A Roma e a Napoli si annuncia un periodo postprimarie Pd ricco di sorprese. E di liste. La sinistra intanto stringe su Fassina e De Magistris

A Roma e a Napoli si annuncia un periodo postprimarie Pd ricco di sorprese. E di liste. La sinistra intanto stringe su Fassina e De Magistris

Il sasso l’aveva lanciato Pierluigi Bersani con un’intervista sul Corriere della sera: “Su Giachetti non dico nulla. Va detto però che questa città ha la pelle scorticata. C’è in giro una rabbia e una delusione grande. Non sono convinto che i romani alla fine decidano di seguire le indicazioni di un partito o di una corrente. Sono cose di cui dobbiamo tenere conto”. Quanto alle polemiche sulle primarie a Napoli, Bersano ha sottolineato: “Non mi paiono accettabili certe dichiarazioni dei vertici del partito. Prima che si sappiano davvero come sono andate le cose. Sono pronunciamenti irrituali, sono atteggiamenti gravi. Non mi riferisco mica solo a Orfini. Hanno parlato della questione prima del tempo anche la Serracchiani, Rosato, Guerini. A prescindere da chi ha ragione o torto, io consiglierei un atteggiamento più lineare e più rigoroso. Perché sennò si sottovaluta il disagio della nostra gente. A Napoli, ma anche altrove: basta leggere i giornali per capire il disorientamento. Inviterei a non sottovalutarlo”. Il ricorso di Bassolino è stato respinto “perché fuori tempo massimo. Ma come si fa? Son state adesso le primarie e loro lì con l’orologio a dire che il tempo è scaduto. Incredibile”, aggiunge, e sulle primarie spiega: “Se ha buona memoria, ricorderà quando dissi che andavano messe in sicurezza, che bisognava regolarle. Allora fui aggredito, non soltanto da avversari politici e contendenti interni, ma anche da alcuni commentatori. Che tacciarono queste mie posizioni come burocratiche. Come se io volessi impedire la partecipazione della gente. Io parlavo di fare cose come le registrazioni, come l’albo. Francamente, se non si mette subito rimedio in quel senso lì, si rischia a poco a poco di disperdere uno strumento preziosissimo e di dare l’idea che uno strumento immaginato come libero, pulito, nuovo, possa essere il veicolo di vecchie logiche. E questo sarebbe drammatico. Io accetto che venga anche qualcuno in meno a votare, ma voglio salvare le primarie. Spero che prendano in mano il problema prima che sia troppo tardi. Altrimenti succedono quelle cose lì. Altro che burocrate”, conclude l’ex segretario del Pd.

A Roma, intanto, si consolida l’asse Fassina-Marino in vista delle prossime elezioni comunali. Tra le ipotesi, che potrebbero aggregare anche alcuni scontenti del ‘renzismo’ romano, Massimo Bray e i civatiani, c’è quella di una consultazione popolare in stile primarie da tenersi nel mese di aprile. Obiettivo: individuare un candidato unico, e pertanto più forte, da opporre al centrodestra, al Movimento 5 Stelle e al dem Roberto Giachetti. Per ora è solo un progetto, ma scatena già dure reazioni nel PD. Ignazio Marino e Massimo Bray in pista con la sinistra? “Per noi sono ipotesi che non esistono e ci stupisce non siano state già smentite”, commenta il commissario romano dei democratici Matteo Orfini. Più netto il commento del segretario del Pd Lazio: “Se così fosse di fatto sono fuori dal Pd”. Motivo di tanto disappunto è il rischio, più che concreto, che un competitor a sinistra possa rosicchiare quel tanto di voti che bastano per escludere i dem dal ballottaggio. E per assestare un duro colpo a Matteo Renzi, anche a livello nazionale. “Noi le primarie le abbiamo già fatte e ora chi si candida al di fuori, si candida contro il centrosinistra lo fa senza alcuna possibilità, per far vincere la destra e Grillo”, chiosa Orfini. Ma, almeno per ora, la frattura del Pd con Ignazio Marino e la sinistra sembra insanabile. Nicola Fratoianni, deputato di Sinistra Italiana, ha partecipato all’incontro tra il candidato sindaco del partito Stefano Fassina e l’ex sindaco di Roma. E piega: “è verosimile la definizione di un percorso democratico per raggiungere una candidatura unitaria ed efficace. Stefano e Ignazio stanno lavorando a questo progetto. L’incontro di ieri è stato molto positivo, per dare forza di progetto per Roma, di fronte all’assenza di una proposta credibile del Pd”. All’orizzonte, insomma, si affaccia un’altra consultazione popolare, di difficile interpretazione, soprattutto perché Stefano Fassina è già candidato della sinistra. Insomma, mentre il popolo della sinistra romana diserta il Pd – come dimostrano ampiamente gli appena 44mila votanti – e si stringe attorno a Stefano Fassina, nella speranza di sollevare finalmente un movimento in grado di governare Roma, si accende una inutile disputa sulle primarie.

A Napoli, invece, dove le primarie Pd hanno lasciato strascichi polemici enormi, lo staff di Antonio Bassolino è al lavoro per predisporre i nuovi ricorsi da presentare, entro venerdì alle 15, nella sede del Pd di Napoli. Fonti attendibili riferiscono che molto probabilmente i nuovi ricorsi saranno presentati venerdì mattina. A norma del regolamento definito dal Comitato del centrosinistra partenopeo, e sottoscritto da tutti i “competitors”, l’ex sindaco di Napoli ha quarantotto ore di tempo per presentarli a partire dalla proclamazione della vincitrice, Valeria Valente, che il Comitato ha ufficialmente fatto ieri pomeriggio. A norma dell’art. 9, comma 2 del Regolamento, si possono presentare “reclami e contestazioni in merito al risultato elettorale”. “Tali reclami, circostanziati e motivati – prosegue il comma 2 – dovranno essere inoltrati al Comitato organizzatore che decide entro le 24 ore successive”. Se dunque, come sembra, i ricorsi di merito – sulle votazioni nel loro complesso – saranno presentati venerdì, sabato 12 marzo Bassolino potrebbe affrontare la questione nel corso dell’incontro pubblico presso il Teatro Augusteo, già alla luce di una decisione, questa volta veramente di merito, dello stesso Comitato che ieri ha bocciato la prima serie di ricorsi. L’incontro, riferisce per ora lo staff di Bassolino, vuole essere un momento di confronto e ascolto dei napoletani, considerata l’ampia richiesta di partecipazione alle prossime elezioni comunali grazie al sostegno di liste civiche. Se il Comitato per le primarie dovesse rigettare nuovamente i ricorsi, Antonio Bassolino sarebbe tentato a scendere comunque in campo da candidato sindaco di una propria lista civica.

Dal canto suo, Luigi de Magistris, il sindaco uscente di Napoli, non teme il Pd. Nessuna paura degli avversari che si troverà ad affrontare alle prossime comunali. E, al contempo, nessuna sottovalutazione di alcuno di loro. Sono i punti essenziali di un’intervista rilasciata da Luigi de Magistris al direttore di Telenorba nella quale commenta il quadro politico partenopeo scaturito dalle primarie di centrosinistra e in continua evoluzione, anche sul fronte opposto di centrodestra. Il sindaco di Napoli si dice forte del sostegno di numerose liste, complessivamente “tra le sette e le 10”, che saranno “tutte civiche. Ci saranno anche liste autonomiste, liste di cattolici moderati” a cui se ne aggiungeranno due di Si, che già nel dicembre scorso ha dichiarato l’appoggio nei suoi confronti. Duro il suo commento su quanto accaduto, e sta accadendo, tra le fila del centrosinistra e in particolare del Pd che, a suo avviso “e non solo a Napoli, dovrebbe affrontare la questione morale. Grande parte del Pd napoletano è una foto di come si sono svolte le primarie – incalza il primo cittadino – per noi la questione morale è reale, non si fa a chiacchiere”. L’analisi politica di de Magistris sui Democratici parte dallo status del partito da lui sconfitto 5 anni fa (quando il candidato Morcone, dopo l’annullamento delle primarie del 2011, non arrivò neanche al ballottaggio) ed è impietosa: “Quel Pd non si è rinnovato. Ha avuto l’occasione 5 anni fa di farlo per costruire un centrosinistra diverso. Non ci è riuscito”. E alla domanda se tema tra i suoi avversari di più il M5S, il Pd o il centrodestra con Lettieri risponde: “Non mi fanno paura ma non sottovaluto nessuno. Io non sono ‘contro’ ma ‘per'”. La sua candidatura, dopo 5 anni di governo della città, resta a suo avviso “una chiara alternativa alle immagini vergognose dei giorni scorsi”.

 

 

 

 

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