Unione degli studenti: no al contributo volontario nelle scuole superiori

Unione degli studenti: no al contributo volontario nelle scuole superiori

Dirigenti scolastici e professori autoritari che impongono il pagamento del contributo scolastico? Non una rarità ma la triste quotidianità delle scuole del nostro Paese. Il più delle volte gli studenti vengono minacciati dicendo che non li sarà permesso iscriversi alla classe successiva, o molto spesso che non li sarà consegnata la pagella. Delle volte invece viene spacciato come tassa di iscrizione, cosa assolutamente illegittima per vari motivi. L’anno scorso abbiamo somministrato un breve questionario per portare alla luce i casi di minacce e ritorsioni: secondo i dati circa il 90% degli studenti non sapevano che il contributo è volontario e dove vengono destinati i fondi derivanti dal pagamento dello stesso.

Le cifre richieste talvolta superano i 120/130€, non facendo altro che confermare il grande ruolo che hanno le famiglie italiane nel sostentamento della scuola pubblica; ruolo che diventerà sempre più determinante ora che si iniziano a vedere gli effetti della legge 107, che non ha messo un solo euro per garantire il diritto allo studio. Chi ha ricevuto un trattamento diverso invece sono le scuole private che anche quest’anno possono gioire per i loro 497 milioni di euro, raggiunti grazie all’aggiunta di ulteriori 25 milioni in legge di stabilità, ossia la legge finanziaria per il 2016. Il risultato è che nelle nostre scuole, nonostante i fondi derivanti dalla contribuzione volontaria debbano essere indirizzati unicamente all’ampliamento dell’offerta formativa, e ciò attraverso un gestione trasparente dei fondi, quotidianamente vengono destinati al funzionamento ordinario delle scuole. Noi paghiamo con le nostre tasche le scelte sbagliate di un Governo che difende gli interessi dei soliti noti, delle lobbies e dei privilegiati.

L’istruzione pubblica è privatizzata nella sostanza, poiché per accedervisi i costi sono sempre più elevati, tanto che in futuro, secondo la legge 107 “la Buona Scuola”, dovrà appoggiarsi anche alla benificienza dei finanziamenti privati tramite lo school bonus. Non possiamo accettare che l’emergenza possa divenire normalità. Soprattutto oggi, con la crisi economica che impoverisce sempre più, non possiamo permettere che studenti vengano minacciati o subiscano ritorsioni per non aver voluto o potuto pagare il contributo “volontario”. L’istruzione pubblica e il diritto alla studio vanno rifinanziati e non si possono continuare a coprire anni di tagli con contributi imposti alle famiglie. Vogliamo l’istruzione gratuita!

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