Banchetti della Lega. Vince Marchini, pochi voti. Per Berlusconi “una pagliacciata”. Salvini, ora ci vogliono le primarie. Ma punta su Giorgia Meloni

Banchetti della Lega.  Vince Marchini,  pochi voti. Per Berlusconi “una pagliacciata”. Salvini, ora ci vogliono le primarie. Ma punta su Giorgia Meloni

Una farsa, anzi, dice Berlusconi che questa volta, ci spiace dirlo, c’azzecca, una “pagliacciata”. Parliamo dei banchetti messi in piedi dalla Lega per valutare i candidati a sindaco di Roma. Forse se ne rende conto anche lo stesso Salvini il quale non  è contento. Certo, a suo dire, è stato un successo, in quindicimila si sono presentati a una quarantina di banchetti nella “due giorni” leghista ma nessuno dei candidati che però non erano candidati ma inseriti in una lista con qualcuno, come Bertolaso e Meloni che si considerano addirittura fuori lista, ha raggiunto la maggioranza assoluta. Ha prevalso Marchini in questa corsa che aveva per titolo “Per Roma ora parli tu”. Ha unito le sue truppe a quelle leghiste e si è presentato a un banchetto raccogliendo 4534, segue la rediviva Irene Pivetti 3495, dice Salvini che l’ha inserita nell’elenco da votare che ha scoperto che ha la residenza nella capitale. Poi arriva Francesco Storace, accompagnato dai suoi “arditi” con 3069, ecco Guido Bertolaso che ha ignorato la votazione con 2203 consensi, Giorgia Meloni 955, Souad Sbai 508, altri 501, nulle 173 totale schede scrutinate 15438.

Salvini: la gente ci chiede di stare uniti, divisi si perde, non andiamo da nessuna parte

Dice Salvini in conferenza stampa: “La gente ci chiede di stare uniti perché divisi si perde. Alla luce di questi risultati chiedo passi indietro perché con quattro o cinque candidati non andiamo da nessuna parte. Così come è oggi il centrodestra perde e si fa un grande regalo a Renzi”. “Chiedo ai candidati – prosegue – di fermarsi un attimo e ragionare siamo di fronte ad un sostanziale pareggio e se ognuno resta sul suo binario il binario è morto. Se ci presentiamo così Renzi se la ride.” Dopo l’esito dei banchetti Salvini chiede le primarie, si riparta da zero. Sarò “io il primo a fare un passo indietro per un nome proposto dai cittadini romani. Propongo una consultazione, un confronto, chiamiamole primarie, ma non uno ‘scimmiottamento’ sfigato del Pd”. Poi sembra ripensarci: “”Faccio un appello e chiedo sia a Berlusconi che a Meloni, sia a tutti i quattro candidati” più votati alle primarie di mettersi “attorno a un tavolo. Se ognuno resta sul suo binario quel binario è morto”, afferma Salvini ribadendo che una “corsa solitaria perde”.  Le primarie di coalizione – sottolinea – sono lo “strumento per fare sintesi”. E, aggiunge, “io voglio presentarmi alle elezioni non per partecipare ma per vincere. A mettersi intorno un tavolo ci vuole un quarto d’ora”.

Giorgia Meloni sarebbe titolata per fare il candidato sindaco

Ci tiene a far sapere che fra i “fuori lista” la Meloni ha preso quasi mille voti e sarebbe “titolata” per fare il candidato sindaco”. Ancora: “Stando ai voti, Alfio Marchini avrebbe maggiori possibilità di vittoria”. Poi si lascia andare ad un pensiero,  con l’aria di svelare un mistero: “Pensavo ci fossero stati più voti per qualcuno e meno voti per qualcun altro”. Resta un mistero anche per quanto riguarda i verbi e la lingua italiana. E fra Marchini e Meloni chi preferirebbe? Tanta scena, banchetti, per dire poi: “La Meloni è un segretario di un partito nazionale e se un segretario di un partito chiama io rispondo….”.  Pivetti? “Non è la nostra candidata”. Ma chi l’ha portata ai banchetti? Chi l’ha inserita nella lista? Mistero. La realtà è che pur di far fuori Bertolaso, Salvini ha indicato il suo candidato, Giorgia Meloni. Annuncia altri gazebo a Roma e Milano. La farsa continua. La parola a Berlusconi. Altra farsa.

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