A Roma con Fassina, candidato sindaco, un movimento popolare, un programma partecipato

A Roma con Fassina, candidato sindaco, un movimento popolare, un programma partecipato

Nonostante la cattiva politica delle schede bianche, di candidati senza programma, di perfetti sconosciuti, c’è pure una realtà positiva. A Roma è accaduto, e sta crescendo, un fatto democratico importante, un esempio di pulizia morale e di mobilitazione delle risorse sane e disinteressate. Il fenomeno è messo in atto da mesi da Stefano Fassina che ha voluto un percorso lineare e trasparente per creare un’alternativa di governo per Roma. Infatti, diversi mesi fa, ha dato la sua disponibilità ad essere candidato, lo ha fatto pubblicamente e davanti a centinaia di persone, ha condizionato la sua accettazione della candidatura ad una unità programmatica per una nuova idea di Roma capitale metropolitana, in discontinuità col vecchio modello Roma del PD, e per la ricostruzione morale, economica, sociale e ambientale della città.

Una nuova idea per Roma. Da mesi impegnate associazioni, forze sociali e del lavoro

Sono mesi, quindi, che un movimento di romani, ricco di associazioni, di forze sociali e del lavoro, di ceti medi e di personalità si è unito e messo a disposizione degli interessi comuni. Solo dopo questo lungo e partecipato percorso, solo dopo aver verificato le basi programmatiche e alcune proposte di fondo per Roma, Fassina, pochissimi giorni fa, ha proposto un programma per Roma e formalizzato la sua candidatura. Altro che candidatura decisa in tre e a tavolino.

Una candidatura pulita e autorevole, non separabile dal programma elaborato

Il risultato è che è nata una candidatura pulita e autorevole: non dallo scontro tra capibastone nelle primarie, non da un padrino nazionale, non da subalternità al PD, non da calcoli personalistici, non da accordi politicistici di gruppi elettoralistici. Negli stessi mesi, parallelamente, la candidatura ha visto la discussione aperta, con critiche e consensi, in diverse forze politiche. Da tutto ciò emerge un dato insopprimibile: tra le forze del lavoro e popolari, nella sinistra romana, è in atto una rivoluzione copernicana che ha prodotto un programma partecipato e una candidatura non separabile da esso.

Alcune domande al gruppo dirigente di Sel sulla possibilità di primarie

Nel gruppo dirigente nazionale di SEL, in queste ore, si è aperta una riflessione sulla possibilità di primarie per scegliere il candidato sindaco di Roma. Prima di andare avanti è necessario fare una domanda. Il modello primarie è quello del PD? Cioè candidati senza programma condiviso e senza una platea elettorale certificata? Ora per chi come me ha sempre contestato questo tipo di primarie che sono terreno di scorribande di capibastone e di gruppi elettoralistici non sarà possibile accettarle. L’allargamento dei consensi “a prescindere” è la vecchia politica dura a morire. In SEL questa discussione si è aperta, ora si dovrà aprire anche nel comitato Fassina.

Problematica eventuale candidatura di Marino per questioni programmatiche e di opportunità

Qui, non da ora, alcune componenti sono contrarie alla primarie e vedono problematica la candidatura di Marino sia per questioni programmatiche che per opportunità, avendo egli questioni giudiziarie aperte che, seppur strumentali, esistono e comportano un rischio che non si deve correre.

Non si può che rimanere  alquanto perplessi di fronte all’azione di alcune componenti governativistiche di SEL, che pure hanno partecipato ad una seria e appassionata discussione interna del loro partito, conclusasi con la scelta di lavorare per il programma e con la dichiarazione di sostegno a Fassina.

Avanzate da componenti “governativistiche” di Sel altre candidature di partito

Oggi, viceversa, (notizia di agenzie) avanzano la candidatura alle primarie di  altri esponenti di Sel. Questa ipotesi appare come l’ultimo atto di una campagna messa in atto in questi mesi per affossare Fassina. Infatti, prima, lo volevano costringere a partecipare alle primarie del PD per un inesistente ipotesi di centrosinistra duramente smentita dalla candidatura di Giachetti, poi, con una capriola, in questi giorni volevano fargli fare un passo indietro per favorire un’altrettanto inesistente alleanza con Bray e Marino contro il PD.

Contro Fassina tentativo di umiliare un crescente e unitario movimento di sinistra

Appare chiaro che costoro stanno da tempo perseguendo l’obiettivo di stroncare e umiliare il crescente e unitario movimento di sinistra che ha elaborato un buon programma per Roma e che è inseparabile da chi lo ha voluto e creato. Avere al fianco frange che lavorano sistematicamente per stroncare il movimento di riscatto della sinistra e della città non è più ammissibile, anzi, ciò pone al gruppo dirigente di SEL una seria questione di credibilità, che certamente saprà, come ha fatto fino ad ora, risolvere per il bene di Roma e del progetto di nuovo partito della sinistra.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.