Virus Zika: riunione Oms a Ginevra. Allarme in Brasile, Europa in allerta, Usa si difendono.

Virus Zika: riunione Oms a Ginevra. Allarme in Brasile, Europa in allerta, Usa si difendono.

Nel corso dell’incontro straordinario, avvenuto a Ginevra, tra l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) e gli Stati membri, si è fatto il punto sull’emergenza legata all’espandersi, ormai su larga scala, del fenomeno legato al virus Zika, malattia trasmessa attraverso la puntura della zanzara “Aedes Aegypty”, che, soprattutto nelle Americhe, si starebbe diffondendo a macchia d’olio “in maniera esplosiva”, come ha dichiarato il direttore generale dell’Oms, Margaret Chan. “La velocità di diffusione del virus Zika nelle Americhe è legata a due fattori principali. In primo luogo, la popolazione è totalmente impreparata in termini di immunologia contro questo virus. In secondo luogo il vettore, la zanzara ‘Aedes aegypti’, è ovunque nelle Americhe, dal sud degli Stati Uniti al nord dell’Argentina”, così spiega il professor Sylvain Aldighieri, capo del team di epidemiologia dell’Oms. A Ginevra, il primo febbraio si riunirà il Comitato di emergenza dell’Oms per discutere a proposito dei provvedimenti da mettere in atto per intervenire contro il virus, cercando di limitare i danni nei Paesi in cui già si siano manifestati dei casi di contagio, ma anche, qualora fosse necessario e senza abbassare il livello di guardia, arrivando a dichiarare lo stato di emergenza sanitaria nazionale, o addirittura mondiale, come già è accaduto per l’Ebola.

È notevole la preoccupazione ai piani alti in Europa, accentuata soprattutto dalle ultime tragiche notizie giunte dal Brasile che in queste ultime ore sta vivendo momenti di caos e di disagi, tanto da far parlare di situazione d’emergenza. Circa 4mila in Brasile risultano essere i neonati affetti da microcefalia, una grave patologia genetica, nati da donne che in gravidanza erano state attaccate dal virus. Le stime future non sono rincuoranti: i casi d’infezione nel Paese sono in forte aumento, in Venezuela attualmente sono 4700 i casi sospetti, 7 casi confermati nello Stato di New York, mentre nei prossimi mesi in tutta l’America Latina (22 ad oggi i Paesi colpiti) si prevedono fino a 3-4 milioni di casi. “Il Paese sta perdendo la battaglia contro il virus Zika”, afferma il ministro della Salute brasiliano, Marcelo Castro, suscitando le polemiche e anche l’irritazione dell’Oms che, dal canto suo, smentisce tutto. È Christian Lindmeier, portavoce dell’Oms, a controbattere: “Se la realtà fosse questa potremmo abbandonare tutto, ma non è così”. I provvedimenti presi dal Presidente della Repubblica brasiliano Dilma Rousseff riguardano misure di sicurezza e di prevenzione da adottare nelle cittadine: 220mila militari saranno impiegati per visitare le famiglie e consegnare volantini informativi, oltre agli spray repellenti distribuiti gratuitamente su tutto il territorio ed in particolare alla cerchia di 400mila donne in gravidanza della Bolsa Familia, programma dedicato alle famiglie più povere.
Misure protezionistiche aggiuntive verranno inoltre messe in campo in occasione dell’evento del Carnevale di Rio de Janeiro, in apertura il 5 febbraio. Inoltre, nessun problema all’orizzonte per le prossime Olimpiadi a Rio, rassicura il sindaco. La malattia, che si presenta in un adulto come una normale influenza, può provocare conseguenze estremamente gravi per la salute delle donne in gravidanza ed in primis del feto. Una proposta che ha fatto molto discutere è stata quella di autorizzare l’aborto nei casi più gravi di appurata microcefalia o anencefalia (mancata formazione della calotta cranica) nel feto, appoggiata di fatto da un giudice brasiliano, Jesser Coelho, che ha autorizzato personalmente alcune interruzioni di gravidanza. Immediata la reazione delle associazioni contro l’aborto, in prima linea il Movimento Brasile senza aborto, appoggiato dal Forum evangelico, che, fortemente contrariati e coerenti alle leggi brasiliane, non appoggiano, sia sul piano normativo che sul piano morale, la pratica dell’aborto, anche se terapeutico.

Attualmente in Europa i casi di contagio sono stati rilevati in Gran Bretagna (3 casi), Italia (4 casi) e Spagna (2 casi), in soggetti rientranti da viaggi compiuti in Paesi ad alto tasso di contagio. I consigli dei governi, rivolti soprattutto alle gestanti, riguardano la prudenza nei viaggi esteri a rischio contatto con il virus. Il ministro della Salute italiano avvisa che saranno divulgate notizie e affissi cartelli informativi negli aeroporti e porti per le nuove linee guida sulla malattia. Queste alcune delle raccomandazioni: “Sebbene l’Oms, al momento, non raccomandi l’applicazione di restrizioni di viaggi e movimenti internazionali verso le aree interessate da trasmissione di virus Zika si ritiene opportuno, sulla base di un principio di estrema precauzione: informare tutti i viaggiatori verso le aree interessate da trasmissione diffusa di virus Zika di adottare le misure di protezione individuale per prevenire le punture di zanzara. Consigliare alle donne in gravidanza, e a quelle che stanno cercando una gravidanza, il differimento di viaggi non essenziali verso tali aree.[…] Consigliare ai soggetti affetti da malattie del sistema immunitario o con gravi patologie croniche, il differimento dei viaggi o, quantomeno, una attenta valutazione con il proprio medico curante prima di intraprendere il viaggio verso tali aree”.

Alzano il livello di allerta anche Russia e Stati Uniti. Vladimir Putin allarmato dichiara: “Qualcosa di disgustoso sta arrivando dall’America Latina. Qualche virus. Di certo le zanzare non voleranno sull’Oceano, ma persone infette potrebbero ben farlo e lo stanno facendo. Questo virus è già apparso in Europa”, incaricando il ministro della Salute russo, Veronika Skvortsova, di prestare attenzione. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha incontrato alla Casa Bianca le autorità sanitarie e della sicurezza nazionale per fare il punto sul livello di diffusione. Ha scelto la strada del contrattacco al virus, chiedendo di velocizzare la ricerca per la diagnosi, prevenzione e cura delle infezioni da Zika. Tutti i medici sono allertati ad eseguire il test per diagnosticare l’eventuale contagio da Zika nei neonati le cui madri, durante la gravidanza, hanno viaggiato nei Paesi dell’America Latina o dei Caraibi dove si registrano focolai del virus.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.