazionale. Manifestazioni in tutta Italia

Fiom, Fim, Uilm: dopo otto anni torna l’unità. Sciopero generale per il rinnovo del contratto nazionale. Manifestazioni in tutta Italia

La notizia non è la rottura delle trattative per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Era nell’aria, dopo una serie di incontri per affrontare i singoli problemi nel corso dei quali Federmeccanica e Assistal, le controparti, si erano dimostrate impermeabili a recepire le richieste, almeno una, dei sindacati. L’obiettivo, neppure nascosto, è quello di manomettere il contratto nazionale fino a renderlo inutile. Insomma, linea Marchionne, tutto in azienda .possibilmente facendo fuori da ogni trattativa la Fiom, discriminata in Fca, la nuova sigla di  Fiat-Chrysler. Discriminata ma vincente nelle elezioni all’interno delle fabbriche.  Già aveva fatto notizia che  Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil alla fine avessero concordato la piattaforma per il rinnovo del contratto e, insieme, si sedevano al tavolo di trattativa.

Quattro ore di sciopero il 20 Aprile. Subito attivi e assemblee delle tute blu

Ora la notizia è che dopo otto  anni da “separati in casa” le tre organizzazioni sindacali hanno proclamato insieme lo sciopero generale della categoria per mercoledì  20 aprile perché la trattativa così non può andare avanti. Uno sciopero che segna una tappa importante per tutto il movimento sindacale, per i rapporti fra le tre Confederazioni impegnate nella costruzione di un percorso unitario. “Si torna là dove siamo partiti -sottolinea Landini – molti anni fa, la difesa del contratto nazionale.” Le proposte di Federmeccanica, se accettate, vedrebbero interessati dal contratto nazionale circa il 45% di 1 milione e 600 mila tute blu. Subito i sindacati  hanno convocato attivi regionali  unitari delle delegate e dei delegati, poi assemblee unitarie fino ad arrivare allo sciopero generale con manifestazioni in tutta Italia con modalità che saranno definite dalle tre organizzazioni.

Federmeccanica punta a smantellare la contrattazione nazionale

La motivazione dello sciopero è molto semplice. Federmeccanica propone il “rinnovamento” del contratto: nessun aumento in busta paga, se non dal 2017  per quei lavoratori al di sotto di un salario minimo di garanzia per concentrare gli incrementi esclusivamente sulla contrattazione aziendale. È questa l’ultima parola, un no secco, insieme ad altri no registrati nel corso di cinque mesi di trattative. Tavoli in ristretta come si usa fare quando le trattative sono nella fase stringente, conclusiva.  C’è voluto una specie di ultimatum per “stanare” le associazioni degli imprenditori che hanno tutto l’interesse a prendere tempo nell’attesa che sia il governo a decidere, magari per decreto, sulla contrattazione eliminando, di fatto quella nazionale, come più volte ha annunciato Renzi Matteo.

Federmeccanica puntava a rompere  sperando che l’unità  non avrebbe retto

Per questo i sindacati hanno premuto per  un incontro che doveva servire a rompere lo stallo della trattativa. O perlomeno a rendere evidente il tentativo degli imprenditori di andare avanti all’infinito. Alla fine l’incontro c’è stato, i leader di Fiom, Fim, Uilm, Landini, Bentivogli, Palombella, con i vertici di Federmeccanica e Assistal,  Fabio Storchi e Angelo Carlini. Un incontro incerto fino all’ultimo perché gli industriali cercavano  di prendere tempo. Volevano la rottura, con la  speranza che l’unità sindacale non avrebbe retto.  Speranza andata delusa perché al termine del confronto, i sindacati, “all’unisono”, riferiscono le agenzie di stampa, sottolineavano che non vi era stato “ nessun passo avanti”. Sul salario, Federmeccanica non si muoveva di un centimetro affermando però che c’era disponibilità a proseguire il negoziato e la volontà “a non volersi alzare dal tavolo fino ad una conclusione positiva della vertenza”. “La nostra – diceva Storchi – resta una proposta di rinnovamento perché il sistema attuale non è più sostenibile né per le imprese né per i lavoratori”.

Ci auguriamo che con lo sciopero gli imprenditori cambino idea

Singolare questo presidente che parla non solo a nome dei padroni ma anche dei lavoratori, quasi gli fosse stata affidata una delega e punta a sostituire il pacchetto welfare, sanità e previdenza a carico del datore di lavoro al contratto nazionale che, dicono i sindacati, “deve restare una autorità salariale”. Deludente l’incontro, sciopero generale, anche se non rompono le trattative. “Ci auguriamo che con lo sciopero, Federmeccanica cambi idea altrimenti – affermano Fiom, Fim, Uilm – discuteremo il da farsi”. Una data di ripresa del negoziato non è stata comunque calendarizzata. Il 30 marzo è previsto un incontro tecnico della Commissione che discute di inquadramento.

Le dichiarazioni dei segretari generali di Fiom, Fim, Uilm

Diamo di seguito le dichiarazioni dei segretari generale di Fiom, Fim, Uilm raccolte dalla agenzia Dire nel corso della conferenza stampa tenuta dai sindacati.

Maurizio Landini (Fiom Cgil)

Il messaggio che noi mandiamo è che la posizione di Federmeccanica non va bene, così com’è il contratto non si fa e se davvero vogliono e pensano sia utile fare il contratto nazionale devono cambiare idea. Si è confermata una distanza, noi vogliamo farlo il contratto, lo vogliamo riconquistare, Federmeccanica ha confermato oggi che la sua proposta di contratto e di salario è quella che ha già avanzato e cioè che il contratto nazionale non è più il soggetto che aumenta il salario di tutti i metalmeccanici”, spiega.

Per noi questo non è accettabile e per questo abbiamo deciso di proclamare unitariamente il 20 aprile 4 ore di sciopero con manifestazioni in tutti i territori e di avviare una campagna di attivi e assemblee in tutti i luoghi di lavoro. La trattativa non la vogliamo interrompere, il 30 c’è un incontro e noi abbiamo dato la nostra disponibilità a proseguire. Il problema è che Federmeccanica deve cambiare la sua posizione, questo è il punto. Insomma, trasferire all’azienda il luogo dove prevedere l’aumento a noi non va bene, i livelli devono rimanere due, il contratto nazionale che si integra con la contrattazione aziendale. Su questo chiediamo ai lavoratori di sostenerci e partecipare allo sciopero e alle assemblee.

Marco Bentivogli (Fim Cisl)

C’è grande delusione dopo “sei mesi di totale rigidità sull’impostazione salariale. Purtroppo non si sono registrate aperture di alcun tipo, ci è sembrato che Federmeccanica cercasse a tutti costi uno sciopero, ora ci aspettiamo una fase nuova del negoziato. Dopo tanti anni ci sarà uno sciopero unitario per 4 ore e sarà sul contratto e non per rimettere insieme genericamente i lavoratori sulla lotta. E’ importante che Federmeccanica apra veramente una fase nuova in termini di rapporti e in termini di negoziato affinché si costruisca una soluzione che porti quote di aumenti salariali a tutti i lavoratori metalmeccanici e non solo al 5% perché un contratto così non lo firmeremo mai. Il rischio che si corre? È innumerevole, sarebbe un contratto che da un milione e seicentomila lavoratori, il più grande contratto del privato, riguarderebbe solo il 4-5% dei lavoratori. Farebbe sganciare il 95% delle aziende e scaricherebbe tensioni ovunque, si aprirebbe una fase di balcanizzazione delle relazioni industriali. Di fronte al rischio di declino delle relazioni industriali è proprio il caso di fare ben altro per tenere insieme la categoria con un contratto nuovo e innovativo e su questo noi siamo ben pronti.

Rocco Palombella (Uilm-Uil)

Con Federmeccanica abbiamo fatto dei passi avanti sul welfare aziendale, sulla previdenza sanitaria e su formazione e partecipazione. C’è stato “un confronto serio che ha prodotto dei testi ma questo non basta per il rinnovo dei contratti”.

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