Unioni civili e matrimoni omosessuali: la situazione in Europa fa emergere la nostra arretratezza (e quella del ddl Cirinnà)

Unioni civili e matrimoni omosessuali: la situazione in Europa fa emergere la nostra arretratezza (e quella del ddl Cirinnà)

Com’è la situazione delle unioni civili e del riconoscimento del matrimonio omosessuale in Europa? Ce lo siamo chiesti proprio nell’imminenza del dibattito e del voto parlamentare sul disegno di legge Cirinnà, previsti a partire da giovedì 28 gennaio in Senato.

Intanto, nell’Unione a 28 Paesi, le leggi differiscono in modo significativo, e le differenze tra i “blocchi” est-ovest e nord-sud non davvero enormi. La Danimarca ha la palma quale primo Paese del mondo ad aver riconosciuto le coppie omosessuali, che possono registrarsi come famiglia sostanziale dal 1989. A partire dagli anni Novanta, sono state introdotte forme diverse unioni civili in Norvegia (1993), Svezia (1995), Islanda (1996) e Francia (1999). Il Belgio ha elaborato diritti in forma limitata alle coppie omosessuali, con la registrazione dell’unione civile dal 1998. In Germania, le unioni civili sono regolamentate dal 2001, ma la più grande economia europea non ha ancora pensato di introdurre il matrimonio egualitario.

Tra gli altri Paesi, che hanno optato per una regolamentazione delle unioni civili, ci sono la Repubblica Ceca (introdotta nel 2006), la Svizzera (2007), l’Ungheria (2009) e l’Austria (2010). Dopo l’introduzione delle unioni civili ad Andorra, Malta e Croazia nel 2014, la regolamentazione è stata introdotta anche in Grecia e Cipro lo scorso anno. Al volgere del Millennio, l’Olanda è diventata il primo paese al mondo a legalizzare il matrimonio omosessuale, dando alle coppie il diritto di sposarsi e di adottare figli. La legislazione sul matrimonio paritario è stata poi seguita in Belgio nel 2003 e in Spagna nel 2005 (epoca Zapatero). La Norvegia e la Svezia hanno proceduto alla legalizzazione del matrimonio omosessuale nel 2009. Dopo la fase della revisione costituzionale, il Portogallo ha varato la legislazione sul matrimonio paritario nel 2010, e nello stesso anno anche l’Islanda lo ha introdotto nel suo Diritto Civile. Nel giugno del 2012 è stato il turno della Danimarca, che ha varato una legge per la legalizzazione del matrimonio omosessuale 23 anni dopo essere diventata il primo Paese al mondo a riconoscere le unioni civili omosessuali. La Danimarca aveva già approvato nel 2010 una legge che riconosce il diritto delle coppie omosessuali ad adottare.

In Francia, nel 2013, un Tribunale rigettò un ricorso presentato dal partito di centrodestra UMP, quello di Sarkozy, che ora si chiama Republicains, aprendo la strada alla legalizzazione del matrimonio paritario, mentre furono estesi i diritti all’adozione da parte delle coppie omosessuali. La prima legislazione sul matrimonio omosessuale in Inghilterra e nel Galles, il Marriage (Same Sex Couples) Act, vide la luce nel marzo del 2014, in pieno dominio conservatore, e con David Cameron premier. Lo stesso anno, anche la Scozia si diede una legge per legalizzare i matrimoni omosessuali. I primi matrimoni omosessuali in Scozia ebbero luogo il giorno di Capodanno. L’Irlanda del Nord è l’unico Paese, ormai, del Regno Unito a non aver introdotto il matrimonio omosessuale, dopo il voto dell’aprile 2014. Tuttavia, le unioni civili sono consentiti fin dal 2005. Il Lussemburgo ha legalizzato il matrimonio omosessuale il primo gennaio del 2015, mentre l’Eire, la Repubblica di Irlanda, lo ha fatto in seguito allo straordinario successo popolare del referendum nel maggio 2015. In Finlandia, la legge sul matrimonio omosessuale entrerà in vigore nel 2017.

Questa la situazione europea. Dimostra quanto sia arretrato il nostro dibattito pubblico e quanto sia arretrato il disegno di legge Cirinnà, con quell’insieme di ipocrisie e di neologismi tarocchi. Ma cosa si aspetta a diventare davvero adulti ed europei, riconoscendo la pienezza dei diritti al matrimonio e all’adozione sulla base dell’affetto e dell’amore?

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