Da Bruxelles arriva la lettera Ue: Allarme preventivo. “Valutazioni negative rispetto agli obblighi di bilancio”. Pil praticamente a crescita zero

Da Bruxelles arriva la lettera Ue: Allarme preventivo. “Valutazioni negative rispetto agli obblighi di bilancio”. Pil praticamente a crescita zero

La lettera della Commissione europea  in cui si esprimono valutazioni negative “in merito al rispetto degli obblighi di bilancio” e si chiede per quanto riguarda l’Italia una doppia correzione, deficit strutturale e regola del debito, è stata inviata formalmente al nostro Paese, al Belgio, alla Croazia, alla Finlandia e alla Romania. Nessuna notizia arriva a questo proposito né da Via XX settembre né da Palazzo Chigi. Silenzio assoluto. L’Esecutivo europeo, come nel suo costume, non renderà pubblici i contenuti delle missive che rappresentano, si dice a Bruxelles, un “allarme preventivo”. Per quanto riguarda la Spagna è stata inviata una “raccomandazione autonoma” dal momento che il paese è oggetto di procedura per i disavanzi eccessivi.  Il contenuto delle lettere viene definito come “allarme preventivo”, un avviso affinché si provveda a mettersi in regola.

Italia. Previsione trimestrale Pil + 0,1. Occupazione non decolla. Solo passaggi a tutele crescenti

Per quanto riguarda l’Italia si può dire che piove sul bagnato. Proprio nella mattina, l’Istat ha reso noto  le previsioni trimestrali, un comunicato di poche righe in cui annuncia che la “variazione congiunturale del Pil reale attesa per il primo trimestre è lievemente positiva (+0,1%), con un intervallo di confidenza compreso tra -0,1% e +0,3%”. All’incremento del Pil, rileva l’Istat, contribuirebbero positivamente i consumi privati, a fronte di un apporto negativo della domanda estera. Davvero incredibile il linguaggio dell’istituto. La crescita della 0,1% non si  può definire “lievemente positiva”. È del tutto negativa, stiamo tornando verso lo zero, andiamo all’indietro come i gamberi. Non solo, Istat diffonde di solito una grande quantità di numeri per quanto riguarda l’occupazione. Questa volta non ne fornisce neppure uno. Parla di “un miglioramento dell’occupazione, soprattutto quella a tempo indeterminato, favorita anche dai provvedimenti di  sostegno alle assunzioni”.

Furlan (Cisl). Crescita talmente debole che ha bisogno di siringate

Tradotto, si tratta di lavoratori a tempo determinato che passano a tutele crescenti. Non vi è quindi aumento dell’occupazione. Poi si contraddice e afferma che la ripresa è dovuta “agli sgravi fiscali per le nuove assunzioni inseriti nella legge di Stabilità 2015 e confermati – seppure in misura ridotta del 40% – per il 2016”. Positivi anche i consumi, al netto, ma anche qui un “però” e si specifica “al netto del rallentamento registrato a dicembre”. Poi previsione di “ritmi moderati anche nel primo trimestre del 2016”. “È talmente debole la crescita che ha bisogno di siringate di energia e questo  deve  fare la politica economica europea e del nostro Paese”, afferma Annamaria Furlan, segretaria generale Cisl.

Il giudizio definitivo sulla legge di bilancio a metà maggio. Braccio di ferro sul debito strutturale

Tornando alla lettera della Ue, in attesa che il governo la renda nota, si tratta  di “un’allerta precoce”. Il giudizio definitivo sulla legge di bilancio 2016 arriverà solo a metà maggio, quando il negoziato sulla flessibilità richiesta dall’Italia sui conti pubblici sarà concluso e saranno chiari obiettivi e percorso delle scelte. La Commissione afferma che l’Italia non sta rispettando  la regola del debito che ci obbliga a ridurre il passivo di un ventesimo all’anno – su una media di tre anni – per la parte superiore al 60% del prodotto interno lordo.  Ancora una volta il vero braccio di ferro è sull’entità del deficit strutturale

Moscovici. Rischi di inosservanza su correzioni degli squilibri esistenti

Il commissario europeo per gli Affari economici, Pierre Moscovici ha commentato l’invio delle lettere della Commissione europea  esprimendo “preoccupazione sul percorso di correzione degli squilibri esistenti per cui si chiedono misure in tal senso”. “Abbiamo fatto quanto in nostro potere per informare le autorità nazionali dei rischi di inosservanza – ha proseguito – ora sta a loro tenere conto di questo input in sede di elaborazione dei rispettivi piani di bilancio a medio termine che presenteranno ad aprile”. Per l’esecutivo comunitario, spiega il commissario europeo per l’Euro, Valdis Dombrovskis, ci sono sei Paesi “le cui strategie di bilancio potrebbero rischiare di condurre all’inadempimento degli obblighi previsti dal patto di stabilità e crescita”. Per questo motivo Bruxelles ha voluto segnalare “preventivamente” questi aspetti, chiedendo di “adottare le misure correttive necessarie”. “C’è ancora tempo per prendere le misure necessarie, per questo mandiamo oggi un segnale anticipato di avvertimento”, sottolinea il vicepresidente della Commissione.   Nel decidere sulle richieste avanzate dall’Italia in tema di flessibilità sui conti pubblici “particolare attenzione sarà prestata al fatto se la deviazione dal percorso di aggiustamento venga effettivamente utilizzata allo scopo di aumentare gli investimenti; all’esistenza di piani credibili per la ripresa del percorso di aggiustamento verso l’obiettivo di medio termine; e ai progressi nell’agenda delle riforme strutturali, tenendo conto delle raccomandazioni del Consiglio”.

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