Tel Aviv. Caccia all’autore di un attentato in un bar del centro, con due uccisi e sette feriti. Cautela sul movente

Tel Aviv. Caccia all’autore di un attentato in un bar del centro, con due uccisi e sette feriti. Cautela sul movente

Sabato 2 gennaio a Tel Aviv, capitale israeliana, la caccia all’uomo era ancora in corso, per ritrovare l’autore della sparatoria in cui sono rimaste uccise due persone venerdì. L’uomo aveva aperto il fuoco sui clienti seduti sulla terrazza di un bar molto animato e frequentato nel centro della capitale. Al termine dell’attentato, erano rimasti uccisi due giovani israeliani, di 26 e 30 anni, e sette feriti. Le vittime sono Alon Bakal, il direttore del bar, e un avventore, Shimon Ruimi, di Ofakim.

La polizia israeliana resta ancora prudente sul movente dell’attentato. I media israeliani però affermano che l’autore sembra essere un arabo israeliano di 29 anni, già noto fin dal 2006 alle autorità israeliane.

Il 2 gennaio, il quotidiano Haaretz scrive che l’autore dell’attentato ha rubato l’arma a suo padre, che lavora per la sicurezza. E il padre ha riconosciuto suo figlio dalle informazioni ricevute e dalle immagini pubblicate sulla stampa. Ed ha parlato con gli investigatori. Un video diffuso da molti media israeliani mostra un uomo vestito di nero entrare nel bar affollato, posare uno zaino ed estrarre un’arma con la quale ha sparato decine di colpi in pochi secondi. La diffusione del video ha portato gli investigatori a identificarlo come colui che nel 2006 aveva attaccato un militare israeliano con un cacciavite per vendicare l’uccisione di suo cugino.

In questo momento, conferma il ministro della Sicurezza interna israeliano, Gilad Erdan, “nulla permette di dire in modo certo che si tratti di un atto di terrorismo. Non siamo ancora certi che l’autore faccia parte di un gruppo terrorista”. Lo stesso capo della polizia ha affermato che si segue anche la pista criminale.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.