Spagna. Da martedì dibattito sulla fiducia a Sanchez. Venerdì o sabato il voto. Podemos rispedisce al mittente la proposta di accordo coi socialisti

Spagna. Da martedì dibattito sulla fiducia a Sanchez. Venerdì o sabato il voto. Podemos rispedisce al mittente la proposta di accordo coi socialisti

Dopo le elezioni del 20 dicembre 2015, in Spagna finalmente si porta in Parlamento il dibattito politico per la formazione del nuovo governo. Martedì 1 marzo alle 16.30, Pedro Sanchez, leader socialista, terrà il suo discorso programmatico, col quale chiederà all’Assemblea il voto di fiducia, previsto per la serata di venerdì. La decisione è stata presa dalla Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari, che ha anche stabilito che la seconda votazione avrà luogo nella giornata di sabato. Sanchez non ha mai nascosto la sua aspirazione a diventare il settimo presidente del Consiglio spagnolo dell’era democratica. Tuttavia, è consapevole di non avere ancora l’appoggio della maggioranza dei parlamentari. Gli interventi avranno luogo a partire da mercoledì. Sono ovviamente previsti gli interventi dei leader dei tre partiti, popolari, Podemos e Ciudadanos, rispettivamente Mariano Rajoy, Pablo Iglesias e Albert Rivera, dai quali dipenderà il futuro di questa legislatura spagnola. Ognuno di loro avrà a disposizione trenta minuti, e a Sanchez è data la facoltà di replicare immediatamente dopo per dieci minuti. Come detto, le prime votazioni a chiamata nominale avranno poi luogo nella serata di venerdì, ed è necessaria la maggioranza assoluta degli aventi diritto per formare il governo Sanchez, pari a 176 voti. Altrimenti, si darà luogo ad una seconda votazione, sempre per chiamata nominale, dove però basterà la maggioranza semplice dei presenti. L’accordo già stipulato tra Sanchez e Ciudadanos somma appena 130 voti, 90 dei quali sono socialisti. Dunque, è possibile che si verifichi una sorta di partita a scacchi, tra Sanchez e soprattutto Iglesias. Se Sanchez non dovesse ottenere la maggioranza, assoluta o semplice, il re Felipe VI potrà indicare un nuovo premier incaricato, oppure sciogliere direttamente le Camere e indire nuove elezioni entro maggio.

La partita a scacchi tra il leader socialista Sanchez e il leader di Podemos, Iglesias

In realtà, la partita a scacchi tra Sanchez e Iglesias è già cominciata. I socialisti hanno inviato a Podemos una bozza di documento che prelude ad un eventuale accordo politico e programmatico per la formazione di un governo di coalizione a tre, socialisti, Ciudadanos e Podemos. La bozza, però, è stata respinta al mittente da Iglesias, giudicandola “un penoso copia e incolla del patto con Ciudadanos”. L’accusa di Podemos e di Iglesias nei confronti di Sanchez è pesantissima: “si nascondono i patti più vergognosi. E questo non è serio”, scrive su twitter lo stesso Iglesias. La replica di Sanchez non si è fatta attendere, e sempre su twitter ha scritto: “da voi dipende che questo accordo porti al governo di cambiamento. Non è serio che lo firmi Rajoy”. Il responsabile economico di Podemos,  Nacho Alvarez, ha poi affermato che le possibilità di accordo coi socialisti sono pressoché nulle, anche se lascia aperto lo spiraglio di una coalizione di sinistra. Sulla bozza di documento proposta dai socialisti, il suo giudizio è fortemente critico: “è un documento sul quale, come ben noto, abbiamo un profondo dissenso. Difficile impiantare una politica sociale avanzata che recuperi i diritti che si sono persi, in base al patto con Ciudadanos, che consolida una specie di austerità light, leggera”. E infine, ecco l’apertura dello spiraglio verso Sanchez: “se non si modifica l’accordo col quale si è legato a Ciudadanos, ogni documento sarà incoerente e impraticabile”. Nei prossimi giorni vedremo come proseguirà la partita a scacchi tra il leader socialista e il leader di Podemos.

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