Bruxelles, scontro tra hooligan e forze dell’ordine in Piazza della Borsa. Annullata la “marcia contro la paura” prevista nella giornata di Pasqua

Bruxelles, scontro tra hooligan e forze dell’ordine in Piazza della Borsa. Annullata la “marcia contro la paura” prevista nella giornata di Pasqua

A Bruxelles nessuno sembra ricordarsi che oggi sia il giorno di Pasqua, l’aria in città è irrequieta e la tensione è alle stelle. Questa mattina scontri tra le forze dell’ordine e gli hooligan del ramo più estremo del tifo calcistico, che si sono dati appuntamento in Piazza della Borsa, per protestare contro l’Isis e gli attentati di Bruxelles, nonostante fosse stata rinviata anche la “marcia contro la paura” (lanciata su Facebook), che si sarebbe dovuta tenere oggi, “per motivi di sicurezza”. La decisione di annullarla, partita dalle autorità del luogo, in particolare il ministero degli Interni belga Jan Jambon e il sindaco di Bruxelles Yvan Mayeur, era stata resa nota alla popolazione già dalla serata di sabato 26. Tutto è cominciato quando un’orda di almeno 500 persone è confluita in Piazza e, inneggiante allo spirito nazionalista, ha iniziato le provocazioni con cori da stadio a mo’ di ultras e, all’intervento della polizia con gli idranti, sono scattati anche calci e cazzotti. Pochi contusi, ma soprattutto paura tra i presenti. Le autorità manifestano preoccupazione per il momento particolarmente delicato che la città sta vivendo.

Le indagini sui responsabili dell’attentato all’aeroporto di Zaventem e alla fermata metro Maelbeek di Bruxelles continuano e, nella ricerca del quarto uomo, i sospetti si concentrano sul giornalista Fayçal Cheffou, riconosciuto dal tassista che ha accompagnato, a sua insaputa, gli attentatori in aeroporto. Ancora da accertare del tutto la sua implicazione, ma molti elementi ricondurrebbero a lui. Abita a poche decide di metri dal palazzo della Commissione Europea dove è avvenuta l’esplosione ed è stato riconosciuto da un fotografo che lo aveva immortalato poiché, a causa di alcuni atteggiamenti strani, lo aveva ritenuto sospetto. A detta di altri testimoni oculari, il giornalista era solito recarsi in un parco a fare propaganda islamista. I conti tornano, ma bisogna aspettare che gli inquirenti finiscano di interrogare i testimoni e vengano fuori prove schiaccianti per mettere un punto alla ricerca.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.