Dal “tavolo” con Fassina, un passo avanti, programma e unità a sinistra. E parta subito una impegnativa campagna elettorale

Dal “tavolo” con Fassina, un passo avanti, programma e unità a sinistra. E parta subito una impegnativa campagna elettorale

Al tavolo allestito per iniziativa di Stefano Fassina nella sede di Futuro a sinistra ci sono tutti gli invitati, meno uno, l’ex sindaco Marino, il quale deve ancora decidere cosa vuol fare. Se dare il suo contributo  per costruire una lista e un programma, nel nome dell’unità delle forze di sinistra, in netta discontinuità con quello che si chiama il “modello Roma” e che riguarda  anche le giunte di centrosinistra. Dice e ripete in continuazione Fassina, per chi non avesse capito o faccia finta. Discontinuità anche con  la giunta guidata da Marino che aveva il compito, difficile, di far uscire la capitale da una crisi profonda, a partire dal bilancio, di cui porta per intero la responsabilità la gestione di Alemanno e della destra. Un segnale chiaro di rottura, la richiesta di tante assemblee, incontri, dibattiti, di cui è stato protagonista Fassina, candidato di Sinistra Italiana-Sel, un programma che dia il segno di una nuova idea per Roma, a partire dai nodi amministrativi, dalla struttura. Un lavoro di alcuni mesi.

Nella storia della sinistra anche chi i guai se li va a cercare Non bastano gli attacchi dei media

Ma tutto ciò non basta. La sinistra, è nella sua storia purtroppo , i guai se li va a cercare. Contro Fassina, meglio dire contro chi  pone con forza, senza guardare in faccia a nessuno, il tema della discontinuità, arriva, puntuale come un orologio svizzero, una campagna di stampa, guidata da Repubblica e il Messaggero. Rinnovamento sì, ma non troppo, chi fa sul serio meglio si dia una calmata. E c’è anche chi, dobbiamo dirlo, soffia sul fuoco anche dall’interno delle forze di sinistra che sostengono la candidatura di Fassina. Non è un segreto, ci sono dichiarazioni pubbliche di esponenti di Sel, l’area “smerigliana”, dal nome del vice presidente  della Regione Lazio, in tandem con l’ex capogruppo  di Sel in Campidoglio, Peciola, che non condividono la candidatura di Fassina. C’è anche chi va più in là e pensava di partecipare alle primarie del Pd, come avvenuto a Milano. E c’è chi, un deputato di Sinistra italiana, le agenzie parlano di Adriano Zaccagnini, propone di mettere in campo una lista civica di sinistra a sostegno di Giachetti, il candidato del Pd. Ma sempre da Sel viene una chiara indicazione in favore della candidatura dell’ex viceministro con un appello rivolto a Marino perché dia il suo contributo e la conferma del programma e della candidatura di Fassina, aprendo un percorso per, se possibile, allargare l’unità, la partecipazione nelle forme che si riterranno più opportune, il programma in primo luogo, mantenendo ferma la linea della discontinuità.

Un incontro per dare un colpo di acceleratore. Gli altri partiti un candidato ce l’hanno

Nasce da questa situazione, da un pericoloso stallo, mentre gli altri partiti, certo nella più grande confusione, ma questo è un altro discorso, i candidati a sindaco li hanno messi in campo, sono in campagna elettorale. La riunione convocata da  Fassina è servita a fare il punto, a dare un colpo di acceleratore. Ci sono tutti, salvo Marino, con Futuro a sinistra, Sel, la Lista Tsipras, l’associazione Contaci, che fa parte di “Possibile” di Civati, il quale lamenta  di non essere stato invitato ma il tavolo ovviamente non è mai stato chiuso, Rifondazione, i ragazzi di Act. Alla domanda sul fatto che ci sarebbe chi chiede un passo indietro sia a lui sia a Marino, che potrebbe candidarsi, Fassina risponde: “In questi giorni in tanti hanno parlato, sono momenti complicati, una situazione delicata come si vede anche dalle articolazioni del centrodestra. Finisce una fase con queste elezioni amministrative, che ci siano posizioni diverse lo trovo assolutamente fisiologico. I nomi sono importanti, ma vanno ancorati a dei programmi. Vogliamo portare avanti un programma di discontinuità con il Pd, e con un percorso partecipato decideremo come andare avanti”. E sulla possibilità di una lista civica di sinistra a sostegno di Giachetti, Fassina risponde: “Io non ho informazioni. Chiedete all’onorevole Zaccagnini”.

Cento (Sel). Fassina il nostro candidato. Nessuna lista civica a sostegno di Giachetti

Una parola definitiva, se ce n’era bisogno e ce n’era vista la campagna mediatica, fra sussurri e grida, viene da Paolo Cento, segretario di Sel di Roma: “Stefano Fassina è il candidato Sel e la riunione di stasera serve a riprendere la campagna elettorale”. “Sel ha avuto e ha un dibattito ma i fatti politici dicono che Sel è unita. Alle primarie promosse dal Pd, nessuno di Sel ha mai proposto di presentare candidati, eppure in altre città italiane questo è accaduto. Non esiste, lo voglio dire con grande chiarezza, nella discussione politica di Sel, la possibilità di fare liste a sostegno di Giachetti. Non perché c’è un diktat ma perché nella discussione politica di Sel e nella costruzione di questo nuovo soggetto a sinistra il nostro dibattito è sulla natura della proposta, sul profilo largo. Riteniamo l’esperienza con il PD a Roma non riproponibile nelle condizioni conosciute in passato”.

La riunione di giovedì sera è servita a mettere dei punti fermi, un “passo avanti”, afferma Fassina. All’inizio della prossima settimana un nuovo incontro che si auspica sia definitivo, conoscendo allora anche le intenzioni di Marino che ha preso ancora qualche giorno di tempo. “Ore”, dice lui anche perché la presentazione del suo libro, prevista per fine mese, qualche problema lo pone, ammesso che abbia la voglia e l’intenzione di candidarsi, a partire dalla presenza sui media. Anche a chi, come Walter Tocci, senatore Pd, ha auspicato una riunione del centrosinistra, Fassina risponde sul nodo del programma: “Non ci sono le condizioni – dice – i progetti su Roma sono molto diversi.

Chi ha tempo non aspetti tempo. Non rimandare a domani quello che si può fare oggi

Noi – ribadisce – andiamo avanti con una linea di netta discontinuità anche con quello che è stato il modello Roma e le giunte di centrosinistra di cui Giachetti ha fatto parte. Mi pare, invece, che il Pd si voglia muovere in continuità con quell’esperienza. Quindi purtroppo non ci incontriamo”.    A conclusione dell’incontro il candidato Fassina, sottolineato che l’assenza di Marino non significa “una sua chiusura”, accelera il passo: “ Fin dall’inizio – afferma in  risposta anche a chi scopre in ritardo il valore dell’unità a sinistra – abbiamo lavorato per costruire un largo schieramento unitario, partecipato, non nato in qualche stanza. C’è ancora spazio per chi si vuole mettere in gioco. La sfida si annuncia molto impegnativa. Prepariamoci  tutti insieme. In tanti”. Come si dice “Chi ha tempo, non aspetti tempo”. Significa che  non dobbiamo rimandare  a domani quello che possiamo fare oggi. Vale in particolare in tema di elezioni.

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