È Renzi che racconta bufale. Bce ci richiama: i conti non tornano, l’economia va male. Giù consumi e fatturato industria. A picco le vacanze pasquali

È Renzi che racconta bufale. Bce ci richiama: i conti non tornano, l’economia va male. Giù consumi e fatturato industria. A picco le vacanze pasquali

Attendiamo con ansia la prossima e-news di Renzi Matteo nella edizione settimanale che si va ad aggiungere a quella giornaliera redatta dagli scriba di Palazzo Chigi. Una edizione in cui il premier avrebbe  messo a nudo le “bufale” raccontate dai “gufi” sul suo governo e alle tante cose buone che mette in campo. A partire dalla ripresa economica che ormai è un dato certo e ci colloca – dice lui – fra i migliori in Europa. Se il mondo della nostra informazione non fosse ormai drogato ne verrebbero fuori delle e-news giornaliere che ci raccontano la verità, molto scomoda. Ma, ci chiediamo, se i poteri forti, che esistono ed hanno nomi e cognomi sono tutti o quasi, schierati dalla parte del governo, di quale libertà di stampa stiamo parlando? Se l’operazione Repubblica-Stampa, De Benedetti-Marchionne, non trova ostacoli e solo ora pare che l’antitrust si prenda la briga, con tutto comodo, di andare a indagare se la nuova concentrazione supera il tetto, e se il governo sta a guardare malgrado sia noto che il tetto viene superato abbondantemente, tutto ciò avrà un qualche significato: non disturbate il manovratore. Manovratore che sta manomettendo l’informazione.

I giornaloni, Rai in testa, fanno a gara a nascondere i numeri della ripresa che non c’è

Perché questa lunga premessa? Ormai i giornaloni, non parliamo della Rai sempre molto distratta quando si tratta di illustrare lo stato della nostra economia, fanno a gara a nascondere i numeri. Bastava un qualche zero più, anche piccolo piccolo, per titoloni sulla crescita. Ora che anche lo zero più è scomparso e si torna, quando va bene, allo zero meno si fa di tutto per nascondere i numeri. Non si può più neppure contare sull’Istat che fa di tutto per non far capire agli italiani quale sia la nostra situazione.

La Banca centrale europea prevede uno “scollamento dai requisiti preventivati”

Da Bruxelles e da Francoforte arrivano dati incontrovertibili, difficili da nascondere. Il bollettino della Banca centrale europea parla chiaro e prevede per l’economia italiana il “rischio di un significativo scollamento dai requisiti  preventivati”. Anche qualora venisse concessa ad aprile maggiore flessibilità, come disperatamente chiede Renzi alla Commisione Ue, “la situazione  non cambierebbe, le regole sul debito non sarebbero rispettate nel 2015 e nel 2016”. “Servono ulteriori sforzi per il risanamento dei conti, la ripresa – dicono a Francoforte – si muove a ritmi inferiori a quelli attesi a inizio anno. La domanda interna deve essere sorretta da politiche monetarie”. Il governo  Renzi la sostiene facendo favori alle banche, a partire da quelle a lui più vicine.

I  numeri dicono la verità, smentiscono sondaggi di istituti compiacenti che ci raccontano quanto sia cresciuta la fiducia degli italiani, fiducia in chi e in cosa non si sa bene. Ma fiducia che  farebbe crescere i consumi. Dice Renzi Matteo: abbiamo messo più soldi nelle tasche degli italiani, proprio così afferma nelle sue e-news, e loro, gli italiani, consumano. Bugie. Su base annua l’indice grezzo del commercio al dettaglio diminuisce dello 0,8. Nota Federconsumatori che “nella media del trimestre novembre 2015-gennaio 2016, il valore delle vendite registra una variazione negativa dello 0,1% rispetto al trimestre precedente”.

Federconsumatori e Adusbef. Ancora una volta un grido di allarme, rilanciare l’occupazione

Altro che ripresa, ad essere benevoli si può parlare di una fase di stallo, ma come noto chi si ferma è perduto. Anche perché la contrazione della domanda interna avvenuta dal 2012 al 2015 ha fatto registrare una diminuzione dei consumi del 10% con una riduzione complessiva della spesa delle famiglie di 75,5 miliardi di Euro. Una situazione drammatica dovuta dalla mancanza di lavoro. Trefiletti e Lannutti, presidenti Federconsumatori e Adusbef ancora una volta lanciano un grido di allarme: “Bisogna intervenire per rilanciare la domanda occupazionale, elemento fondamentale per la ripresa dell’economia”.

Coldiretti: per Pasqua 20% in meno  le persone che si mettono in movimento

C’è un misuratore del “benessere”, si chiamano festività e vacanze. L’associazione dei consumatori fa gli scongiuri e parla di un aumento degli italiani che si recano in vacanza, magari per un solo giorno. Poi quando si tirano le somme si scopre che i numeri veri sono ben diversi. Coldiretti dà altri numeri che tengono conto anche del fatto che quanto accaduto a Bruxelles “sconsiglia” grandi movimenti e parla di un 20% in meno di persone che si mettono in movimento, un solo giorno in agriturismo.

Passiamo all’industria. Istat annuncia trionfante che il fatturato a gennaio è aumentato dell’1% ma rispetto al dato annuo è calato del 3,3%. La regola del numero ingannevole ormai non regge più. Come si dice, la verità è nuda. Difficile rivestirla anche per uno come Renzi Matteo. Che di bufale se ne intende.

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