Dario Fo, i suoi 90 anni e il Musalab a Verona in memoria della moglie Franca Rame

Dario Fo, i suoi 90 anni e il Musalab a Verona in memoria della moglie Franca Rame

Dario Fo, drammaturgo, regista, attore, scrittore e Nobel per la Letteratura, classe 1926, ha raggiunto il 24 marzo la bellezza di 90 primavere.

Per celebrare questo importante traguardo, Fo ha concretizzato il sogno di sempre: creare un Museo-archivio nel quale raccogliere il lavoro di una vita. “Dario Fo-Franca Rame”: è questo il nome del Musalab, inaugurato il 23 marzo, che ha luogo nella nuova sede dell’Archivio di Stato di Verona, col quale Dario Fo ha voluto anche rendere omaggio alla memoria di Franca Rame, scomparsa nel 2013. Fo ha messo in atto ciò che già dal 1995 era stato progettato, ideato e realizzato in parte dalla stessa Franca Rame. Uno spazio destinato a valorizzare l’archivio del premio Nobel per la letteratura e della Rame fatto di copioni, manoscritti, disegni, libri, articoli, stesure progressive dei lavori svolti, bozzetti, dipinti, manifesti, costumi, pupazzi, marionette, scenografie e tanto altro.

Dario Fo, nel ribadire l’importanza di iniziative come questa, che promuovono la cultura e aprono porte di conoscenza soprattutto ai giovani, ha affermato: “È importante che non diventi un transito, una cosa tanto per gradire, ma che rimanga a lungo e soprattutto per fare questo bisogna variare. Bisogna inventare ogni mese cose sempre diverse affinché il pubblico partecipi come fosse una festa ogni volta che viene qui. Non soltanto c’è la possibilità di sfogliare, ma soprattutto trovare degli spazi in modo che possano lavorare vicino a noi. È un centro internazionale di studi su arte e spettacolo per promuovere nuove idee, per immaginare e, scambiare e sperimentare progetti” ha concluso Dario Fo.

L’archivio ha ottenuto il riconoscimento da parte del Mibac come patrimonio culturale della storia italiana ed è stato inoltre dichiarato d’interesse storico: “Verona è onorata di ospitare lo spazio espositivo di un artista come Dario Fo, una figura eclettica e geniale, unica nel panorama culturale italiano”, ha detto il sindaco di Verona, Flavio Tosi all’inaugurazione del museo-archivio. “La collocazione dell’archivio negli spazi degli ex Magazzini Generali, restituiti alla città grazie all’intervento di Fondazione Cariverona – ha spiegato Tosi – è in assoluto la più adatta, visto che si trova all’interno di quello che si appresta a diventare Polo Culturale cittadino. Ringrazio il premio Nobel Dario Fo – ha concluso Tosi-, per aver voluto festeggiare questa giornata insieme a noi, e il ministro Franceschini, per aver permesso la realizzazione di questo progetto in tempi molto rapidi”.

Il ministro Franceschini afferma: “C’è stata la possibilità di poter disporre di questi spazi importanti dell’Archivio di Stato e volevamo fare in fretta. Verona è legata al maestro Dario Fo e quindi abbiamo scelto questa città”.

Nella giornata del suo compleanno è stata organizzata una festa in suo onore al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano a suon di musica, con l’esibizione in apertura dell’orchestrina di archi e violoncelli, suonati dagli “Archistorti” di Reggio Emilia, bambini tra gli 11 e i 14 anni di scuola media, diretti dalla Maestra Tatiana Caselli.

Fo, prima di lasciarsi trasportare dalle note, ha commentato: “Suonano insieme dal 2011, ma il progetto si è interrotto per i pochi fondi messi a disposizione: dobbiamo sostenerli”.

Il teatro era stracolmo, il programma ricchissimo di colpi di scena e numerosi gli ospiti noti in platea, tra i quali Claudio Bisio, Carlo Petrini, Stefano Benni, i giornalisti Gad Lerner e Gianni Barbacetto. E ancora, l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno e, naturalmente, il figlio di Dario, Jacopo. Dario Fo, seduto a lato del palco, ascolta, interviene e interloquisce nel corso della serata con i suoi ospiti che, uno dopo l’altro, gli donano il proprio personale regalo di compleanno, fatto di parole, ricordi, canzoni e balli. In chiusura, la Banda degli ottoni a scoppio, le fanfare di strada e il premio Ambrogino d’oro, massima onorificenza della città di Milano. Il ringraziamento sentito a Fo di Sergio Escobar, direttore dal 1998 del Piccolo di Milano: “Caro Dario grazie di sorprenderci. La vita ha tante forme in cui si manifesta, tu Dario sei un ragazzo non addomesticabile in un tempo in cui essere addomesticabili sembra andare così di moda. Tu non sei energia pura: sei energia fisica, umana”.

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