Bruxelles. Due operazioni antiterrorismo portano all’arresto di tre sospetti. Sventato un attentato in Francia. La Germania arresta un sospetto, noto alle autorità italiane

Bruxelles. Due operazioni antiterrorismo portano all’arresto di tre sospetti. Sventato un attentato in Francia. La Germania arresta un sospetto, noto alle autorità italiane

Le forze speciali dell’antiterrorismo belga hanno sferrato un’operazione importante, venerdì 25 marzo, nel sobborgo di Schaerbeek, a Bruxelles, alla ricerca di esecutori e complici degli attentati del 22 marzo, all’aeroporto e nella metropolitana, costati la vita ad almeno 32 persone. Le unità speciali sono riuscite a penetrare in un’abitazione di Schaerbeek. Si sono udite diversi spari e una detonazione. Al termine dell’operazione, la polizia ha proceduto all’arresto di un uomo, le cui credenziali non sono state ancora rese note, leggermente ferito alla gamba. Secondo l’agenzia di stampa francese AFP, che cita fonti della polizia, l’operazione di venerdì era legata al progetto di un altro attentato in Francia, sventato giovedì.

Secondo quanto comunica la tv belga RTBF, l’operazione ha avuto luogo in prossimità di piazza Meiser, a Schaerbeek. Il quartiere è stato letteralmente posto in stato d’assedio dalle forze di polizia, secondo la testimonianza dei giornalisti del quotidiano belga Le Soir. Non è la prima operazione di polizia a Schaerbeek dallo scorso 22 marzo. Una serie di perquisizioni era stata effettuata in quel centro, da dove, molto verosimilmente, erano partiti, in taxi, gli esecutori degli attentati all’aeroporto. E in questo comune, Salah Abdeslam, si era rifugiato all’indomani degli attentati di Parigi del 13 novembre, fino al 4 dicembre.

Giovedì sera, invece, ad Argenteuil, nella Val d’Oise, erano stati ritrovati in un appartamento occupato da Reda Kriket, francese di 34 anni, diverse decine di fucili d’assalto, kalashnikov ed esplosivi. Kriket è stato interrogato dalla polizia ed ha ammesso che si stava progettando un attentato in Francia. L’attentato sarebbe stato imminente. Nel 2015, quest’uomo era già stato condannato in Belgio in contumacia con Abdelhamid Abaaoud (il principale sospettato per l’organizzazione degli attentati del 13 novembre) nel corso di un processo contro la filiera jihadista verso la Siria. Il ministro dell’Interno francese, Cazeneuve, giovedì sera aveva tuttavia comunicato che “non esiste alcun elemento tangibile che lega questo progetto di attentati a quelli di Parigi e di Bruxelles”.

La Procura federale belga comunica nel pomeriggio di venerdì che sono tre le persone arrestate nel corso delle operazioni antiterrorismo a Bruxelles, suscitate proprio dall’arresto di Kriket in Francia. I tre sospetti sono stati arrestati in tre diversi distretti della capitale belga – Schaerbeek, Forest e Saint-Gilles. Intanto, secondo informazioni fornite dalla Associated Press, sembra che anche la polizia tedesca abbia arrestato un uomo, un marocchino, legato agli attentati di Bruxelles. La Procura di Giessen ha comunicato venerdì che il 28enne marocchino, non ancora identificato, aveva documenti che testimoniano la sua permanenza a Bruxelles molto di recente, forse per i sopralluoghi. Aveva anche un potente telefono cellulare, che gli inquirenti stanno esaminando in queste ore. L’uomo arrestato, sempre secondo le notizie fornite dalla Procura di Giessen, era entrato in Germania usando diverse identità e alias, e aveva fatto domanda di asilo. E infine, la rivelazione: era noto alle autorità di polizia italiane. Lo Spiegel afferma, insieme con due reti televisive pubbliche, che l’arrestato ha ricevuto una serie di sms il giorno stesso degli attentati. Si attendono ulteriori sviluppi.

Intanto, il presidente turco Erdogan continua a diffondere la sua verità. Ha criticato duramente e nuovamente le autorità belghe per la loro incompetenza, per non aver agito contro gli attentatori quando la Turchia li aveva espulsi, dopo averli bloccati alla frontiera con la Siria. Le autorità turche ribadiscono che Ibrahim el-Bakraoui, uno dei kamikaze dell’aeroporto di Bruxelles, era stato catturato in giugno nella provincia turca di Gaziantep per poi essere rispedito in Olanda su richiesta delle autorità olandesi. E nonostante fosse schedato come “foreign terrorist fighter”, le autorità di Belgio e Olanda non hanno assunto alcuna azione contro di lui. Erdogan, dunque, parlando nella cittadina di Sorgun, ha rimarcato il suo duro commento: “lo abbiamo catturato a Gaziantep, poi lo abbiamo estradato. Quei signori non hanno preso le giuste misure contro il terrorista, e lo hanno rilasciato… ora ce lo spieghino!”.

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