Iraq. L’Isis scatena l’inferno a Baghdad con due attentati e un’offensiva militare

Iraq. L’Isis scatena l’inferno a Baghdad con due attentati e un’offensiva militare

Due attentati suicidi hanno colpito domenica 28 febbraio il centro del quartiere sciita di Sadr City a Baghdad. Gli attentati sono stati rivendicati dall’Isis. Hanno provocato almeno 31 morti e una sessantina di feriti. In un comunicato online, lo Stato islamico ha scritto che i due attentatori suicidi hanno colpito, ucciso e ferito “centinaia di politeisti”. È il modo in cui i fondamentalisti sunniti definiscono i mussulmani sciiti.

Secondo fonti di polizia, gli assalitori suicidi erano a bordo di motociclette, e si sono fatti esplodere tra la folla in un mercato, all’interno di un negozio di telefonia mobile.

Intanto l’emittente televisiva qatariota “al Jazeera” riferisce che lo Stato islamico (Is) ha lanciato una vera e propria offensiva a soli 20 chilometri da Baghdad, uccidendo 18 tra militari e miliziani che appoggiano l’esercito. Un altro attacco suicida nei pressa della citta’ di Fallujah ha ucciso altri 14 membri delle forze di sicurezza irachene, ferendone 25. “Al Jazeera” riferisce che i miliziani dell’Is hanno attaccato il villaggio di Khdim Adhab, ad Abu Ghraib, sede del cercare noto per gli abusi del militari statunitensi sui prigionieri iracheni, che dista circa 17 chilometri dalla zona verde di Baghdad. L’area attaccata è considerata parte della capitale dal punto di vista amministrativo. I jihadisti hanno attaccato un granaio e un impianto idrico, riuscendo secondo “al Jazeera” a rapire diversi agenti di polizia e combattenti tribali prima di ritirarsi. Quest’ultima circostanza, tuttavia, è stata smentita dal Comando delle operazioni militari di Baghdad. Nella vicina città di Fallujah, 50 chilometri ad ovest di Baghdad, lo Stato islamico ha intanto preso il controllo di un edificio della polizia dopo aver ucciso almeno 14 tra militari e miliziani tribali iracheni in un attacco armato iniziato con un’autobomba guidata da un terrorista suicida. Gli scontri hanno spinto le forze governative a ritirarsi ulteriormente nel sud-est della città. La controffensiva dello Stato islamico avviene dopo che le forze governative avevano guadagnato terreno nella provincia a maggioranza sunnita di al Anbar, dove ancora vi sono numerose sacche di resistenza dell’Is. Il governo iracheno ha annunciato a fine dicembre che le sue truppe hanno ripreso la città chiave di Ramadi, ma i combattimenti con lo Stato islamico continuano nella periferia della città.

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