Atene. Vertice tra Tsipras e Tusk, che avverte i migranti di non partire. Tsipras chiede sanzioni contro i paesi balcanici

Atene. Vertice tra Tsipras e Tusk, che avverte i migranti di non partire. Tsipras chiede sanzioni contro i paesi balcanici

Il presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk, ha lanciato un monito ai migranti “economici” nel corso del vertice con Alexis Tsipras: “non affrontate viaggi verso l’Europa che mettono in pericolo la vostra vita”. L’appello di Tusk era rivolto ai “potenziali migranti economici clandestini” con queste parole, abbastanza dure: “non venite in Europa. Non credete ai trafficanti. Non rischiate le vostre vite e i vostri soldi”.

Tusk ha lanciato il monito dopo aver avuto un incontro importantissimo con Tsipras ad Atene, dove ha sostenuto la Grecia, paese ormai di frontiera unico ad affrontare la crisi dei migranti, con una media di sbarchi di circa tremila al giorno, per effetto della guerra civile in Siria e in Iraq. E non solo. Sono almeno 10.000 i migranti e i profughi ammassati lungo la frontiera con la Macedonia a Idomeni, perché le autorità di Skopje fanno entrare appena un centinaio di loro al giorno, diretti soprattutto verso la Germania. L’Unione Europea, che già mercoledì ha annunciato un aiuto di 700 milioni di euro in tre anni alla Grecia, è di fatto sull’orlo di una gravissima crisi umanitaria, anzi di una vera e propria catastrofe, come non si era mai vista dalla fine della seconda guerra mondiale. La visita di Tusk ad Atene è parte di un viaggio di tre giorni che lo porterà nelle capitali dei paesi balcanici e ad Ankara, per la preparazione del vertice di mercoledì prossimo con la Turchia. Tusk spera di convincere il presidente turco Erdogan e il premier Davutoglu a fare di più per ridurre il numero di coloro che si mettono in viaggio verso l’Europa. Lo scorso anno la Ue la Turchia firmarono un accordo in cui venivano offerti ad Ankara 3 miliardi di euro per ospitare circa 2,5 milioni di rifugiati, in modo da ridurre il numero dei partenti verso l’Europa, attraverso il mare Egeo. “Il piano di azione comune con la Turchia”, ha detto Tusk, “è e resterà la priorità. Ciò significa che gli altissimi numeri di coloro che sbarcano testimoniano di quanto ancora dobbiamo fare e con quanta velocità”.

Nel corso del vertice con Tusk, il premier Tsipras, che aveva già lanciato un monito all’Europa secondo il quale la Grecia non può diventare “il magazzino delle anime”, giovedì ha chiesto esplicitamente sanzioni contro quei paesi della UE che non volessero condividere il peso dei rifugiati. Ha anche chiesto che venga finalmente accelerata la procedura, praticamente fallimentare, di riallocazione dei rifugiati tra tutti i paesi europei. A questo proposito, la Commissione europea ha promesso alla Grecia che non ammetterà piani di chiusura delle frontiere interne e che ha già pronto un piano di azione per “salvare Schengen” che sarò presentato venerdì. Solo che, a parere di Tsipras, il desiderio della Commissione di un “ritorno alla normalità” sembra davvero tardare, lasciando sola la Grecia ad affrontare il carico umanitario dell’accoglienza e della ospitalità degna di esseri umani.

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