Anas. Operazione “Dama nera” scopre nuovi appalti truccati. Coinvolto anche un deputato di Forza Italia

Anas. Operazione “Dama nera” scopre nuovi appalti truccati. Coinvolto anche un deputato di Forza Italia

Appalti milionari per strade e altre opere pubbliche, truccati grazie a un giro di tangenti in una delle maggiori stazioni appaltanti d’Italia. I finanzieri del Comando provinciale di Roma hanno eseguito 19 ordinanze di custodia cautelare e oltre 50 perquisizioni in tutta Italia nell’ambito di una operazione tesa a colpire un presunto sistema di tangenti e corruzione che dall’Anas permeava la costruzione di strade e opere pubbliche in tutta Italia. Nell’operazione, che è il seguito di quella denominata ‘Dama nera’ che nell’ottobre scorso aveva portato a 10 arresti, sono stati sequestrati oltre 800mila euro ritenuti proventi di tangenti.

Per il Gip si tratta di “marciume diffuso”

Emblematica la sintesi operata dal gip che nel suo provvedimento parla di “un marciume diffuso all’interno di uno degli enti pubblici più in vista nel settore economico degli appalti”, reso ancora più “sconvolgente” dalla facilità di intervento del sodalizio per eliminare una penale, aumentare interessi e facilitare il pagamento di riserve, nonché, ancora più grave, far vincere un appalto ad una società “amica”, a discapito di altre risultate più meritevoli. Nel corso dell’inchiesta è stato accertato come siano stati falsati importanti appalti pubblici: dall’itinerario della Basentana, compreso il raccordo autostradale Sicignano-Potenza, alla SS 117 Centrale Sicula, quest’ultima cofinanziata dalla Regione Sicilia, entrambi aggiudicati nel 2014, alla SS 96 Barese e alla SS 268 del Vesuvio, arterie stradali aggiudicate nel 2012. Il gruppo sarebbe riuscito a turbare anche la gara per la realizzazione della nuova sede Anas di Campobasso, opera aggiudicata nel 2011. Gli inquirenti sottolineano come la corruzione “non si limitasse agli imprenditori e dirigenti Anas già arrestati, bensì potesse considerarsi sistemica”. In particolare gli episodi di corruzione erano finalizzati a favorire l’aggiudicazione di gare d’appalto a determinate imprese e a velocizzare l’erogazione dei pagamenti, a sbloccare contenziosi e consentire la disapplicazione delle penali, assicurando indebiti indennizzi in relazione a procedure di esproprio.

I nomi degli arrestati

Buona parte delle 19 persone finite in manette era già stata arrestata nella prima tranche dell’operazione, a cominciare da Antonella Accroglianò, dirigente Anas ritenuta capo del sistema che gestiva il giro di mazzette. Con lei di nuovo agli arresti Oreste De Grossi, Sergio Lagrotteria, Giovanni Parlato, Antonino Ferrante, Concetto Bosco Logiudice, Domenico Costanzo. Tra i nuovi arrestati Emiliano Cerasi, Giuseppe Colafelice, Vincenzo Loconte, Carmelo Misseri, Andrea Musenga, Elisabetta Parise, Giuseppe Ricciardello, Vito Rossi, Giovanni Spinosa, Paolo Tarditi, Antonio Valente e Sergio Vittadello. Le accuse, a seconda delle posizioni, vanno dalla corruzione alla turbata libertà degli incanti, autoriciclaggio e favoreggiamento personale.

Un deputato di Forza Italia tra gli indagati

Il deputato di Forza Italia Marco Martinelli, secondo gli inquirenti, in virtù del suo ruolo di membro della commissione lavori pubblici della Camera, avrebbe “garantito al titolare di un’importante impresa la nomina di un presidente di gara ‘non ostile’, tant’è che, effettivamente, l’imprenditore si aggiudicava l’importante appalto in Sicilia”. L’appalto in questione riguarderebbe la strada centrale sicula statale 117 ed i lavori in corrispondenza dello svincolo con la SS 20 e quello per Nicosia nord. Martinelli, secondo chi indaga, avrebbe avuto 10mila euro con la promessa di una tangente da 270mila da dividere con la ‘Dama nera’ Antonella Accroglianò, e un altro indagato. I blitz dei finanzieri sono stati eseguiti nel Lazio, in Sicilia, Calabria, Puglia, Lombardia, Trentino Alto Adige, Piemonte, Veneto, Molise e Campania: passate al setaccio anche le sedi Anas di Roma.

Il viceministro ai Trasporti Nencini: “necessario registro degli incontri tra dirigenti pubblici e lobbisti”

“Rotazione obbligatoria di funzioni e incarichi e predisposizione immediata di un registro dei gruppi di interesse, come prevede il codice appalti, sono le due misure che in ANAS, e altrove, devono essere assunte”. E’ il commento di Riccardo Nencini, vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, dopo che stamane la Guardia di Finanza ha eseguito alcuni ordini di custodia cautelare nei confronti di dirigenti, funzionari ANAS e imprenditori. “Il lavoro di profondo cambiamento della struttura avviato da Gianni Armani -sottolinea Nencini- va sostenuto con decisione. Si tratta ora di accelerare. Chi occupa per lungo tempo posizioni di alta responsabilità operativa nello stesso ruolo accumula di fatto un potere decisivo”. Infine, “in attesa della legge, nulla vieta che vengano fissati in un apposito registro gli incontri che i dirigenti tengono nell’esercizio delle loro funzioni” ribadisce Nencini riferendosi a un registro pubblico degli incontri con i lobbisti che chiunque può attivare, come fatto da Nencini già da un anno, in attesa che il codice degli Appalti sia legge.

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