Etruria: Adusbef e Federconsumatori delusi dal governo, proseguono la lotta. A Rignano, i truffati consegnano lettera a Renzi

Etruria: Adusbef e Federconsumatori delusi dal governo, proseguono la lotta. A Rignano, i truffati consegnano lettera a Renzi

Ancora colpevoli ritardi sui risarcimenti ai risparmiatori coinvolti nel caso delle quattro banche salvate (Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti, CariFerrara): Federconsumatori ed Adusbef intensificheranno le iniziative per sanare quetsa ingiustizia. Lo sostengono i presidenti delle due associazioni di consumatori, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. “Sembrava nel Consiglio dei ministri di venerdì vi potesse essere un rinsavimento, un sussulto di responsabilità da parte del Governo in merito ai risarcimenti dei risparmiatori truffati delle quattro Banche – dichiarano Trefiletti e Lannutti – frutto delle innumerevoli proteste, sit-in, presidi, manifestazioni e incontri avvenuti negli ultimi mesi, all’indomani dell’inaccettabile operazione realizzata il 22 novembre, con cui sono stati cancellati, con un colpo di spugna, i risparmi di pensionati, anziani, disoccupati e di intere famiglie”.

“Sarebbe stato un segnale di apertura senz’altro importante anche perché, come le indagini stanno confermando, le regole di trasparenza e di corretta informazione nei confronti dei risparmiatori – proseguono i presidenti di Federconsumatori ed Adusbef – sono state del tutto scavalcate in nome delle volontà speculative e dei ricatti posti in essere dalle Banche coinvolte. Purtroppo ancora una volta registriamo colpevoli ritardi e così facendo non solo non si dà ristoro ai risparmiatori colpiti, ma si continua a dare un segnale negativo al Paese in generale su una questione importante quale quella del risparmio e si continua a perpetrare il depauperamento economico dei territori ove sono collocate le quattro Banche. Questo vuol dire che intensificheremo le azioni di protesta che proseguiranno fino a quando anche l’ultimo risparmiatore non avrà ricevuto il proprio rimborso. Fino a quando, insomma, non avremo la certezza che tutti i risparmiatori truffati siano stati adeguatamente risarciti, non con cifre simboliche o ‘interventi umanitari’ come quelli inizialmente previsti”, concludono Trefiletti e Lannutti.

“Non ci avete dato la speranza”: comincia così la lettera indirizzata al premier Matteo Renzi dal ‘Comitato Vittime Salvabanche’, al termine della protesta oggi in piazza Mosca a Pontassieve. Il comitato ha chiesto ad un funzionario di polizia presente di poter far recapitare la lettera alla residenza del presidente del Consiglio da un bambino di 10 anni, figlio di una signora aretina che ha perso tutti i suoi risparmi in Banca Etruria. Il Comitato chiedeva che il bambino fosse accompagnato da funzionari di polizia. Il permesso è stato negato per motivi di sicurezza – la casa di Renzi era massicciamente presidiata – ma il funzionario ha preso in carico la missiva spiegando che sarà consegnata a Palazzo Chigi secondo la normale procedura.

“Non ci avete dato la speranza, parola a lei tanto cara – si legge nella lettera del Comitato rivolta a Renzi e al governo – Ci avete reso difficoltosa anche la difesa! Avete alimentato in noi la rabbia prima per aver sottovalutato o, peggio ancora, sottaciuto volontariamente il problema, poi per averci fatto passare come speculatori o investitori sprovveduti. Vogliamo farla partecipe del nostro stato d’animo – scrivono le vittime del decreto salvabanche nella missiva a Renzi -: in questo momento proviamo un senso di abbandono totale da parte delle Istituzioni. È vero che la truffa è stata perpetrata da banchieri senza scrupoli e sui quali nessuno ha vigilato, nei confronti di persone ignoranti in materia finanziaria… e di ciò non si puòcolpevolizzare lo Stato!”.

“È altrettanto vero – aggiungono – che lo Stato poteva e doveva intervenire prima e meglio. Ora che sono emerse tante cose sporche, per merito nostro e di tutti i media che ci hanno aiutati, perché lo Stato, il Governo e Lei in prima persona non ci avete fatto sentire la vostra vicinanza?”. “Il Governo e il Parlamento ci devono far sentire il loro sostegno – conclude la missiva – ci devono dare diritto alla difesa, per ora non certo. Deve fare in modo che tutti i risparmiatori siano risarciti, perché non può ‘avallare’ una truffa finanziaria compiuta ai danni di persone semplici. Il Governo ha l’obbligo di rappresentare uno Stato dove la giustizia e l’onestà siano valori indiscutibili”.

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