Scienza. La caccia al Nono Pianeta, 10 volte più grande della Terra, è appena iniziata. Gli indizi ci sono

Scienza. La caccia al Nono Pianeta, 10 volte più grande della Terra, è appena iniziata. Gli indizi ci sono

Un gruppo di scienziati francesi hanno affermato di essere vicinissimo a individuare il luogo del cosiddetto Nono Pianeta, il misterioso corpo celeste da aggiungere all’elenco dei pianeti che orbitano attorno al Sole. Gli astronomi americani avevano già annunciato a gennaio di aver scoperto un nono pianeta oltre Nettuno, ma supponevano che la sua orbita attorno al Sole potesse impiegare dai 10.000 ai 20.000 anni terrestri, e dunque sarebbe stato difficile avere un’idea di dove potesse essere.

Con l’analisi dei dati forniti dalla sonda Cassini in orbita attorno a Saturno, il settimo pianeta del Sistema solare, gli scienziati francesi hanno escluso due zone. In sostanza, essi si sono basati sui modelli matematici e hanno calcolato che un nono pianeta – che si muove lungo l’orbita teorizzata dagli scienziati americani – potrebbe influenzare il movimento di altri pianeti quando vi passa vicino. Perciò, hanno osservato i movimenti dei pianeti conosciuti. Si suppone che il nono pianeta descriva una traiettoria irregolare nel suo moto attorno al Sole, come una sorta di ovale allungato. Nel suo punto più distante dal Sole, il Nono Pianeta sarebbe comunque troppo distante anche dagli altri pianeti per influenzarli, e perciò non sarebbe possible constatarne la presenza. Così, gli astronomi hanno ipotizzato che sarebbe più produttivo concentrarsi su una zona che rappresenta solo la metà dell’orbita totale del Nono Pianeta.

Jacques Laskar, dell’Osservatorio astronomico di Parigi e coautore della ricerca sul Nono Pianeta, ne ha confermato l’esistenza con una metodologia che riduce la zona di ricerca del 50%, eliminando le due zone che i modelli matematici non riescono a interpretare con precisione. “Abbiamo tagliato il lavoro a metà”, ha detto Laskar, ricordando che il mese scorso Konstantin Batygin e Mike Brown avevano predetto l’esistenza del Nono Pianeta, di massa 10 volte più grande della Terra, attraverso modelli matematici e simulazioni virtuali. I due scienziati americano avevano così spiegato le anomalie nei movimenti di alcuni pianeti nani nella Cintura di Kuiper, un enorme ammasso di corpi celesti ghiacciati e detriti oltre Nettuno.

Laskar ha sostenuto che questo campo di ricerca sul Nono Pianeta potrebbe progredire solo se si estendesse la missione della sonda Cassini fosse estesa fino al 2020, e non terminasse l’anno prossimo come annunciato dalla Nasa. Secondo gli astronomi, la caccia al Nono Pianeta potrebbe durare anni, ammesso che esista davvero. Attraverso i modelli matematici, in realtà, molti pianeti sono stati scoperti. Alcuni di essi sono stati poi confermati dall’osservazione diretta coi radiotelescopi potenti o con le sonde, come è accaduto con Nettuno e Plutone. Di altri, invece, si è persa traccia.

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